Ultimo aggiornamento alle 13:58
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 4 minuti
Cambia colore:
 

La legge sulle french? Esisteva già Caputo e Minasi copiano dal Senato

LAMEZIA TERME Il sillogismo è semplice semplice. Premessa maggiore: quattro senatori presentano un disegno di legge sugli “onicotecnici” nel 2008; premessa minore: due consiglieri calabresi propong…

Pubblicato il: 01/10/2013 – 2:40
La legge sulle french? Esisteva già Caputo e Minasi copiano dal Senato

LAMEZIA TERME Il sillogismo è semplice semplice. Premessa maggiore: quattro senatori presentano un disegno di legge sugli “onicotecnici” nel 2008; premessa minore: due consiglieri calabresi propongono l`identica bozza legislativa nel 2013; conclusione: i “parlamentari” regionali hanno copiato. Non si sfugge. Il ragionamento è valido in quanto logico, direbbe Aristotele, che – si suppone – non si è mai occupato di unghie finte nel corso di tutto il suo specular filosofico. Dunque, anche le due proposte di legge (in realtà è sempre la stessa) che mirano a tutelare gli artigiani delle unghie finte – presentate, in ordine di tempo, da Tilde Minasi (19 giugno) e Giuseppe Caputo (24 giugno) – rappresentano l`ennesimo caso di “copia-incolla” di norme ideate e scritte da altri. In questo caso si tratta di un disegno di legge che porta la firma dei senatori Gramazio, Ciarrapico, Stiffoni e del calabrese Gegè Caligiuri, depositato a Palazzo Madama il 16 luglio 2008. Cioè cinque anni prima rispetto alle iniziative di Minasi e Caputo. Che – a meno di non credere a incredibili coincidenze sintattiche e grammaticali – si sono soltanto limitati a cambiare l`intestazione della proposta di legge, da depositare all`ufficio di presidenza del consiglio regionale, mantenendo per il resto inalterato l`impianto normativo elaborato dai quattro parlamentari. I testi di Minasi e Caputo altro non sono che le fotocopie dell`originale, tra l`altro ancora giacente in uno dei cassetti del Senato della Repubblica.
Certo, qui e lì è stata cambiata qualche parola, perché la proposta di Caligiuri e degli altri senatori del tempo era calibrata sugli onicotecnici italiani, non su quelli calabresi. Ma, con una piccola cancellatura qui e un opportuno aggiustamento là, le nuove bozze sono state messe nelle condizioni di essere discusse ed eventualmente approvate in consiglio regionale (entrambe le proposte devono ancora passare al vaglio della commissione competente).
Lo sforzo dei proponenti calabresi è insomma minimo, a voler considerare la concatenazione temporale. Il risultato è che la legge sugli onicotecnici, già di per sé non ritenuta dirimente per una regione alle prese con ben altri problemi (siano economici, politici o sociali), viene bellamente mutuata da un`altra e spacciata come propria da Minasi prima e da Caputo poi.
Nel “prototipo” normativo di Palazzo Madama si propone l`inserimento dei decoratori di french nell`albo provinciale delle imprese artigiane. E la Minasi che fa? Lo propone anche lei. E Caputo? Pure. Tanto bisogna solo riprodurre fedelmente parole e periodi dei colleghi senatori: «L’esercizio professionale dell’attività di onicotecnico richiede, in possesso dei requisiti di cui agli articoli 2, 3 e 4 della legge 8 agosto 1985, n. 443, e successive modificazioni, l’iscrizione all’albo provinciale delle imprese artigiane, secondo le modalità e con gli effetti previsti dalla medesima legge n. 443 del 1985». Articolo riprodotto pari pari dai due consiglieri calabresi. Così come l`intera proposta. Legiferare, per questa via, è un gioco da ragazzi.
Minasi e Caputo non hanno mostrato inventiva nemmeno per quanto riguarda i materiali consentiti per svolgere l`attività di onicotecnico. Sono esattamente gli stessi di quelli classificati dai quattro parlamentari. «Sono consentiti come materiali d’uso per l’applicazione e la decorazione di unghie artificiali: gel fotoindurenti, polveri acriliche o resine, alcool denaturato o isopropanolo, acetoni con percentuale di acqua per uso topico, unghie artificiali in abs preformate, colle a base di cianoacrilato, formine di carta o rigide in gomma o plastica, quadratini di cellulosa, glitter, stickers», scrivono gli ideatori della proposta. E, per amor di sintesi, è inutile riportare le indistinguibili prescrizioni messe nero su bianco dai consiglieri regionali del Pdl.
I sillogismi sono chiavi interpretative logiche, ragionamenti dimostrativi difficilmente confutabili. Se è vero come è vero che Socrate è mortale perché è un uomo, è altrettanto vero che Minasi e Caputo sono “copioni”. Perché? Non sono senatori. (0040)

Argomenti
Categorie collegate

Corriere della Calabria - Notizie calabresi
Corriere delle Calabria è una testata giornalistica di News&Com S.c.a.r.l. ©2012-. Tutti i diritti riservati.
P.IVA. 03199620794, Via del Mare, 65/3 S.Eufemia, Lamezia Terme (CZ)
Iscrizione tribunale di Lamezia Terme 5/2011 - Direttore responsabile Paola Militano
Design: cfweb