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Guerini sconfessa il Pd vibonese

VIBO VALENTIA Anche se non è più possibile ritirare il simbolo, la segreteria nazionale disconosce totalmente la lista che per le elezioni provinciali vibonesi corre sotto le insegne del Pd. Parola…

Pubblicato il: 20/09/2014 – 10:21
Guerini sconfessa il Pd vibonese

VIBO VALENTIA Anche se non è più possibile ritirare il simbolo, la segreteria nazionale disconosce totalmente la lista che per le elezioni provinciali vibonesi corre sotto le insegne del Pd. Parola di Lorenzo Guerini, braccio destro di Matteo Renzi, che ieri ha preso posizione sul “caso Vibo” con una lettera inviata a Ernesto Magorno e Michele Mirabello, rispettivamente segretario regionale e provinciale del Pd. «Alla vigilia di importanti scelte politiche, quali la designazione del candidato a presidente della Provincia e la formazione delle liste dei candidati consiglieri, è stato ritenuto – si legge nella lettera – che l’unico metodo che potesse consentire una ricomposizione della nostra classe dirigente fosse quello della condivisione di un percorso che stabilisse metodi e criteri per una scelta unitaria». Secondo quanto scritto da Guerini la segreteria nazionale e il segretario regionale «hanno addirittura imposto la scelta di questo percorso» per evitare «una mera conta interna», ma la via unitaria è rimasta una chimera «e nessuno può ritenersi esente da responsabilità», perché alla fine sono state presentate «due liste riconducibili al Pd» in cui risultano candidati anche amministratori «indipendenti e di altri partiti». Da una parte, infatti, c’è la lista – col simbolo del Pd – ispirata dagli ex cuperliani che fanno riferimento al deputato Bruno Censore, in cui sono candidati anche alcuni «amministratori vibonesi indipendenti» che provengono anche da partiti di centrodestra; dall’altra la lista “Insieme per la provincia di Vibo adesso” che è frutto dell’alleanza tra l’area renziana del Pd (guidata da Francesco De Nisi e Gianluca Callipo) e pezzi di Ncd, Fi e FdI.
Gli strali di Guerini, sebbene in generale siano riferiti a entrambe le componenti del partito, sembrano per la verità indirizzarsi molto di più sulle scelte del segretario provinciale, Michele Mirabello, e sull’area “censoriana”, che «ha causato un notevole danno all’immagine del Pd» mettendo in lista Salvatore Vallone, assessore di Mileto «notoriamente incandidabile», e ha «procurato un vulnus al partito» depositando un simbolo con il logo del Pd modificato «contro la volontà del segretario regionale».
«Per questi motivi – è la conclusione del vicesegretario nazionale – nello stigmatizzare le infelici scelte di tutta la classe dirigente del partito della provincia di Vibo Valentia, pur nell’imposiibilità di ritirare il simbolo già depositato una volta scaduti i termini di presentazione delle liste, la segreteria nazionale del Pd prende atto che in ocacsione della competizione lettorale per il rinnovo degli organismi istituzionali della provincia di Vibo Valentia risultano candidati in due liste contrapposte amministratori locali iscritti al Pd ma, al contempo, disconosce le liste presentate quali liste ufficiali del Pd».

 

s.pel.

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