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Reggio, trovate false divise dell'Arma

REGGIO CALABRIA Non se ne conoscono ancora i responsabili, né i dettagli, ma gli investigatori si dicono certi: «Abbiamo sventato la commissione di reati di inaudità gravità». È a questa conclusion…

Pubblicato il: 06/10/2014 – 11:51
Reggio, trovate false divise dell'Arma

REGGIO CALABRIA Non se ne conoscono ancora i responsabili, né i dettagli, ma gli investigatori si dicono certi: «Abbiamo sventato la commissione di reati di inaudità gravità». È a questa conclusione che ha condotto il sequestro di quattro pistole e diverse divise dei carabinieri e della polizia locale, rinvenuti nel corso di una perquisizione di routine alle Case parcheggio, accrocco di case popolari nel quartiere di Santa Caterina, nella zona nord di Reggio Calabria. Uno dei posti “caldi” della città, dunque, regolarmente tenuto sotto controllo – in passato, nello stesso complesso era stato arrestato un pluripregiudicato per spaccio, trovato il possesso di cocaina e di una pistola – anche perché è lì che abitano diversi soggetti di cui gli uomini della Questura seguono le tracce da tempo.

E proprio nell’ambito di questa indagine si iscrive la perquisizione disposta ieri che inizialmente ha portato al rinvenimento di una pistola, risultata poi rubata, e di circa 4 grammi di cocaina e 10 di marijuana nascosti nel vano ascensore. Ma i controlli degli investigatori non si sono limitati a questo. Quando i controlli sono stati estesi a tutto l’immobile, in un garage chiuso abusivamente e – almeno allo stato non riconducibile a un proprietario – sono state ritrovate diverse divise dell’Arma dei carabinieri, con tanto di cinturone, fondina, manette e placca – «anche i bottoni erano del tutto simili a quelli della divisa dei militari, commentano gli investigatori – e un soprabito della polizia locale, insieme a 4 pistole di diverso modello e calibro.

«Un’operazione chirurgica» per il dirigente delle Volanti, Luciano Rindone, e il funzionario della Squadra mobile Giuseppe Giliberti, assolutamente convinti che – qualsiasi fosse il piano architettato da chi si è procurato quelle divise – di certo non fosse mirato alla commissione di crimini ordinari. Un interrogativo che toccherà alle indagini sciogliere, anche se per adesso nulla sembra essere emerso dalle perquisizioni disposte anche all’interno delle abitazioni dei pregiudicati che vivono nello stabile.

 

Alessia Candito

a.candito@corrierecal.it 

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