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Rimborsopoli, interrogato Ciconte

REGGIO CALABRIA È Vincenzo Antonio Ciconte, ex capogruppo di Progetto democratico in consiglio regionale, il settimo  politico  indagato nell’inchiesta Rimborsopoli chiamato a presentarsi di fronte…

Pubblicato il: 20/06/2013 – 17:21
Rimborsopoli, interrogato Ciconte

REGGIO CALABRIA È Vincenzo Antonio Ciconte, ex capogruppo di Progetto democratico in consiglio regionale, il settimo  politico  indagato nell’inchiesta Rimborsopoli chiamato a presentarsi di fronte al procuratore aggiunto Ottavio Sferlazza e al sostituto Matteo Centini per rendere conto dei bilanci presentati dal suo gruppo di appartenenza. In qualità di capogruppo, anche lui nelle scorse settimane è stato raggiunto da un avviso di garanzia nell’ambito dell’inchiesta che ha messo in luce l’allegra gestione dei bilanci dei gruppi in consiglio regionale.
Per oltre un’ora, il politico ha risposto alle domande  degli inquirenti, che dopo aver passato ai raggi X i bilanci dei partiti, adesso stanno chiedendo conto ai capigruppo delle singole voci che per anni hanno ingrossato i rendiconti presentati annualmente dai gruppi consiliari e puntualmente rimborsati. Prima di lui, si erano dovuti sottoporre al serrato interrogatorio di Sferlazza e Centini il neosenatore Giovanni Bilardi (Scopelliti presidente), il capogruppo del Pd, Sandro Principe, il consigliere Nino De Gaetano, oggi nel Pd dopo l’esordio in consiglio regionale con la Fds, il capogruppo del Pdl, Giampaolo Chiappetta,  l’assessore regionale Fedele e il consigliere regionale Giulio Serra di Insieme per la Calabria.
Ma l’istruttoria degli inquirenti è destinata a proseguire a ritmo serrato anche nelle prossime settimane, quando a rispondere alle domande di Sferlazza e Centini saranno gli assessori regionali Alfonso Dattolo (Udc) e Pino Gentile (Pdl), il sottosegretario Alberto Sarra (Pdl) e i consiglieri Agazio Loiero (Autonomia e diritti), Giuseppe Bova (Misto), Emilio De Masi (Idv), che nelle scorse settimane sono stati tutti raggiunti da avviso di garanzia. Ai magistrati, i tredici politici – oggi indagati per peculato – dovranno spiegare come mai nei bilanci dei gruppi del consiglio regionale della Calabria – lautamente rimborsati dall’ente – sarebbe finito di tutto: dai detersivi ai “Gratta e vinci”, dalle cartelle esattoriali ai viaggi all’estero e ai tablet. Una tornata di interrogatori che, stando ai calcoli della Procura, dovrebbe terminare a luglio, quando agli inquirenti toccherà elaborare gli elementi – estremamente utili, secondo indiscrezioni – raccolti nel corso dell’istruttoria e valutare la possibilità di allargare il campo delle contestazioni, come il numero degli indagati.
A settembre – suggeriscono fonti vicine alle indagini – l’inchiesta si potrebbe infatti allargare anche ai singoli consiglieri che avrebbero fatto confluire le proprie spese – assolutamente private – nei conti dei gruppi regionali. Secondo quanto accertato dalla guardia di finanza infatti, i soldi pubblici, ufficialmente destinati a finanziare le spese istituzionali delle singole formazioni politiche, dal 2010 a oggi sarebbero serviti per pagare consumazioni al bar (è stato chiesto il rimborso anche di un singolo caffè), cene conviviali, telefoni cellulari, tablet, gite alle terme e soggiorni in albergo di persone che con Palazzo Campanella nulla hanno a che fare. Un giro vorticoso di fatture che però non arriverebbe a spiegare dove sia finito il mezzo milione di euro di fondi regolarmente iniettato nelle casse delle formazioni politiche, di cui oggi non c`è più traccia e di cui nessun documento contabile certifica l’uscita. «È un quadro squallido e sconfortante, la rappresentazione plastica di come la res publica diventa quasi res privata», commentano dalla Finanza, i cui uomini da tempo hanno palazzo Campanella nel mirino. Il primo blitz – che ha messo in subbuglio le stanze del consiglio regionale e ha fatto salire la tensione alle stelle a più di uno – risale al 5 dicembre scorso. Da allora i militari della Gdf hanno acquisito i rendiconti dei gruppi per incrociare dati, spese, fatture e scontrini. (0090)

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