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Callipo ci ripensa: scendo in campo

LAMEZIA TERME Pippo Callipo ci ripensa e ammette che sì, sarebbe pronto a scendere in campo per le Regionali del 23 novembre a capo di una lista civica. Ma a una condizione: che siano i «calabresi …

Pubblicato il: 24/09/2014 – 16:44
Callipo ci ripensa: scendo in campo

LAMEZIA TERME Pippo Callipo ci ripensa e ammette che sì, sarebbe pronto a scendere in campo per le Regionali del 23 novembre a capo di una lista civica. Ma a una condizione: che siano i «calabresi migliori ad accompagnarmi». Dunque, un colpo di scena del tutto inatteso, visto che l’imprenditore calabrese (da ultimo sulle pagine del Corriere della Calabria in edicola questa settimana) si era affannato più volte a spiegare che non ci sarebbe stato un sequel all’esperienza del 2010, quando si mise alla testa di un “terzo polo” che – secondo alcuni attenti osservatori – contribuì ad affossare le possibilità di vittoria del centrosinistra di Agazio Loiero. Come non detto: il re del tonno è disponibile a rimettersi in gioco. A partire da una considerazione: i sondaggi diffusi in questi giorni che danno per favorito nella corsa alle primarie un altro Callipo, Gianluca, suo lontano cugino e sindaco di Pizzo. «Riscontro che la stampa, nel riferire dell’ultimo sondaggio a cura del Pd, dopo quello farlocco di qualche settimana addietro di Swg – spiega il Callipo “anziano” –, si sofferma sul mio nome, segnalandolo come tra i più noti. Ringrazio di cuore i cittadini che mi onorano della loro simpatia e la stampa che – nonostante le chiusure del Pd e dei luogotenenti renziani – impediscono che oltre al rinnovamento negato, alla Calabria sia negata anche la verità. In tal caso, la verità su chi i calabresi, interpellati, individuano come la personalità più indicata per consentire alla nostra regione (la più povera) una svolta». L’industriale del tonno è convinto che i calabresi – al solo pronunciare del nome “Callipo” – pensino immediatamente a lui. «D’altra parte – continua –, i sondaggi li puoi anche taroccare, ma fino a un certo punto. Perché, se l’obiettivo è annacquare la forza di un personaggio stimato ma disponi soltanto di personalità con scarso appeal, non c’è manipolazione che tenga. Così sta accadendo che il mio nome, di riffa o di raffa, nei sondaggi fin qui elaborati per la scelta del candidato alla presidenza della Regione, si impone e fa riflettere. Purtroppo, anche quando questi espedienti vengono denunciati, non si riesce a intaccare il gioco che esclude chi è pronto – come il sottoscritto – a rompere il patto di potere lobbistico e trasversale, che va avanti da almeno vent’anni e decide le sorti della regione e che, favorendo carriere politiche immeritate, ha come solo obiettivo l’utilizzo discrezionale della spesa pubblica». La Calabria – incalza Pippo – è strangolata dalla crisi economica e vanta al tempo stesso «la peggiore classe dirigente», con in più la presenza non indifferente della mafia. «Tuttavia – dice –, siccome a pagarne il costo, se lo scenario sarà quello che si prefigura, saremo noi imprenditori, noi cittadini, noi calabresi, e visto che i sondaggi, al di là del loro uso strumentale, ripropongono l’esigenza del rinnovamento, il sottoscritto sarebbe anche disponibile a lanciare, nella competizione del 23 novembre per la Regione, una lista civica per salvare la Calabria. Alla condizione che siano i calabresi migliori ad accompagnarmi. I calabresi che a migliaia, se non avranno un’occasione di cambiamento, non andranno a votare».
Callipo confida anche i suggerimenti avuti da parte delle persone più vicine: «C’è chi mi sussurra che non c’è più tempo e che gli accordi per vincere le elezioni, da parte dei soliti partiti, sono già in cassaforte e che a me converrebbe ritagliarmi uno spazio di gestione nella squadra di chi vince; che insomma la lista civica sarebbe come Davide contro Golia. Io so quanto sia difficile schierarsi contro apparati organizzati. Nel 2010, con lo slogan “Io resto in Calabria”, l’ho già sperimentato. Ma se davvero vogliamo riscattare questa nostra Calabria un tentativo va fatto. Ai giovani, agli onesti, ai calabresi, ai “senzanome” che amano la loro terra, io dico di provarci».

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