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Rumori Mediterranei suona spagnolo

La XXXIV edizione di Rumori Mediterranei – intitolata “El Yaz y Paco” e in programma dall’11 al 23 agosto – avrà un prologo con la V edizione di “Jamming Around Before and ‘Round Midnight” (n. 10 c…

Pubblicato il: 28/07/2014 – 11:58
Rumori Mediterranei suona spagnolo

La XXXIV edizione di Rumori Mediterranei – intitolata “El Yaz y Paco” e in programma dall’11 al 23 agosto – avrà un prologo con la V edizione di “Jamming Around Before and ‘Round Midnight” (n. 10 concerti). Giunta ormai alla V edizione, questa rassegna si richiama all’ora magica del jazz secondo l’estro visionario di Thelonious Monk e opera in aree di confine dove il jazz e altri generi s’incontrano per dare vita a progetti sperimentali e innovativi. Originariamente era stata creata per favorire gli incontri tra i numerosi giovani musicisti che frequentavano i seminari del Roccella Jazz Festival e doveva servire a promuovere concerti all’insegna della casualità e con lo spirito e l’atmosfera delle jam sessions. Con il passare degli anni la rassegna si è trasformata in un piccolo Festival con i suoi tratti distintivi e le sue peculiarità. I musicisti ospitati, infatti, hanno spesso alle spalle esperienze musicali diverse, ma trovano nell’improvvisazione un terreno fertile comune sul quale far crescere e maturare idee e progetti che altrove è difficile coltivare. L’esperienza, quindi, continuerà ancora nel 2014 e servirà anche a valorizzare particolari spazi urbani e architettonici come l’ex Convento dei Minimi e la Chiesa di San Giuseppe di Roccella Jonica, la Torre Galea di Marina di Gioiosa Jonica, la Piazza Matteotti di Martone, la Villa Comunale di Bivongi e l’area archeologica di Locri.
Il Roccella Jazz Festival con i suoi 37 concerti sarà caratterizzato, come al solito, da un cartellone ricco di novità musicali, progetti originali e stelle di prima grandezza del firmamento jazzistico internazionale. Il Festival confermerà anche la sua vocazione di ribalta del nuovo jazz italiano, dando spazio ai giovani vincitori di concorsi promossi dalle più prestigiose riviste del settore. Tra i tanti aspetti tematici toccati quest’anno ci sarà quello dei profughi, essendo il Porto delle Grazie di Roccella Jonica il terzo in Italia per accoglienza di rifugiati provenienti dal Medio Oriente e dall’Africa. Oltre che con alcuni concerti, tale aspetto verrà trattato con mostre fotografiche, video proiezioni e la nascita di un’orchestra formata da immigrati. Non mancheranno, poi, le dediche a grandi musicisti e compositori del passato. Una riguarderà i 25 anni della composizione “La Folìa – The Roccella Variations” di George Russell, da molti critici definita uno dei capolavori della storia del jazz. ” La Folia – The Roccella Variations” , infatti, fu composta da George Russell nel 1989 ed eseguita lo stesso anno a Roccella Jonica dalla sua Living Time Orchestra, sotto la sua direzione. Il celebre brano del grande compositore e direttore d’orchestra originario di Cincinnati (Usa) è stato poi inserito in un cd prodotto dalla francese Label Bleu e, successivamente, ristampato dall’etichetta americana Stash. La direzione artistica del Festival ha deciso di affidarne la celebrazione a Gianluigi Trovesi che è stato il primo jazzista italiano ad occuparsi di questa danza di origine ispano-portoghese nata nel XVI secolo. “La Follia secondo Trovesi”, una commissione e produzione originale di Roccella Jazz, sarà in programma al Teatro al Castello il 21 agosto. L’altra dedica riguarderà il mitico Sun Ra, ricorrendo il centesimo anniversario della sua nascita, con un concerto della sua Arkestra, diretta da Marshall Allen, che chiuderà il Festival.
Sono tre anni ormai che il Festival ospita le culture musicali di un paese del Mediterraneo. Nelle recenti edizioni è toccato alla Turchia e a Israele, quest’anno, invece, sarà il turno della Spagna che è diventata una delle realtà più vivaci della scena jazzistica europea. Rumori Mediterranei sarà di fatto il primo festival italiano a dare ampio spazio alla peculiarità dei jazzisti di questo paese che esprime un genere caratterizzato da un legame molto originale tra la musica improvvisata e il flamenco. Di grande valore anche le location in cui saranno distribuiti i gruppi iberici. Tra queste, le aree archeologiche di Monasterace, Marina di Gioiosa Jonica, Locri e Casignana e altri beni culturali localizzati a Reggio Calabria, Roccella Jonica, Bivongi e Martone.
Numerosi e di grande spettacolarità i concerti nelle sedi tradizionali di Roccella Jonica. Il Teatro al Castello, l’ex Convento dei Minimi e il Porto Turistico ospiteranno, infatti, le sezioni “storiche” del Festival, mentre l’Auditorium Comunale quella che guarda alla commistione tra jazz e diverse forme espressive (teatro, cinema, danza, fotografia e letteratura).
