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«Stretto, aumenti fino al 150 per cento e poca concorrenza»

Aumenti fino al 150 per cento e intese capaci di restringere o falsare il mercato della concorrenza nello Stretto di Messina. A finire nel mirino dell’Autorità garante della concorrenza e del merca…

Pubblicato il: 05/07/2013 – 16:49
«Stretto, aumenti fino al 150 per cento e poca concorrenza»

Aumenti fino al 150 per cento e intese capaci di restringere o falsare il mercato della concorrenza nello Stretto di Messina. A finire nel mirino dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, le società di trasporto marittimo che operano sulle rotte dello Stretto di Messina. Si tratta di Caronte & Tourist (C&T), Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), Bluferries, Meridiano Lines, Ustica Lines, Terminal Tremestieri e Consorzio Metromare dello Stretto, nei cui confronti l’Autorità, guidata da Giovanni Pitruzzella, ha avviato un’istruttoria per verificare l’esistenza di una concertazione dei prezzi e di una ripartizione del mercato.Secondo l’Autorità, il mercato di trasporto marittimo, nelle tratte Villa San Giovanni – Messina e Reggio Calabria – Messina, sarebbe connotato «da una domanda particolarmente rigida, con un bisogno di mobilità che non può essere altrimenti soddisfatto» e da un’offerta incentrata sul duopolio di operatori storici quali la C&T e la Rfi, gestore dell’infrastruttura ferroviaria italiana. A fronte di tali “ingessature” del mercato, il provvedimento di avvio dell’istruttoria riporta le segnalazioni di utenti che dal 2009 ad oggi hanno lamentato «un progressivo e rilevante incremento tariffario per tutte le tipologie di trasporto, mezzi gommati e passeggeri».A dare corpo ai sospetti degli 007 antitrust, il fatto che tali aumenti siano stati introdotti con «una certa frequenza e in modo sostanzialmente contestuale». A farne le spese sono lavoratori, utenti, turisti che si sono visti aumentare in modo significativo il costo del biglietto. In alcune denunce vengono evidenziati gli adeguamenti tariffari tra le due società Bluferries (controllata da Rfi) e C&T. In altre, invece, l’assenza di concorrenza deriverebbe  “anche dall’orario della Meridiano Lines S.p.A. […] strutturato in maniera tale da svantaggiare il traffico automobilistico da Messina in favore della Caronte&Tourist […]. Ci si chiede come mai con tre compagnie di trasporto il prezzo è in costante aumento?».Secondo l’Autorità, negli ultimi dieci anni, l’unico player riuscito ad entrare nel mercato è stato Metromare, a sua volta espressione di altre due operatori, Bluferries e Ustica Lines. Non è l’unico intreccio societario, come testimonia la vicenda dell’approdo Tremestieri (TT). Realizzato nel 2006, viene gestito da una società consortile nella quale figurano C&T, Bluferries e Meridiano, ciascuno con una quota di capitale sociale del 33, 3 per cento. «All’origine dalla costruzione dell’approdo – osserva il Garante – vi era l’esigenza didecongestionare il traffico nel centro di Messina, trasferendo il traffico dimezzi pesanti nella nuova area a sud, fuori dall`abitato e direttamente collegata alla rete autostradale. A causa di ritardi nei lavori di ampliamento e di certificate carenzeprogettuali dell’opera, il terminal è utilizzato parzialmente» e molte delle merci vengono dirottate negli altri due punti di approdo. Dal provvedimento, rileva, inoltre, che «sugli approdi della rotta Reggio Calabria – Messina, le società non sono titolari di alcuna concessione, bensì solo di diritti di attracco».A rendere opaco il contesto prospettato dal Garante, «le frequenti e qualificate occasioni di contatto tra gli operatori». Oltre all’impresa consortile comune TT,  i rappresentanti di C&T e di Rfi – pur concorrenti diretti – siedono insieme nel Comitato portuale, organo principale dell’Autorità Portuale di Messina. L’Antitrust si era già interessata del traghettamento su gomme e per i passeggeri attraverso Stretto, sanzionando le allora Tourist e Caronte per aver applicato «condotte predatorie» (provvedimento n.10650 del 2002) con l’obiettivo di «ostacolare» l’attività dell’allora nuovo entrante sul mercato Diano, ora Meridiano Lines.  L’iniziativa dell’Autorità, si pone in linea di continuità con altre istruttorie appena concluse, come l’ indagine sugli aumenti dei prezzi dei traghetti da e per la Sardegna e quella sulle  compagnie di navigazione dei golfi di Napoli e Salerno.

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