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Corte dei conti, nel 2013 condanne per quasi 35 milioni di euro

CATANZARO «Se è vero che un complesso di norme può essere sottoposto a esame critico, è altrettanto vero che non può essere accolto con leggerezza il quasi assoluto rifiuto di quegli aspetti qualific…

Pubblicato il: 27/02/2014 – 15:34
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Corte dei conti, nel 2013 condanne per quasi 35 milioni di euro

CATANZARO «Se è vero che un complesso di norme può essere sottoposto a esame critico, è altrettanto vero che non può essere accolto con leggerezza il quasi assoluto rifiuto di quegli aspetti qualificanti la trasparenza, la correttezza, l`efficacia e l`economicità dell`agire pubblico mediante risorse prelevate ai cittadini». È questo uno dei passaggi della relazione del presidente della sezione giurisdizionale per la Calabria Mario Condemi, in occasione dell`inaugurazione dell`anno giudiziario della Corte dei conti, riferendosi alle nuove competenze in materia di spesa del denaro pubblico da parte dei gruppi politici.
«A fronte delle prime iniziative giurisdizionali, sia in materia di danno erariale per illecito e/o personale utilizzo di somme da finanziamento pubblico ai partiti, sia in materia di istanze per resa di conto, avanzate nei confronti dei capigruppo consiliari in relazione alle somme erogate ai gruppi medesimi dal consiglio regionale – ha sostenuto Condemi – si è manifestata una virulenta levata di scudi contro tali iniziative da parte dei vertici regionali, di associazioni comunali, di sindaci di grandi città, tacciando di invasività extra ordinem la Corte dei conti. In tal senso sono stati prodotti taluni emendamenti in sede parlamentare, presentandoli come “iniziativa dei presidenti delle conferenze delle Regioni e dei presidenti dei consigli regionali” con uno dei quali si sosteneva che “i rendiconti dei gruppi consiliari hanno natura meramente amministrativa e come tali non sono assoggettabili al giudizio di conto davanti alla Corte”; sono stati anche promossi ricorsi per conflitto di attribuzione da alcune Regioni». «E ciò, in particolar modo – ha proseguendo riferendosi ai cittadini – di fronte al loro crescente disagio e allarme per la persistente crisi finanziaria e per i continui sprechi e scandali di cui quotidianamente siamo informati e che, in parte, hanno accelerato la normativa in parola: vorremmo non pensare (ma riesce difficile) che dietro la levata di scudi si nasconda una sorta di malinteso senso di autonomia che si configuri quasi come arbitrio gestionale e amministrativo, senza interferenze esterne, quale monade autoreferenziale, laddove in una società democratica le cui istituzioni vogliono perseguire veramente l`interesse generale, al di là dell`ossessione del consenso o delle pressioni clientelari, appare senza dubbio necessario ed opportuna la vigilanza di una magistratura appositamente precostituita e competente». «Sarà alla fine la Corte costituzionale, già investita in ordine a taluni, specifici aspetti interpretativi della normativa in questione – ha concluso Condemi – a fornire una parola chiarificatrice al riguardo».

NEL 2013 CONDANNE PER 35 MILIONI DI EURO
«Gli importi di condanna disposti con sentenza nel 2013 sono ammontati a quasi 35 milioni di euro. Le condanne totali hanno raggiunto circa il 46% dell`importo richiesto dal pubblico ministero contabile». È uno dei dati forniti stamani dal procuratore regionale della Corte dei conti della Calabria Cristina Astraldi De Zorzi, nella sua relazione. Passando ad illustrare i risultati dell`attività di indagine della Procura, Cristina Astraldi De Zorzi ha citato i risultati ottenuti dai cinque comandi provinciali della guardia di finanza. I finanzieri di Catanzaro hanno accertato danni erariali per quasi 21 mln segnalando 65 presunti responsabili. Il settore maggiormente indagato è stato quello della sanità ed ha riguardato, in particolare, l`assenteismo dei medici e gli illegittimi rimborsi ai laboratori di analisti specialistiche. Di rilievo, ha sottolineato il procuratore, anche gli accertamenti in materia di indebita percezione di fondi comunitari e le indagini per la repressione delle frodi comunitarie. Nel Reggino, i finanzieri hanno concluso numerose indagini in materia di spesa pubblica, la maggior parte delle quali riguardanti casi di indebita percezione di finanziamenti pubblici e di frodi all`Inps per indebite indennità a falsi braccianti agricoli. Nel vibonese sono stati accertati danni erariali per quasi 4 mln. Il procuratore ha quindi segnalato la rilevante attività svolta dal Nucleo di polizia tributaria di Cosenza nel settore dei fondi comunitari e in materia sanitaria per indebiti conferimenti di incarichi professionali, di indennità, di somme non dovute a strutture private, di proroga di rapporti lavorativi a tempo determinato da parte dell`Asp, per un importo di 7 mln. Nel Crotonese, infine, sono stati accertati danni erariali per 2,6 mln.

«DATO POSITIVO ALLA DIMINUZIONE DELLA SPESA SANITARIA»
«A fronte dei danni erariali accertati in maniera sanitaria e tenuto conto dell`elevata percentuale della spesa destinata alle politiche sanitarie, un dato positivo si rileva nell`attenzione posta dalla Regione Calabria ai fini della diminuzione della spesa sanitaria». Lo ha rilevato il procuratore regionale della Corte dei conti della Calabria Cristina Astraldi De Zorzi nella sua relazione in occasione dell`inaugurazione dell`anno giudiziario. «Dall`inizio del Piano di rientro – ha proseguito – la Regione ha ridotto la propria perdita di circa 179 milioni, essendo diminuita da 219 mln nel 2010 a 40 mln nel 2013. Il risultato raggiunto nel 2013 ingloba gli effetti prodotti dalla spending review. Tra le numerose manovre in atto, quelle che hanno contribuito alla riduzione dei costi del Sistema sanitario regionale sono state: il blocco del turn over, che ha comportato una diminuzione di circa 100 milioni di euro; la razionalizzazione della spesa farmaceutica che, attraverso la centralizzazione dell`acquisto dei farmaci, ha fatto realizzare un risparmio di 134 mln e la riorganizzazione del Sistema sanitario regionale, cui è seguito un miglioramento dei livelli di assistenza». Più complessivamente, in materia di sanità, nel 2013 sono stati 12 gli atti di citazione con una richiesta danni di quasi 14 milioni. (0050)

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