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Trame di successo

Tutto inizia quando da giovane Claudio Cutuli dà al tintore dell’azienda di famiglia un tessuto naturale – come quelli che poi userà nella sua attività futura – fatto di canapa, ginestra e lana. Lo…

Pubblicato il: 19/04/2014 – 16:13
Trame di successo

Tutto inizia quando da giovane Claudio Cutuli dà al tintore dell’azienda di famiglia un tessuto naturale – come quelli che poi userà nella sua attività futura – fatto di canapa, ginestra e lana. Lo buttano nella vasca del colore, anche quello di origine naturale, e ne viene fuori una sciarpa che Claudio “stropiccia” con una spazzola: la mette al collo e arriva il primo riscontro positivo, quello degli amici che ne chiedono una uguale. E qui c’è la seconda intuizione: capire che quel prodotto poteva essere messo sul mercato e risultare vincente. Talmente vincente che oggi l’azienda di Cutuli – nato a Reggio e cresciuto tra Laureana di Borrello e Tropea, dove c’è una via intitolata al nonno, Antonio Cutuli – è leader mondiale nella produzione di sciarpe e stole.
Claudio vive in Umbria dove porta avanti l’attività di famiglia, la tintoria-tessitoria fondata nel 1838 da un suo trisavolo. Ben 175 anni fa, anniversario che lo stilista ha festeggiato con un grande evento nel corso del fashion week di Milano durante la presentazione della collezione Uomo-Donna autunno-inverno 2013-2014. Non potrebbe mai fare a meno dei suoi tessuti. «Ricordo ancora quando da piccolino – racconta – mio padre mi portava in bottega: rimanevo affascinato dall’odore dei tessuti e dal vecchio bancone di noce dove venivano misurati i tessuti di canapa, cotone e lino. La mia grande passione è nata così».
I suoi accessori di moda sono tinti esclusivamente con colori naturali prodotti con erbe e fiori, seguendo una tradizione che dura da ben cinque generazioni. Dopo aver iniziato in Calabria, decide di trasferirsi in Umbria, dove va per studiare Chimica farmaceutica all’Università di Perugia, e finisce per mettere radici a Bevagna. «Incominciai – ricorda – a trasferire subito tutto l’amore per il mio lavoro nella verdissima Umbria. Anche se la passione viscerale che mi lega alla mia terra è sempre con me, la porto dentro e la rappresento sui miei tessuti». Ama viaggiare e si definisce «cultore del bello»: «Tutto ciò che mi emoziona o che colpisce particolarmente la mia attenzione diventa materiale per ciò che creo. Assimilo il bello delle cose per poi regalarlo alla stoffa». Ma rimane ancorato alle tradizioni dei nonni e della famiglia: «Ogni tanto prendo il librone con tutte le antiche ricette per consultarle. Parto dalla tradizione e comincio a creare le misture per i nuovi colori. Unica è la tintura ad esplosione: la garza con il colore viene annodata, poi viene esposta a 200 gradi fino a esplodere, appunto, così ogni sciarpa prende un colore diverso dall’altra».
E le sue creazioni sono intrise di Calabria: «I tessuti sono colorati anche con la cipolla rossa di Tropea. Ultima creazione, le sciarpe in cachemire tinte con il vino sagrantino, un accessorio che è stato tanto apprezzato negli ambienti dell’alta moda tanto da far registrare un grande successo all’85esima edizione di Pitti Uomo a Firenze». Molti telai che utilizza nella sua azienda provengono dalla Calabria, sono quelli di famiglia. Cutuli predilige filati nobili come il cachemire, la seta, il filato di latte, la polpa di faggio, il bambù. Alcuni di questi tessuti vengono lavorati in maniera speciale: unica è la “corrosione” con le alghe marine e il sale del mare di Tropea. Le sue creazioni spiccano negli showroom di alta moda accanto alle grandi firme. Tante le collezioni: dalla Cutulicult arriva la linea “Miniature per i bimbi” fino alla linea “Home” per la casa e quella “Pet” con i vestitini per gli animali domestici.
Anche i vip indossano i suoi foulard. È facile vederli su Renato Zero. A lui, nel corso di un evento di beneficenza, “Con il cuore, nel nome di Francesco”, ha donato il foulard della solidarietà in polpa di faggio e filato di ortica, che raffigurava un dipinto di Giotto. «È stato lo scorso giugno – racconta Cutuli–. Renato lo ha indossato subito. È rimasto sbalordito dai colori caldi tamponati a mano». Il foulard aveva il rosso della robbia (una pianta usata proprio per estrarre colore da tintura), il blu del guado (un’altra pianta utilizzata per tingere tessuti preziosi) e il verde della buccia essiccata di melograno. Indossano i suoi accessori anche Carlo Conti e la moglie, Massimo Ranieri, Marco Masini, Nek. La conduttrice tv Veronica Maya è solita acquistare sciarpe nello store di Amalfi. Poi, prima di Natale, l’incontro di Cutuli con il Papa: «Non ci sono parole per descrivere l’emozione, il mio cuore si è riempito di gioia».
A Papa Francesco, Cutuli ha donato il foulard di Giotto e una sciarpa in cachemire di lana bianca. Nei giorni scorsi i suoi tessuti sono sbarcati negli States. Pelli piombate e tonalità catrame hanno sfilato sulle passerelle del “Designers&Agents” di New York, il prestigioso palcoscenico internazionale della moda nel settore del pret-à-porter e degli accessori, per poi riprendere il volo verso il “White” di Milano e il “Tranoi Femme” di Parigi, famosi eventi di alta moda. Cutulicult e Patchwork sono le due collezioni autunno/inverno portate negli Usa: sciarpe dall’aspetto sofisticato e impetuoso, ispirate ai locali underground delle grandi metropoli e ai romantici colli verdi dell’Umbria. Cutulicult è una collezione che si rifà ai garage radical chic dove la musica si leva e vibra nell’aria. Un nuovo stile deciso, fatto di pelli piombate, montoni laminati d’oro e d’argento, lane vintage di capre tibetane. Pelli usurate e arrugginite che si adagiano su caldi tessuti total black o color catrame, tinti seguendo la filosofia del naturale. A queste si affianca la linea “calda” Patchwork: tessuti morbidi che si intrecciano con i colori del bosco, in un groviglio di tessiture artigianali che sfociano in un’esplosione di emozioni. I toni più classici del nero, grigio e moro si fondono al color zucca e alle sfumature del verde unite a una novità: il carminio tinto con il vino, l’oro nero proveniente dai colli dell’Umbria, che lo stilista ha scelto per le sue esclusive sciarpe di cachemire. Il maestro prende spunto dall’Astrattismo del primo Novecento per dar vita, nei suoi accessori, a forme irregolari, a elementi geometrici fusi a figure dell’immaginario.
Cutuli mantiene un rapporto strettissimo con la Calabria: «Porto sempre la mia regione nel cuore. Amo i suoi profumi, il calore della gente. Torno spesso dagli amici e dai parenti. Rivisitare i posti della mia infanzia è il modo per scaricare la mente, per rilassarmi e caricare la mia ispirazione di profumi. È la musa ispiratrice». Ma non vuole svelare i dettagli di un progetto futuro che riguarda proprio la sua terra: «Uno store in Calabria? In cantiere c’è, ma non si dice. Sarà una sorpresa». (0050)


Il servizio è stato pubblicato sul numero 140 del Corriere della Calabria

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