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De Masi manda alla sbarra i vertici di Banca di Roma

Ex direttori generali e dirigenti di Banca di Roma sono stati rinviati a giudizio dal gup di Reggio Calabria con l`accusa di usura aggravata a conclusione di un`inchiesta nata dalle denunce dell`im…

Pubblicato il: 27/09/2013 – 18:32
De Masi manda alla sbarra i vertici di Banca di Roma

Ex direttori generali e dirigenti di Banca di Roma sono stati rinviati a giudizio dal gup di Reggio Calabria con l`accusa di usura aggravata a conclusione di un`inchiesta nata dalle denunce dell`imprenditore Antonino De Masi di Gioia Tauro. I legali che assistono De Masi sono Antonio Mazzone e Giacomo Saccomanno. Il gup ha fissato per il 19 dicembre il processo nei confronti di Pietro Celestino Locati, Vincenzo Tagliaferro, Alessandro Maria Piozzi, Matteo Arpe e Roberto Marini. Si tratta, è scritto in una nota, di «un`altra vittoria per il Gruppo De Masi che sta aprendo una strada importante nel campo delle illecità bancarie. La decisione è da ritenersi rilevante sotto l`aspetto giuridico, in quanto è stata superata l`eccezione della assenza di dolo specifico degli imputati, che aveva consentito ad un altro gruppo di dirigenti posti ai vertici di altre banche di usufruire di un provvedimento che ravvisava l`usura bancaria oggettiva, ma non individuava in costoro i responsabili, in relazione alla mancanza di prova sulla esistenza dell`elemento soggettivo. Altra questione importante decisa dal Gup è stata quella della commissione di massimo scoperto che, in applicazione del dettato della Corte di Cassazione, ha ritenuto che questa venga calcolata unitamente agli interessi ed alle spese».
De Masi, conclude la nota, ha espresso «il suo compiacimento per il risultato ottenuto, precisando che la battaglia è solo all`inizio di un necessario percorso virtuoso e che metterà tutte le sue forze per ottenere vera giustizia, non essendo possibile che un gruppo di potere, da ritenersi alla stregua dei criminali per i reati commessi, finora siano riusciti a farla franca».

LA DIFESA DI ARPE: «IN QUEL PERIODO LAVORAVA ALTROVE»
«Il dottor Arpe è stato rinviato a giudizio per una relazione creditizia di durata pluriennale della Filiale di Reggio Calabria di Banca di Roma a partire dal 1998 e fino al 2002. Si ricorda che in tale quinquennio il dottor Arpe ha lavorato presso tutt`altre aziende di credito e solo negli ultimi 44 giorni di detto periodo è stato nominato Direttore Generale di Banca di Roma». È quanto sostengono i legali di Arpe in una nota.
«In tali settimane, peraltro – prosegue la nota – non risulta alcun tasso o commissione usuraia. Il pubblico ministero di Palmi, da cui il procedimento proviene per competenza, aveva già chiesto il proscioglimento per evidenti ragioni di buon senso».

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