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«Unisce rinnovamento e capacità»

«Mario Oliverio può essere battuto alle primarie mettendo in campo un candidato che sia in grado di unire rinnovamento e capacità. E io credo che questa sintesi possa essere trovata attorno al nome…

Pubblicato il: 24/07/2014 – 17:22
«Unisce rinnovamento e capacità»

«Mario Oliverio può essere battuto alle primarie mettendo in campo un candidato che sia in grado di unire rinnovamento e capacità. E io credo che questa sintesi possa essere trovata attorno al nome di Gianluca Callipo». Alla fine, dopo aver preso atto della mancata convergenza sulla candidatura unitaria di Massimo Canale, ripudiato dal suo stesso schieramento, e dopo aver fatto proprio l’invito, in verità discutibile, del segretario regionale Ernesto Magorno – «scelga Roma» –, è Lorenzo Guerini che indica ai renziani la soluzione per uscire dall’impasse e tutti tirano un grosso sospiro di sollievo. Anche gli amici di Mario Oliverio, parcheggiati tra i renziani, che subito chattano la notizia a Nicola Adamo. Partita chiusa? Parrebbe di sì, visto che mancano una manciata di giorni alla scadenza per le candidature, che resta fissata al 28 luglio. Tuttavia il condizionale è d’obbligo quando si tratta di cose del Pd calabrese anche se effettivamente la scelta del giovane sindaco di Pizzo Calabro parrebbe la più coerente con il profilo del candidato ideale per un confronto tra conservazione e rinnovamento.Gianluca Callipo, infatti, è un volto giovane (32 anni), politicamente strutturato e sorretto da una forte motivazione che ha già avuto modo di dimostrare con l’elezione a sindaco di Pizzo Calabro. Renzi è convinto che quello di Callipo possa essere il profilo giusto per scardinare il vecchio apparato, che pure all’interno del centrosinistra sta dimostrando di non volere arretrare di un millimetro. Fino all’ultimo Guerini e Renzi avevano sperato in una convergenza su Massimo Canale ma, davanti alle resistenze incontrate, si è scelto di virare su un fedele custode dell’ortodossia renziana. Incassato il placet all’operazione dal premier, a Guerini non è rimasto altro che comunicare la scelta ai colonnelli. Meno di un’ora è bastata ai renziani di Calabria per ratificare l’indicazione. Il tempo per ascoltare l’intervento di Marco Minniti, uno dei più convinti sostenitori della necessità di «mettere in campo energie nuove» per liberare la Calabria da una cappa di malgoverno che tanti danni ha prodotto nel corso di questi anni. A ruota altri come Nicodemo Oliverio, Ernesto Magorno, Sandro Principe e Franco Laratta. Si vede pure Mario Maiolo, che assicura di non voler essere lui l’ostacolo a un processo di unificazione di una vasta area del partito. In sala fa capolino pure Ferdinando Aiello, il deputato che nelle scorse settimane ha lasciato Sel per abbracciare il nuovo corso renziano. Hanno preferito risparmiarsi la scontata trasferta romana i consiglieri regionali Pierino Amato e Tonino Scalzo, assente anche il deputato Demetrio Battaglia. Sulla carta la partita delle primarie, in programma per il 21 settembre, sarebbe abbastanza definita. Oliverio parte favorito e potrebbe ricevere un aiuto (inaspettato?) dal fronte dei bersanian-dalemiani che finora aveva deciso di stare dalla parte di Canale. Ma i sostenitori di Callipo che, tra le altre cose, è anche il nipote dell’imprenditore Pippo, ex candidato a governatore di Italia dei valori e ispiratore del movimento “Io resto in Calabria”, confidano di potere contare sull’effetto sorpresa. «Nel resto del Paese – commenta uno dei maggiori esponenti dell’area Renzi – il ringiovanimento della classe dirigente si è affermato senza problemi. Non capiremmo perché ciò non dovrebbe avvenire in Calabria». Oliverio e i suoi pretoriani della conservazione pare abbiano accolto con “soddisfazione” la scelta dei renziani di puntare su Callipo. Il sottointeso è che il primo cittadino di Pizzo Calabro non viene percepito come un candidato «in grado di impensierire». Oddio, si diceva così anche alla vigilia delle primarie per la scelta del candidato a sindaco di Reggio Calabria, eppure lì l’apparato della conservazione e le sue trasversalità ha dovuto soccombere davanti a Giuseppe Falcomatà. (0050) 

 

Pa. Po.

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