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Terminator IV, Marsico e Gatto saliranno sul banco dei testimoni

COSENZA Toccherà a Walter Gianluca Marsico e Mario Gatto salire sul banco dei testimoni nella prossima udienza del processo “Terminator IV”, che si sta svolgendo nel tribunale di Cosenza. Il proced…

Pubblicato il: 10/11/2014 – 18:16
Terminator IV, Marsico e Gatto saliranno sul banco dei testimoni

COSENZA Toccherà a Walter Gianluca Marsico e Mario Gatto salire sul banco dei testimoni nella prossima udienza del processo “Terminator IV”, che si sta svolgendo nel tribunale di Cosenza. Il procedimento scaturito dall’operazione che ha cercato di fare luce sulla guerra di mafia a Cosenza. Si tratta degli agguati in cui sono morti alla fine degli anni Novanta Enzo Pelazza a Carolei, Antonio Sena a Castrolibero, Antonio Sassone trucidato a Terranova da Sibari e Vittorio Marchio ammazzato a Cosenza. In questo processo sono imputati Vincenzo Dedato, Franco Presta e Francesco Amodio. Marsico e Gatto sono stati già condannati nell’ambito della stessa inchiesta ma al momento non sono sottoposti a regime restrittivo.
Questa mattina sono stati sentiti i pentiti Giuliano Serpa e Angelo Colosso. Serpa ha iniziato a collaborare con la giustizia dal 2007 e oggi hai giudici del foro bruzio ha riferito che Marchio è stato ammazzato per questioni relative alle estorsioni e perché dava fastidio al nuovo gruppo criminale dei Ruà-Lanzino. Non conosceva direttamente Marchio. “Ho appreso da Mario Scofano – ha detto in aula Serpa – che stava subentrando un nuovo clan che voleva fare pulizia. Scofano era un affiliato dei Serpa e aveva collegamenti con Cicero e Lanzino”.
Colosso – collegato in videoconferenza da una località protetta, era ripreso di spalle indossando un berretto – ha ricostruito quanto a sua conoscenza in merito agli omicidi contestati. In particolare, il pentito alias “Poldino” – che collabora con la giustizia dal luglio del 2010, già condannato per “Terminator 4” a 6 anni di carcere e ritenuto appartenente al clan dei Lanzino – ha riferito al pm della Dda di Catanzaro, Pierpaolo Bruni, di aver rubato alcune macchine, ma soltanto dopo ha saputo che servivano per quei delitti. Solo nel caso dell’assassinio di Marsico ha confermato di aver partecipato agli appostamenti. Anche dell’omicidio Sassone ha appreso dopo chi erano stati gli esecutori. Queste cose le ha sapute – ha ribadito Colosso rispondendo alle domande del pm e dei legali degli imputati – da Marsico e Gatto. I due – sempre secondo quanto ha riferito Colosso – facevano parte del “gruppo di fuoco”, a cui il collaboratore di giustizia ha più volte fatto riferimento. Anzi, Marsico ne avrebbe fatto parte solo all’inizio quando si stava “programmando” l’omicidio Marchio. Colosso, rispondendo alle domande dei legali degli imputati, ha ribadito di non aver mai preso parte alle riunioni in cui si pianificavano gli attentati. “Era stato sempre Marsico – ha detto ancora il pentito – a dirgli che si era formato un nuovo gruppo di fuoco i cui titolari erano Perna e Cicero. In quel periodo l’accordo era al clan di Perna le estorsioni e a noi (clan Lanzino, ndr) gli omicidi. A me lo hanno comunicato Marsico e Gatto”. Rispondendo a domande specifiche dell’avvocato Esbardo, Colosso ha precisato di aver saputo dell’omicidio Marchio da Gatto, Marsico e Lanzino; del delitto Pelazza da Marsico, Gatto e Francesco Maringola (deceduto); e del delitto Sassone da Marsico e Gatto. Il collaboratore di giustizia, rispondendo alle domande della Corte – presieduta dal giudice Giovanni Garofalo – ha precisato di aver avuto un ruolo marginale negli omicidi Sassone, Marchio e Pelazza. “I deputati agli spari – ha detto ancora Colosso – erano Carmine Chirillo e Franco Presta”. Per il pm Bruni “Poldino” ha ribadito quanto già affermato nei corposi verbali resi agli inquirenti.
Amodio è difeso dall’avvocato Claudia Conidi; Dedato da Maria Rosaria Gabriele; Presta dai legali Lucio Esbardo e Franco Locco. La Regione, la Provincia di Cosenza e alcuni familiari di Sassone, parti civili, sono difesi dai legali Fiorino e Migliano.
E’ stato l’avvocato Locco a chiedere e ottenere l’escussione di Gatto e Marsico, che saranno sentiti nella prossima udienza, prevista per il 28 novembre. In quell’occasione sarà ascoltato anche Amodio. E’ stato lo stesso Amodio questa mattina a rendere dichiarazioni spontanee al termine dell’udienza per chiedere proprio di essere sottoposto a esame. Nell’udienza del 28 novembre sarà ascoltato anche un tale Vincenzo da identificare, che sarebbe – secondo quanto emerso dall’udienza – il figlio del proprietario di un bar al quale Lanzino avrebbe chiesto la macchina che gli serviva per l’omicidio Marchio.
Questa mattina sono stati sentiti, inoltre, due fratelli a cui è stata rubata l’automobile che poi sarebbe stata usata per gli agguati.

 

 

Mirella Molinaro

m.molinaro@corrierecal.it

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