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L`altrove di Maria Giovanna A Ginevra per i diritti degli ultimi

VIBO VALENTIA Maria Giovanna Pietropaolo rifiuta lo stereotipo del cervello in fuga: «Volevo approfondire la mia formazione in un settore, quello del Diritto umanitario, il cui centro è altrove», r…

Pubblicato il: 05/11/2013 – 13:29
L`altrove di Maria Giovanna A Ginevra per i diritti degli ultimi

VIBO VALENTIA Maria Giovanna Pietropaolo rifiuta lo stereotipo del cervello in fuga: «Volevo approfondire la mia formazione in un settore, quello del Diritto umanitario, il cui centro è altrove», racconta a Repubblica la 25enne originaria di Vibo Valentia. Una scelta vincente. Madame Pietropaolo è la prima italiana a vincere il prestigioso premio (anche in denaro) Henry Dunant. È un premio che viene attribuito «a un lavoro accademico eccezionale che contribuisca ad approfondire e rinnovare l`impegno nel campo dei diritti umani». Maria Giovanna, dopo la laurea a Firenze in Giurisprudenza e un master, fa tirocinio retribuito nel comitato della Croce rossa internazionale. È questo lavoro che le ha dato la possibilità di ottenere il prestigioso premio: «Ho cercato – racconta a Natalia Aspesi – in una prospettiva giuridica come si potrebbero riordinare le priorità tra sovranità, esigenze primarie dei singoli e solidarietà: sembra impossibile che di fronte a gente bisognosa di aiuto e a una società internazionale desiderosa di fornirlo, ci siano governi che per ragioni politiche impediscano che questo “atto di umanità” si realizzi». Un`assurdità che si ripete spesso, nelle catastrofi «che coinvolgono migliaia di persone, terremoti, inondazioni, carestie: ed è emblematica la situazione post-ciclone Nargis, nel 2008 in Birmania, quando la giunta militare inizialmente rifiutò i soccorsi internazionali mettendo tragicamente a rischio la popolazione colpita».
L`assistenza alle popolazioni colpite da immani tragedie è ciò che ha guidato Dunant – premio Nobel per la pace nel 1901 – nella sua pratica. E il lavoro della giovane calabrese affonda le proprie radici nello stesso impegno, nella stessa attenzione ai diritti di chi sembra non avere più una speranza. D`altra parte, la Pietropaolo, è «cresciuta nell`ideale dei valori cattolici di impegno verso gli altri. Oggi possiamo assistere agli orrori della storia quasi in prima fila come Dunant (testimone di una battaglia tremenda a Solferino, combattuta tra austriaci e franco-piemontesi nel 1859), grazie a Internet. Ma le guerre sono così tante, soprattutto quelle civili con conseguenti genocidi, che non di tutte il mondo viene informato, come avviene per la Siria: eppure i massacri continuano, ignorati, per esempio in Congo, in Mali».
E anche più vicino ai nostri confini, nel Mediterraneo: «È imperativo che una simile tragedia si trasformi in azione. Penso proprio ai recenti naufragi a poca distanza dall`idea di salvezza, e citando Tiziano Terzani, dico che nel loro orrore, come la post-battaglia di Solferino, costituiscono per la storia dell`umanità “una grande occasione”. Guai se tutta questa sofferenza diventasse l`ennesima occasione persa».
L`immigrazione è una delle tragedie del terzo millennio. Maria Giovanna non può parlare della legge Bossi-Fini (a Natalia Aspesi dice che «c`è ancora molta strada da fare») e spera di mettere in pratica ciò che ha imparato, testando sul campo le competenze acquisite in questi anni.
Non si considera una che è “scappata” dall`Italia e non si sente «altrove, perché gli italiani anche a Ginevra sono tanti e molto brillanti». Si sente una cittadina del mondo e sarebbe felice di fare la propria parte anche da casa nostra, «se fosse possibile». Per il momento è necessario rivolgersi altrove. (0020)

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