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Oltre 7mila adesioni per salvare il "Masciari"

CATANZARO Il numero di adesioni al comitato “Salviamo il Teatro Masciari“ ha superato quota 7000. Il “traguardo“ è stato raggiunto sul lungomare di Montauro, una delle mete tradizionali del tur…

Pubblicato il: 17/08/2013 – 11:02
Oltre 7mila adesioni per salvare il "Masciari"

CATANZARO Il numero di adesioni al comitato “Salviamo il Teatro Masciari“ ha superato quota 7000. Il “traguardo“ è stato raggiunto sul lungomare di Montauro, una delle mete tradizionali del turismo estivo catanzarese. Il 19 agosto, dal tardo pomeriggio, il gazebo del comitato sarà sul lungomare di Soverato e anche lì tutto lascia immaginare che la raccolta firme potrà portare un ulteriore buon risultato. La campagna a sostegno dell`antico teatro, affinché esso venga acquisito dal Comune di Catanzaro al patrimonio pubblico, nel corso dell`estate non ha conosciuto soste. Dalla prima uscita nel capoluogo, in occasione dei festeggiamenti per San Vitaliano, i tavoli si sono susseguiti nei principali centri dell`hinterland, tra la Sila catanzarese e la costa jonica, continuando a raccogliere consensi unanimi anche tra le personalità dello spettacolo e della cultura. Da ultimi, Juan Carlos “Flaco“ Biondini, storico chitarrista di Francesco Guccini e il regista cinematografico Edoardo Leo, autore e protagonista di 18 anni dopo, il film con cui nel 2011 Leo ha ottenuto la nomination al premio David di Donatello come miglior regista esordiente, dopo essersi guadagnato, nel 2010, il premio come migliore opera prima al Magna Grecia Film Festival. «Le adesioni prestigiose ci lusingano e ci gratificano sempre – ha detto Emanuela Gemelli, presidente di Salviamo il Teatro Masciari – ma ciò che colpisce davvero e fa un piacere enorme è l`attenzione della gente comune. Non è semplice spiegare la vicenda del teatro, dalla chiusura nel luglio 2012 al contenzioso tra la proprietà e l`Amministrazione comunale di Catanzaro; eppure la gente si avvicina, chiede, ascolta, vuole capire e soprattutto dimostra di avere a cuore le sorti di un luogo in cui si riconosce per le ragioni più diverse. Un luogo della memoria ma che si vorrebbe poter mantenere vivo. Perché è proprio questo uno degli aspetti più dolenti della nostra città e del suo hinterland: ci ritroviamo troppo spesso a ricordare cose che non sono più, a vagheggiare un passato di cui rimangono solo il ricordo e il rimpianto. Viene spontaneo domandarsi cosa resterà alle generazioni più giovani, quando quelle più adultenon ci saranno più. Ecco perché il nostro impegno andrà avanti. Anche noi vogliamo una città moderna ed efficiente, capace di guardare al futuro ma una città così è realizzabile solo se al contempo si è in grado di conservarne la storia migliore». (0050)

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