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Le sigle sindacali dell'Annunziata scrivono a Renzi

COSENZA I rappresentanti delle sigle sindacali dell’ospedale Annunziata di Cosenza, hanno dichiarato lo stato di agitazione per richiamare l’attenzione delle istituzioni sulle gravissime criticità …

Pubblicato il: 21/07/2014 – 10:15
Le sigle sindacali dell'Annunziata scrivono a Renzi

COSENZA I rappresentanti delle sigle sindacali dell’ospedale Annunziata di Cosenza, hanno dichiarato lo stato di agitazione per richiamare l’attenzione delle istituzioni sulle gravissime criticità in cui versa il nosocomio. Gli stessi lo fanno con una lettera all’indirizzo di Renzi. «Come abbiamo segnalato con 3 lettere al Ministro Lorenzin – hanno fatto sapere i sindacati – mancano 243 medici su 622 della dotazione organica, 28 dirigenti non medici su 52, 265 infermieri su 845 e 208 Oss su 318». La missiva che i sodalizi sindacali hanno inviato al ministro Lorenzin, era corredata da gentile invito in loco, per verificare da vicino le reali condizioni dell’ospedale del capoluogo di provincia. Nonostante il sollecito, i rappresentanti sindacali lamentano la mancata presenza del ministro. «Si sarebbe accorta – hanno fatto sapere i sodalizi riferendosi alla Lorenzin – che all’ospedale dell’Annunziata di Cosenza si lavora con meno della metà dei medici e del personale previsto in base ai posti letto e che i servizi territoriali non riescono a prendere in carico i cittadini bisognosi di visite e analisi, perché spesso sono semplici ambulatori con lunghe liste d’attesa e senza alcun collegamento con gli ospedali».
A questa problematica, si è aggiunta la situazione delle Case della salute-spettro e la mancata previsione della guardia medica h24 da parte delle «poche realtà di aggregazione dei medici di famiglia». Per quanto riguarda i pronto soccorsi e le postazioni 118, al mancato coordinamento regionale si accoda l’insufficiente copertura territoriale. La lettera inviata al presidente del Consiglio è stata sottoscritta per la Cgil Medici da Teresa Papalia, per la Cisl Medici da Rodolfo Gualtieri, per la Uil Medici da Francesco Reda, per l’Anaao da Luigi Ziccarelli, per la Fassid da Gian Manlio Gagliardi, per la Cimo da Antonio Contaldo, per l’Aaroi da Anna Monardo, per l’Anpo-Ascoti-Anaao (dir. san.) da Robert Tenuta e per la Fialsi medici da Cristina Giraldi.
«Caro Presidente – si legge nella lettera congiunta da parte dei sindacati – queste cifre dei vuoti di organico di personale medico e infermieristico, non solo nell’area dell’emergenza ma in tutti i reparti, sono indicativi del disastro su cui nessuno può chiudere gli occhi, lavarsene le mani o annacquare responsabilità perché in presenza di queste carenze e della grave situazione strutturale dell’ospedale c’è la necessità, non più differibile, di rivedere il modello di organizzazione dell’assistenza, se si vogliono affrontare realmente i problemi. E spetta anche al governo centrale correre ai ripari per evitare l’implosione del sistema sanitario calabrese. La progressiva dequalificazione dell’ospedale di Cosenza e la riduzione della qualità dell’assistenza, in tutti questi mesi è stata, da noi più volte denunciata e di recente è stata anche oggetto di un’interrogazione parlamentare».
Pertanto, i rappresentanti sindacali condannano il mancato ascolto in tempi non sospetti. «Certo – hanno continuato – se qualcuno ci avesse ascoltato prima ancora che la Regione Calabria si ritrovasse, come è adesso, senza una guida e con una Sanità regionale letteralmente allo sbando, forse si sarebbe potuto evitare che in piena estate, per garantire il mantenimento dei livelli essenziali di assistenza, i cosiddetti Lea, al Pronto Soccorso, il Sindaco di Cosenza abbia dovuto ricorrere, in maniera del tutto inedita, a una clamorosa ordinanza contingibile e urgente per imporre al Direttore generale dell’Azienda Ospedaliera, che da mesi si dichiara con “le mani legate”, l’assunzione di 7 medici (4 per il Pronto Soccorso e 3 Anestesisti) per dare un po’ di fiato almeno al settore dell’emergenza. E si sarebbe anche potuta evitare la “sortita” del Subcommissario per il piano di rientro, Gen. Luciano Pezzi, che ha intimato al Direttore Generale (non sappiamo a che titolo, visto che la struttura commissariale per il piano di rientro da oltre due mesi è acefala e inoperante!) di non ottemperare all’ordinanza del Sindaco, per motivi prettamente economici».
L’indice questa volta vine puntato anche all’indirizzo del presidente del governo che «sembra essersi dimenticato della Calabria e della sua disastrata sanità se, a distanza di 3 mesi, non è ancora arrivata la nomina del Commissario ad acta».

 

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