MEDIA E POTERE | Chizzoniti: De Rose lasci, come ha fatto Tuccio
REGGIO CALABRIA Aurelio Chizzoniti, presidente della Commissione di vigilanza, torna a chiedere a gran voce la “rimozione urgentissima” di Umberto De Rose dalla presidenza di Fincalabra Spa. Lo fa a…

REGGIO CALABRIA Aurelio Chizzoniti, presidente della Commissione di vigilanza, torna a chiedere a gran voce la “rimozione urgentissima” di Umberto De Rose dalla presidenza di Fincalabra Spa. Lo fa a suo modo – definendo ad esempio il tipografo cosentino un “profondo conoscitore del principio di Archimede applicato ai liquidi tant’è che riesce a galleggiare indipendentemente dalla componente cromatico-politica al governo” – e stigmatizzando, in una lettera inviata al governatore Scopelliti e al presidente del Consiglio, Franco Talarico, quanto lo stesso De Rose si sia speso “ultra vires per impedire la pubblicazione di notizie non gradite. E, quando capisce che la sua è una “missione impossibile”, ricorre alla fanciullesca opzione del sabotaggio della rotativa pensando infantilmente di perseguire comunque l’iniquo obiettivo. Sia in proprio che per conto terzi. Mi domando, quale impenitente e ribelle componente residuo di una maggioranza che rischia di essere travolta dagli stessi vizi contro i quali era insorta: da quale parte sta l’astuto e volpino imprenditore? Questi può continuare ad esercitare, con gelida reticenza, le pluricensurate funzioni di presidente della Fincalabra anche con riferimento alle vicende del personale di Calabria It?”.
Secondo Chizzoniti, De Rose ha attentato “cinicamente alla libertà di stampa riabilitando, all’insegna dell’esercizio smodato ed arrogante del potere, i più ispirati ed infausti regimi peronisti, sovietici, cinesi etc.. etc… arretrando, per l’effetto, la Calabria intera allo stato medievale”. Poi lo definisce “disinvolto servitore di opachi interessi” e nota come “ancora una volta la Calabria ha occupato la prima pagina di importanti quotidiani nazionali” dopo il caso Gentile. Infine il riferimento al precedente di Luigi Tuccio, “il professionista” che “non esitò a lasciare, esempio con pochissimi precedenti in politica (ricordo Gildo Dieni), l’assessorato all’Urbanistica del Comune di Reggio Calabria, per via di una para-suocera”. Chizzoniti invita formalmente il presidente Talarico a convocare urgentissimamente un consiglio regionale monotematico per discutere “coram populo” della sprezzante aggressione alla libertà di stampa disdegnosamente ed altezzosamente perpetrata. (0070)