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Le giuste bacchettate della Stasi

Non sappiamo se Antonella Stasi, mentre si avvia a festeggiare il quinto mese da vicepresidente della Regione Calabria in spregio a ogni regola democratica posto che lei non è mai stata eletta cons…

Pubblicato il: 13/08/2014 – 17:39
Le giuste bacchettate della Stasi

Non sappiamo se Antonella Stasi, mentre si avvia a festeggiare il quinto mese da vicepresidente della Regione Calabria in spregio a ogni regola democratica posto che lei non è mai stata eletta consigliere regionale, andrà fino in fondo nella sua decisione di mettere fine alle camarille bipartisan e portare i calabresi al voto già in ottobre. Sappiamo però che questa volta Antonella Stasi pare proprio essersi rotta le scatole di atteggiamenti ondivaghi e, istituzionalmente, ipocriti. Non intende restare con il cerino in mano, anche rispetto a responsabilità oggettive non solo politiche e così rompe il riserbo istituzionale e chiama in causa il ministro dell’Interno Angelino Alfano (Ncd) e quello delle Regioni Maria Carmela Lanzetta (Pd). Lo fa rivelando che ha scritto ai due ministri per concordare data e percorso per andare al voto e non ha ricevuto neanche un cenno di risposta. Alla fuga dalle proprie responsabilità da parte dei due ministri, insomma, si va ad aggiungere anche la grave scortesia istituzionale, posto che non si è mai visto esponenti del governo omettere di rispondere a lettere istituzionali di un presidente di Regione. La cosa, se possibile, appare ancora più grave per la Lanzetta, che si conferma sempre più una sorta di ministro “per grazia ricevuta”, non fosse altro che per il fatto di essere calabrese. In mancanza di collaborazione alcuna da parte dei dicasteri interessati, la Stasi intende procedere autonomamente lasciando che siano altri, semmai, a spostare i comizi elettorali o chiedere di farlo. La sua iniziativa, tuttavia, pur avendo il merito di smuovere le acque e pur riconoscendo che la stessa fa chiarezza sulle tante responsabilità che si affollano attorno alla vicenda elettorale calabrese, rischia di non produrre effetti pratici per via di alcuni non secondari intoppi statutari. Nella vecchia formulazione, infatti, lo Statuto della Regione Calabria affidava al prefetto di Catanzaro, quale commissario di governo, il compito di indire i comizi elettorali. Nella nuova formulazione, invece, lo Statuto assegna tale compito al presidente della Regione Calabria. Il nuovo Statuto, però entrerà in vigore i primi di settembre e solo da allora, eventualmente, la Stasi potrebbe indire le elezioni. Senza dire degli altri intoppi che potrebbero arrivare dal giudizio in itinere della Consulta. E mentre il presidente del consiglio regionale, Franco Talarico, accoglie con gelo l’iniziativa della vicepresidente Stasi (ma si sa che il povero Talarico attende i comizi elettorali con lo stesso entusiasmo con il quale i tacchini aspettano le feste natalizie), e il silenzio paralizza i consiglieri regionali del Pd e del Ncd, l’unica voce che si alza a difesa dell’operato di Antonella Stasi è quella dell’ex governatore Peppe Scopelliti che, questa volta, ha buon gioco per togliersi più di un sassolino dalle scarpe: «L’indicazione del prossimo 12 ottobre quale data per il rinnovo del consiglio regionale da parte della presidente f.f. Antonella Stasi è la migliore risposta a tutte le illazioni formulate in questi mesi da vari detrattori. Da questa maggioranza – continua Scopelliti – è stato più volte affermato che non c’era nessuna intenzione di prolungare la legislatura, nonostante i tanti attacchi strumentali formulati da più parti. La data individuata è addirittura antecedente al mese di novembre, precedentemente ipotizzato per la tornata elettorale, proprio perché c’è la ferma volontà, da parte del centrodestra, di ridare la parola ai calabresi affinché possano scegliere al più presto il proprio governo regionale. Adesso – conclude Scopelliti – staremo a vedere chi indosserà i panni di “Azzecca-garbugli” e cercherà tutti i cavilli possibili e immaginabili per posticipare questa tornata elettorale». 

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