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Teatro, le anomalie del Magna Graecia festival e le criticità del settore

Il dibattito sul sistema teatrale calabrese riparte dal basso, e lo fa per la prima volta con un documento unitario che prende le mosse dalle «criticità» del Magna Graecia festival e – sottoscritto…

Pubblicato il: 29/08/2013 – 17:10
Teatro, le anomalie del Magna Graecia festival e le criticità del settore

Il dibattito sul sistema teatrale calabrese riparte dal basso, e lo fa per la prima volta con un documento unitario che prende le mosse dalle «criticità» del Magna Graecia festival e – sottoscritto da ben 23 compagnie di tutta la regione e 56 tra artisti, studiosi e operatori del teatro – suggerisce a politica e istituzioni un modo per uscire dall`impasse finora solo lamentata ma mai esposta apertis verbis. Il “Documento del teatro calabrese” – redatto a seguito di una duplice riunione, ospitata il 7 e il 20 agosto scorsi al Teatro Politeama di Lamezia Terme – cita in apertura la «sbilanciata scelta del direttore artistico (del Mgtf, ndr) Giorgio Albertazzi verso spettacoli e/o produzioni troppo vicini al suo entourage romano: dicendo questo non vogliamo rispolverare quel consunto e tutto italiano “conflitto di interesse” ma fare un forte richiamo al primo punto della relazione programmatica sottoscritta da Albertazzi dove si parla(va) di “favorire la cooperazione e l’integrazione tra le realtà che operano in Calabria con obiettivo di un Sistema Teatrale Calabrese” (che è poi fondamento e finalità del Mgtf). Finalità che – pur sottoscritta e firmata – è stata palesemente disattesa e tradita alla lettera».
Nel documento – indirizzato (oltre che allo stesso Albertazzi) al governatore, al presidente del Consiglio regionale, agli assessori alla Cultura e al Bilancio e ai capigruppo a Palazzo Campanella – si ribadisce «la posizione critica, da tutti condivisa, nei confronti dell’organizzazione e della conduzione del Magna Graecia Teatro Festival 2013. I rilievi critici emersi sono molteplici: dall’esclusione al Festival di alcune compagnie calabresi che avevano di fatto progettato spettacoli in previsione, all’esclusione – con discutibile motivazione – delle Residenze teatrali, passando poi a grossi ed evidenti problemi di organizzazione (saliti questi alla cronaca nazionale, vedi intervento di Enrico Montesano), alla scarsa diffusione pubblicitaria e giornalistica che ha provocato una centellinata partecipazione di pubblico soprattutto nelle prime serate».

TUTTI I NUMERI DELLO «SBILANCIAMENTO»
Il lungo documento è un vero e proprio dossier quando snocciola le cifre relative agli spettacoli ospitati nel cartellone della X edizione della rassegna: «Vorremmo far riflettere su un dato: le 7 repliche di Massimo Ranieri (euro 245.000) e le 5 di MichelePlacido (euro 55.000) costituiscono esattamente il 50% dell’intero budget (euro 300.00 su 618.000), mentre le 9 repliche destinate alle compagnie calabresi “indipendenti” (?) ovvero Officine Jonike (22.500) Vaporetto allegro (15.000) Compagnia Porta cenere (21.450) ne costituiscono appena il 10% (58.950 su 618.000)». Secondo gli operatori del teatro calabrese «questo esemplificativo “sbilanciamento” è un risultato tutto a sfavore del teatro calabrese e si manifesta come un’ulteriore e rinnovantesi occasione persa per dare sviluppo e sostegno alla nostra realtà teatrale. Si sarebbe potuto pensare una diversa e più equilibrata “distribuzione della spesa”: per meriti artistici e non per riduttivo provincialismo, perché crediamo e vogliamo che il teatro calabrese non sia e non debba essere ultimo a nessuno in Italia». Del Mgtf 2013 si evidenzia dunque «il macroscopico errore politico, amministrativo, oltre che artistico, che ha sostanziato il programma e la conduzione del festival ove il “bagno di folla” degli spettacoli di Ranieri e Placido non sarà e non è certo sufficiente a mascherare l’esito essenzialmente negativo anche per ciò che vien detta “ricaduta turistico-culturale”».

I RITARDI NEI PAGAMENTI E LE ALTRE CRITICITÀ
Ma il motivo scatenante l’incontro fra compagnie e artisti del teatro («uno dei più partecipati degli ultimi 10 anni») ha permesso ai partecipanti «di sviluppare e chiarire come le criticità inerenti il Mgtf (soprattutto il triennale a sigla Albertazzi) siano da allargare e collegarsi ai problemi generali e ad altri settori del nostro lavoro e delle nostre attività teatrali in Calabria: pensiamo alla questione delle Residenze le quali vivono enormi difficoltà dovute tra le altre alla tardiva e farraginosa erogazione dei fondi, al non rifinanziamento della Legge 3 che penalizza tutto il comparto del teatro di produzione e soprattutto l’emergere delle compagnie di nuova generazione, al conclamato e mai realizzato Stc (Sistema Teatrale Calabrese), e non ultimo alla imminente programmazione culturale 2014/2020». Da qui, «pur confermando e ribadendo pubblicamente i nostri accenti critici sulla conduzione del Mgtf e sulla situazione generale del Teatro e della Cultura in Calabria», i firmatari scrivono di voler «superare il momento del disagio e della protesta e pervenire a una fase che definiamo “propositiva”. Pertanto il teatro calabrese – che produce e che “malgrado tutto vive” e che dunque ha il diritto democratico di determinare il proprio futuro – chiede proprie rappresentanze ai tavoli di concertazione per contribuire fattivamente alla programmazione 2014/2020 della Regione Calabria e poter così incidere positivamente sui contenuti delle politiche culturali dei prossimi anni».

«UN INCONTRO GIÀ A SETTEMBRE»
I 79 soggetti, tra compagnie e singoli, elencano anche alcuni argomenti da dibattere e definire: bandi Por, eventi storicizzati, eventi-festival, Magna Graecia Teatro Festival, residenze, teatri città capoluogo, ripristino del finanziamento della Legge 3 / 2004 e Sistema teatrale calabrese. «Già nelle prossime settimane – si legge nel documento – bisognerà sensibilizzare tutto il comparto della cultura regionale: cinema, musica, editoria, danza, arti figurative ecc. e quindi università, fondazioni, biblioteche, musei, sovrintendenze ecc. perché l’intero panorama della cultura sia coinvolto nel dibattito al fine di costruire insieme una politica culturale regionale che sia la risultanza del confronto di idee ed esperienze tra e dei soggetti che quotidianamente la determinano e la sviluppano. Chiediamo nel concreto agli organi politici e amministrativi della Regione Calabria ed espressamente all’assessore alla Cultura Mario Caligiuri di convenire ad un primo incontro con i firmatari del presente documento – e con tutti gli operatori teatrali e culturali della Regione che si sentono interessati – per confrontarsi, discutere e dare risposta concreta e programmatica alle questioni da noi sollevate».
Infine la richiesta di un incontro, «vista l’urgenza e la somma delle problematiche esposte», da fissare «nel mese di settembre 2013» e per il quale vengono già proposte due date possibili: il 20 oppure il 27 settembre 2013. «Ciò che al momento riteniamo fortemente necessario – così si chiude il documento – è una risposta chiara e immediata da parte della Regione Calabria, con uno sforzo di ascolto e collaborazione pari a quello che noi sottoscrittori stiamo responsabilmente facendo in questa fase». (0070)

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