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Coldiretti: problemi nel settore ortofrutticolo calabrese

CATANZARO “La diminuzione dei consumi della frutta estiva e l’embargo da parte della Russia ha creato seri problemi al comparto ortofrutticolo calabrese. Agrumi e kiwi, ad esempio, che avevano…

Pubblicato il: 28/09/2014 – 11:40
Coldiretti: problemi nel settore ortofrutticolo calabrese

CATANZARO “La diminuzione dei consumi della frutta estiva e l’embargo da parte della Russia ha creato seri problemi al comparto ortofrutticolo calabrese. Agrumi e kiwi, ad esempio, che avevano trovato interessanti e importanti sbocchi commerciali in Russia subiranno una notevole contrazione. Se a questo si aggiunge l’insufficiente remunerazione degli agrumi da industria, si delinea un quadro preoccupante proprio nell’imminenza della campagna agrumicola che porterà nella Piana di Rosarno-Gioia Tauro, come da stime della Cgil, un contingente di oltre duemila lavoratori extracomunitari che dovranno fare i conti con questa situazione”. E’ quanto afferma, in un comunicato, Pietro Molinaro presidente di Coldiretti Calabria. “La mancata indicazione di origine obbligatoria – prosegue Molinaro – poi, porterà all’invasione sul territorio nazionale di prodotti di altri Paesi (anche tossici). Vecchi e nuovi problemi con i quali bisogna fare i conti: una situazione davvero difficile per le imprese agricole che non possono contare su una giusta ed equa remunerazione del prodotto. Quando parliamo del tema del lavoro stagionale degli immigrati si mettono in moto emozioni e sentimenti perché evidentemente non è possibile utilizzare le braccia e rifiutare le persone negando loro il diritto alla accoglienza e alla giusta retribuzione. Quello che continua fortemente ad interessare ed è la madre di tutte le battaglie, sono le ragioni economiche che stanno alla base della catena di sfruttamento come ad esempio il definitivo innalzamento, dopo il sì della Camera dei deputati nella legge comunitaria, della norma che innalza la percentuale di succo di arance nelle aranciate prodotte e commercializzate in Italia, portandola dal 12 al 20% e l’indicazione di origine obbligatoria in etichetta”. “Il provvedimento – sostiene ancora Molinaro – aiuterebbe i produttori di arance, contribuirebbe a far consumare più frutta con 200 milioni di chili di arance all’anno in più che saranno consumate dai 23 milioni di italiani che bevono bibite. Le lobby degli industriali delle bibite invece continuano a frapporre ostacoli pur sapendo che remunerando il prodotto si allevia lo stato di disagio. Sul versante delle imprese agricole, chiediamo alla Regione di accelerare il bando per le risorse stanziate di 2,3 milioni di euro per le agevolazioni finanziarie, per l’ammodernamento dell’agrumicoltura da industria nella Piana di Rosarno-Gioia Tauro e dell’intera provincia di Reggio che incideranno su un territorio particolarmente vocato e rilanceranno occupazione, sviluppo e competitività. Le imprese agricole singole e associate sapranno rispondere sfruttando le opportunita’ offerte dai fondi comunitari e dal Psr 2014-2020”.

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