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Fondazione Terina, la protesta dei dipendenti

LAMEZIA TERME Da stamane è in corso un sit-in permanente dei lavoratori davanti ai cancelli della Fondazione Terina. Alla base della protesta il mancato pagamento di sei stipendi che, secondo i lav…

Pubblicato il: 17/09/2014 – 13:29
Fondazione Terina, la protesta dei dipendenti

LAMEZIA TERME Da stamane è in corso un sit-in permanente dei lavoratori davanti ai cancelli della Fondazione Terina. Alla base della protesta il mancato pagamento di sei stipendi che, secondo i lavoratori, sono la “conseguenza di un palese e perdurante non ottemperamento alle disposizioni in materia fissate dalla legge regionale 24 del 2013 che obbliga la dirigenza dell’ente e l’esecutivo regionale a procedere senza indugio alla riorganizzazione della Fondazione”. Assieme ai dipendenti, a stazionare davanti alla sede della fondazione anche i rappresentanti delle organizzazioni sindacali Ugl, Uil e Cisl.

“La soluzione sulla Fondazione Terina c’è ed è nella legge di riforma degli enti che va attuata con celerità interrompendo un ritardo immotivato”. Lo afferma in una nota il consigliere regionale del Pd Tonino Scalzo. “Qualche giorno fa – aggiunge – ho partecipato a un incontro in Prefettura sul caso Terina. Ritengo non si possa più rimandare l’applicazione di una legge che consente la soluzione a un problema che rischia di trasformarsi nell’ennesima tensione sociale per la nostra regione. Il dramma dei lavoratori di questa struttura regionale impone un’assunzione di responsabilità netta e corale, che dia vita ad un processo di riforma concreto, nel rispetto della legge regionale che ne prevede il riordino, senza tentennamenti e ambiguità. Passata l’inevitabile fase interlocutoria, il tavolo tecnico di lavoro per la riforma di “Terina”, a suo tempo istituito, deve riprendere a funzionare, anche al fine di scongiurare il fallimento finanziario di un ente che, voglio ricordare, è totalmente a partecipazione regionale, ma non può andare avanti con le attuali risorse”. “L’articolo 13 della legge regionale 24/2013, in riferimento a Terina, dispone – prosegue Scalzo – che questa debba fare solo ricerca e niente più. Ne consegue che il patrimonio immobiliare della Fondazione, che non sia strumentale al perseguimento della mission assegnata dallo statuto, debba essere ceduto ad altri enti regionali e con esso la corrispondente dotazione organica. La sopracitata norma, per quanto migliorabile, rappresenta una soluzione importante che il Consiglio Regionale ha messo a disposizione dell’Esecutivo e della dirigenza della fondazione da almeno 15 mesi. Un tempo lunghissimo, durante il quale non si è data attuazione a quanto previsto dalla legge. Tale ritardo ha compromesso le già esigue capacità finanziarie dell’ente che, infatti, oggi si vede gravato da una situazione debitoria pesante, comprese diverse mensilita’ arretrate che si devono ai dipendenti. Non si può più indugiare, ci sono i tempi e le modalità affinché i dipartimenti regionali interessati e le altre parti in causa portino a compimento quello che è un dovere civile e politico. Il rischio cui si va incontro  è lo scoppio di un nuovo dramma sociale di cui la nostra già martoriata terra non ha certamente bisogno”. “Personalmente – conclude – mi sto adoperando affinché anche altre vicende possano trovare una soluzione, come il caso della Fondazione Campanella. Nel caso di Terina, ripeto, la soluzione c’è ed è nella legge di riforma degli enti, che va attuata con celerità interrompendo un ritardo immotivato”.

“Sono certo di interpretare gli unanimi sentimenti della Commissione che ho l’onore di presiedere, i cui componenti, mio tramite, esprimono sincera e intensa partecipazione al dramma che i dipendenti della Fondazione Terina stanno vivendo tra la totale quanto gelida insensibilità politico-istituzionale”. E’ quanto afferma il presidente della commissione speciale di Vigilanza del consiglio regionale, Aurelio Chizzoniti. “Ove non dovessero sortire favorevoli soluzioni – aggiunge – a seguito della legittima protesta civilmente alimentata, disporrò la convocazione dell’Organo di vigilanza per l’assunzione delle determinazioni di competenza, nel cui contesto non escludo il coinvolgimento della competente Procura della Repubblica”.

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