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RENZI IN CALABRIA | Il linguaggio del premier e lo slogan “gentiliano” di Magorno

SCALEA «Va male il voto sull’abolizione delle Province? Stai bono, non portare sfortuna». Matteo Renzi strappa più di un sorriso quando interrompe il comizio conclusivo a Scalea per dialogare con c…

Pubblicato il: 26/03/2014 – 19:23
RENZI IN CALABRIA | Il linguaggio del premier e lo slogan “gentiliano” di Magorno

SCALEA «Va male il voto sull’abolizione delle Province? Stai bono, non portare sfortuna». Matteo Renzi strappa più di un sorriso quando interrompe il comizio conclusivo a Scalea per dialogare con chi gli faceva notare che il ddl Delrio è stato bocciato. «Guarda, che si trattava solo di un pronunciamento in commissione», ribatte il premier. Che con le grandi platee dimostra di saperci fare. Linguaggio asciutto, diretto. Le “narrazioni” di Nichi Vendola sono un lontano ricordo, così l’argomentare forbito di D’Alema e Veltroni.
Ernesto Magorno lo ascolta estasiato, poi quando è il suo momento affonda: «Il Pd calabrese vuole diventare un partito tra la gente e con la gente». Qualcuno in platea ride. Il motivo? L’espressione usata dal segretario del Pd è stata lo slogan della campagna elettorale dell’alfaniano Pino Gentile alle ultime regionali. Ricordate lo spot? «Con la gente, tra la gente. La forza dei fatti. Vota Pino Gentile». Saranno pure convergenze tra ex socialisti ma a coloro che si professano eredi della tradizione del Pci (vedi Nicola Adamo e Mario Oliverio) proprio non piacciono. E lo stesso può dirsi per Enza Bruno Bossio, arrivata a Scalea per ascoltare cosa aveva da dire il presidente del Consiglio ma non per questo convertita al renzismo. Chi col rottamatore ha scelto di andare da tempo è Stefania Covello, che non perde di vista nemmeno per un secondo Matteo. Così come non lo perdono di vista nemmeno Marco Ambrogio e Gianluca Callipo, due tra le new entry più accreditate nella nuova segreteria regionale del partito. Nicodemo Oliverio, “scortato” da Franco Laratta, si fa vedere, ma solo per un poco. Un volo lo attende per tornare a Roma dove in commissione Agricoltura, alla Camera, sono in agenda riunioni importanti. Il bindiano Demetrio Battaglia presidia la pattuglia reggina e agli alti proclami preferisce il lavoro da mediano e lo stesso fa Demetrio Naccari Carlizzi.
Mario Maiolo e Vincenzo Ciconte fanno coppia fissa mentre più distante sosta Piero Amato. Antonio Scalzo (dell’altro Scalzo, invece, si sono perse le tracce…) passeggia soddisfatto accanto a Sandro Principe. In sala, nella platea dei sindaci calabresi, c`è una massiccia traccia del mondo accademico (il rettore dell`Unical Gino Crisci – e con lui il professore Marcello Maggiolini, che è stato il suo principale competitor nella corsa alla guida del campus – e quello dell`ateneo di Catanzaro Aldo Quattrone) si vede pure il sindaco di Bari Michele Emiliano, che ha già iniziato il suo tour per le europee. Poco distante da lui siede Mario Pirillo, un altro che punta alla riconferma nel Parlamento di Bruxelles. A fine giornata, quando ormai Renzi ha già lasciato da un pezzo la Calabria, lui si ferma a parlare fitto fitto con Magorno e Giovanni Puccio. Va bene pure che le candidature verranno decise a Largo del Nazareno, ma vuoi mettere il vantaggio di partire con il sostegno dei vertici del Pd regionale? (0070)

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