Il programma sarà corredato da un ciclo di seminari e master classes tenuti da prestigiosi musicisti/docenti presenti al Festival tra i quali si segnalano quelli del famoso musicologo e musicista americano Lewis Porter, di David Howard (docente del Berklee College of Music di Boston) e dei corsi di fotografia organizzati da Leica Akademie. Ai seminari verranno aggiunti altri eventi di rilievo come mostre fotografiche e video e happening musicali di vario tipo.
«Il jazz in Spagna, attualmente – ha detto Jorge Garcia, condirettore del 1° congresso internazionale “Il jazz in Spagna” –, è la musica popolare urbana più attiva e variegata». Mentre dopo la fine della prima guerra mondiale, negli anni venti, il jazz si propagò in Spagna (così come in altri paesi europei) come musica popolare da ballo, grazie a personaggi come Josephine Baker, nel secondo dopoguerra la sua popolarità venne meno. Infatti, la presenza del jazz spagnolo sulla scena internazionale era limitata alla figura del grande pianista Tete Montoliu. Erano i tempi del franchismo che inibiva i processi di libertà all’interno del quale questo genere di musica di solito riesce a nascere e a svilupparsi. Non a caso il conformismo e il grigiore del regime portarono Leonard Feather (per molto tempo lo scrittore di jazz più influente del mondo) ad affermare che “la Spagna era un deserto per il jazz”. Non lo è più, per fortuna. La scena jazzistica spagnola odierna, infatti, è ricca di festival e di locali in cui si suona musica jazz e questo fenomeno ha generato una serie di musicisti di talento che riescono a garantire alla musica improvvisata spagnola una stagione di grande vivacità e creatività.
A conferma di questa tesi, nel mese di novembre 2013 si è svolto a Valencia il I° Congresso Internazionale “Il Jazz in Spagna”, accompagnato anche da un festival e da una mostra ricca di materiale fotografico. Il convegno è stato organizzato dal Dipartimento della Cultura e delle Arti della Generalità Valenciana e dalla Fondazione SGAE in collaborazione con l’Università e il Politecnico di Valencia. E’ stata la prima volta di un evento del genere in Spagna, a dimostrazione del fatto che la musica improvvisata nella penisola iberica ha assunto una grande importanza, anche se la stampa spagnola per decenni si è occupata poco di jazz “considerandolo un genere poco rilevante e senza carisma”. E’ stato Jorge Garcia, l’organizzatore del convegno, a sottolineare questo aspetto in un articolo apparso su “El Pais”. Garcia ha aggiunto anche che la stampa, quando si è occupata di jazz, lo ha fatto” in modo aneddotico o per commentare questioni legate ai grandi nomi del jazz internazionale senza prestare attenzione ai musicisti che stavano costruendo la scena jazzistica spagnola. Quelli che erano giovani al momento della rinascita della democrazia sono adesso nella loro piena maturità artistica e si confrontano e interagiscono con i grandi del jazz mondiale con forte sicurezza e piena autorevolezza”. Proprio per fornire un forte sostegno ai protagonisti della scena attuale e di quella futura il convegno si è concluso con la costituzione del primo centro di ricerca in Spagna. Con questo atto Valencia ha posto la sua candidatura a diventare la capitale del jazz spagnolo.
L’originalità del jazz spagnolo odierno, va cercata, ovviamente, nel rapporto tra jazz e flamenco. Le relazioni tra questi due generi hanno origini antiche e, a livello sperimentale, possono essere fatti risalire a Ramón Montoya e al chitarrista Sabicas sul versante sp
agnolo, mentre musicisti americani come Lionel Hampton, Miles Davis and John Coltrane le introdussero nelle loro incisioni discografiche. Come è stato ampiamente dimostrato dal musicologo Juan Zagalaz, la normalizzazione di questo rapporto la si deve, successivamente, a musicisti come il sassofonista Pedro Iturralde che inserì un chitarrista di flamenco nel suo quintetto e a Paco de Lucia che incluse il flautista e sassofonista Jorge Pardo in un contesto di musica flamenca. In quella fase si aggiunse anche l’apporto di Chick Corea che aveva già maturato per conto suo una grande passione per questo genere.
La maggior parte dei musicisti spagnoli che saranno invitati nella Locride per la XXXIV edizione del Festival Internazionale del Jazz “Rumori Mediterranei” è cresciuta all’interno di questa tradizione culturale e ha un forte legame con essa e per questo motivo a ognuno dei gruppi iberici partecipanti sarà commissionata una composizione in memoria del grande Paco De Lucia, scomparso di recente. I direttori artistici della kermesse – Vincenzo Staiano e Paola Pinchera – sottolineano che si tratta, nella quasi totalità dei casi, di anteprime nazionali. «Quella di Roccella Jazz 2014 – commentano – sarà la più grande vetrina del jazz spagnolo mai organizzata in Italia».

