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Processo Oliva, è subito battaglia

COSENZA Il processo per l`avvelenamento della valle dell`Oliva è alle battute iniziali. Dopo il rinvio, deciso il 16 aprile scorso, la Corte d`Assise di Cosenza oggi è tornata a riunirsi per entrar…

Pubblicato il: 04/07/2013 – 16:33
Processo Oliva, è subito battaglia

COSENZA Il processo per l`avvelenamento della valle dell`Oliva è alle battute iniziali. Dopo il rinvio, deciso il 16 aprile scorso, la Corte d`Assise di Cosenza oggi è tornata a riunirsi per entrare nel vivo della vicenda. E, nonostante sia stata un`udienza prettamente tecnica, è stata subito battaglia. Diverse infatti le richieste di costituzione di parte civile pervenute all`attenzione delle Corte, sia dal mondo delle associazioni ambientaliste sia dalle istituzioni ma soprattutto dagli abitanti della zona oggetto del presunto inquinamento. Istanze contestate dagli avvocati che difendono i cinque imputati accusati, a vario titolo, di aver trasformato la valle dell`hinterland amanteano in un`enorme discarica di materiali tossico-nocivi e radioattivi compromettendone l`ambiente e la salute degli abitanti. Si tratta, in particolare, dell`imprenditore Cesare Coccimiglio e dei quattro possessori dei terreni all`interno della valle dell`Oliva, dove sarebbero stati sotterrati materiali contaminati. Tutti e cinque accusati dei reati di disastro ambientale, avvelenamento delle acque e discarica abusiva di rifiuti di varia natura, contaminati da metalli pesanti. Proprio l`azione portata avanti dagli imputati, secondo l`accusa sostenuta in aula dal pm Giovanni Calamita, avrebbe causato la diffusione di tumori nella zona, la morte di un pescatore e le lesioni dell`amico con cui abitualmente si recava a pescare nel fiume Oliva. Da qui la richiesta di alcuni dei Comuni interessati dalla vicenda, ma soprattutto dei legali dei parenti delle presunte vittime dell`avvelenamento dei luoghi. Familiari di cittadini dell`hinterland di Amantea che avrebbero contratto tumori a causa della contaminazione delle acque e del ciclo alimentare della zona. Inoltre per sostenere le ragioni dell`accusa all`udienza di oggi erano presenti oltre ai legali dei Comuni di Amantea, San Pietro in Amantea e Serra d`Aiello – già ammessi dal gup di Paola quale parte civile –, anche gli altri avvocati che hanno chiesto di entrare nel novero delle parti lese. Si tratta in particolare, dei legali della Regione Calabria, del ministero dell`Ambiente, del Wwf Italia, di Legambiente Calabria, del Comitato civico “Natale De Grazia” di Amantea, dell`associazione Anpana, del Forum ambientalista nazionale e del Vas. Oltre agli avvocati dei familiari di un`operaio della ditta Coccimiglio deceduto negli anni scorsi per tumore e altri congiunti di abitanti della zona. Proprio per valutare l`accoglimento di questo lungo elenco di parti civili l`udienza è stata aggiornata al prossimo 2 ottobre.
Un processo, questo che si sta celebrando presso la Corte d`assise Cosenza, che nasce dall`inchiesta portata avanti caparbiamente del procuratore della Repubblica di Paola, Bruno Giordano. Un`inchiesta durante la quale sono stati rinvenuti nel sottosuolo della valle dell`Oliva tra i 90mila e i 140mila metri cubi di rifiuti industriali contaminati da metalli pesanti e da Cesio 137. (0090)

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