 

IL PROGRAMMA Ecco nello specifico il programma – inserito quest’anno nella guida mondiale dei Festival di “Down Beat”, la più antica e prestigiosa rivista di jazz del mondo –, un cartellone ricco di novità musicali, progetti originali e stelle di prima grandezza del firmamento jazzistico internazionale, ma con spazio ai giovani musicisti, a conferma della vocazione avanguardistica che il “Roccella Jazz” ha sin dalla prima edizione.
Tra i grandi del Jazz che passeranno dal Festival ci saranno Hamid Drake (11 agosto), Enrico Rava New 4et (11 agosto), Simone Graziano feat. David Binney (13 agosto), David Murray Infinity Quartet (20 agosto), Dave Holland Trio (20 agosto), Gianluigi Trovesi Quartet (21 agosto), il duo Miroslav Vitous e John Abercrombie (21 agosto), Chico Freeman (22 agosto), l’unica data in Italia della Sun Ra Arkestra (23 agosto), e molti altri nomi degni di nota.
Il Festival ospita da tre anni le culture musicali di un paese del Mediterraneo: dopo Turchia e Israele, quest’anno è il turno della Spagna, diventata una delle realtà più vivaci della scena jazzistica europea.
“El Yaz Y Paco” sarà a tutti gli effetti la più grande vetrina mai organizzata in Italia del Jazz spagnolo, un genere caratterizzato da un legame molto originale tra la musica improvvisata e il flamenco: a ognuno dei gruppi iberici partecipanti è stata commissionata una composizione in memoria del grande Paco De Lucia e si tratta, nella quasi totalità dei casi, di anteprime nazionali.
Baldo Martinez (12 agosto), Perico Sambeat (14 agosto), Agustí Fernández (19 agosto), José Luis Gutiérrez (23 agosto), sono solo alcuni dei grandi nomi del Jazz ispanico che saliranno sui palchi del “Roccella Jazz”.
Il Festival ospiterà poi come sempre anche giovani promesse del Jazz italiano e internazionale, già note e apprezzate da critica e pubblico. Solo per citarne alcuni: Giovanni Guidi e Gianluca Petrella (12 agosto), Luca Aquino (14 agosto), Ciccio Merolla (16 agosto), Gerry Lopez (17 agosto), Sofia Rei (22 agosto).
Non mancheranno le dediche a grandi musicisti e compositori del passato. Una sarà “La Follia secondo Trovesi”: una commissione e produzione originale di Roccella Jazz per celebrare i 25 anni della composizione “La Folìa – The Roccella Variations” di George Russell, da molti critici definita uno dei capolavori della storia del jazz, composta da George Russell nel 1989 ed eseguita lo stesso anno a Roccella Jonica. La direzione artistica del Festival ha deciso di affidarne la celebrazione a Gianluigi Trovesi.
L’altra dedica riguarderà il mitico Sun Ra, in occasione del centesimo anniversario della sua nascita, con un concerto della sua “Sun Ra Arkestra”, diretta da Marshall Allen, che chiuderà il Festival.
Tra i tanti aspetti tematici toccati quest’anno ci sarà quello dell’immigrazione (il Porto delle Grazie di Roccella Jonica è il terzo in Italia per accoglienza di profughi provenienti dal Medio Oriente e dall’Africa) che, oltre che con alcuni concerti, verrà trattato con mostre fotografiche, video proiezioni e la nascita di un’orchestra formata da immigrati, la “Provisional Emigrè Orchestra”, che suonerà con Raul Colosimo il 19 agosto.
Il programma sarà corredato da un ciclo di seminari e masterclass tenuti da prestigiosi musicisti/docenti presenti al Festival, corsi di fotografia, mostre fotografiche, happening musicali di vario tipo e altri eventi di rilievo.

Info: www.roccellajazz.net. (0070)

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