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Il sì al Marrelli arriva in periodo elettorale

CROTONE Per il Marrelli hospital finalmente arrivano buone notizie. È stata dura, ma alla fine la clinica del marito della “governatrice” uscente, Antonella Stasi, ha ottenuto il tanto agognato par…

Pubblicato il: 29/11/2014 – 12:34
Il sì al Marrelli arriva in periodo elettorale

CROTONE Per il Marrelli hospital finalmente arrivano buone notizie. È stata dura, ma alla fine la clinica del marito della “governatrice” uscente, Antonella Stasi, ha ottenuto il tanto agognato parere favorevole della commissione aziendale dell’Asp di Crotone. Procede, dunque, l’accreditamento dei 40 posti letto di Chirurgia oncologica e dei 20 di Ortopedia pediatrica. Ma l’iter per arrivare al traguardo finale è stato lungo e travagliato. La richiesta di accreditamento del Marrelli risale a circa 13 mesi fa. La pratica è andata al rilento per quasi un anno, anche perché la commissione valutatrice aveva più volte dato parere negativo per l’assenza di alcuni requisiti richiesti. Poi l’accelerazione, proprio durante l’ultimo mese di “reggenza” della Stasi e a poche settimane dal voto che ha poi incoronato Mario Oliverio.
Lo sprint finale parte il 6 novembre, quando la commissione aziendale dell’Asp di Reggio – che si occupa delle procedure di accreditamento per la provincia di Crotone – inizia a riunirsi e a trattare il “caso Marrelli” con uno zelo degno delle migliori burocrazie del mondo, di sicuro sconosciuto alla macchina amministrativa sanitaria della Calabria. Capita così che la commissione si ritiri in conclave anche il 13 novembre, il 18, il 19 e infine il 20. Il 21 arriva il verdetto: parere favorevole. La palla passa a Crotone. La relazione dell’organo di controllo di Reggio arriva in terra pitagorica il 25, a due giorni dalla chiusura delle urne (fino alla proclamazione dei nuovi eletti, la Stasi continua a mantenere le sue funzioni di presidente). Anche stavolta, i tempi sono da record: la commissione crotonese si riunisce lo stesso giorno e approva la delibera con il giudizio favorevole all’accreditamento, poi pubblicata con insolita celerità anche sull’albo pretorio dell’Azienda.
Tutto perfettamente legittimo. A stupire, più che altro, è la velocità con cui si è chiusa la pratica, proprio nell’ultimo mese prima dell’uscita di scena della presidente facente funzioni della giunta. Un accreditamento – lento prima, lampo dopo – avvenuto sotto l’egida del commissario alla Sanità, Luciano Pezzi, le cui scelte – nella settimana precedente al voto – hanno fatto parecchio discutere. Decisioni che non sarebbero piaciute per niente al neo governatore Oliverio, prossimo alla nomina – come prevedono le norme di riferimento – di commissario alla Sanità, il ruolo finora occupato da Pezzi.

 

PEZZI E SCARPELLI
Il riferimento è alla vicenda che riguarda l’ormai ex dg dell’Asp di Cosenza, Gianfranco Scarpelli. Il decreto di revoca del manager vicinissimo ai fratelli Gentile (Pino è stato rieletto in Consiglio grazie a una valanga di preferenze) è arrivato proprio all’indomani del voto regionale, nonostante – in base alla procedura avviata dallo stesso commissario – fosse previsto per il 19 novembre. Ma Pezzi ha firmato quell’atto solo a urne chiuse. Oliverio, anche questa volta, non avrebbe gradito le scelte del generale della guardia di finanza.

 

IL CASO MARRELLI
Il sì all’accreditamento del Marrelli arriva dopo un percorso travagliato quanto controverso. L’acme viene raggiunto durante la scorsa estate, quando i vertici della commissione – che ha poi valutato il fascicolo della clinica – subiscono forti scossoni. E l’Asp di Reggio arriva a collezionare ben quattro commissioni in poche settimane. Colpa della revoca dell’incarico a Francesca Cosentino e poi delle dimissioni di altri due dirigenti. Prima abbandona Natale Scordo, poi Alfonso Martino.
C’è da decidere sulle sorti del Marrelli, ma l’incartamento non sembra in regola. Manca un documento: l’autorizzazione alla realizzazione rilasciata dal sindaco di Crotone. I Marrelli, proprietari dell’hospital, allegano agli atti una lettera firmata da Peppino Vallone (il sindaco) che autorizza «all’esercizio nel territorio comunale» delle attività di Chirurgia generale e di Ortopedia e traumatologia. La commissione, però, risponde che non rientra tra le facoltà del sindaco il rilascio delle autorizzazioni per le strutture sanitarie. Compito che spetta solo al dipartimento Tutela della salute che decide esclusivamente in base al fabbisogno regionale. E pare che i posti letti richiesti dal Marrelli non fossero previsti dal Piano sanitario regionale.
Comunque sia, Massimo Marrelli, marito della Stasi, non si perde d’animo e diffida la coordinatrice Cosentino, affinché porti avanti l’attività istruttoria. L’imprenditore minaccia anche denunce. E l’Asp che fa? Azzera il gruppo di Cosentino, con una revoca firmata dall’ex commissario Franco Sarica. Poi tocca a Scordo e a Martino, che si dimettono. Finché alla guida dell’organo di valutazione non arriva Carmelo Marino, stretto collaboratore dello stesso Sarica, a sua volta manager tanto caro all’ex governatore Scopelliti. Che il Marrelli era andato a inaugurarlo quando non aveva neppure l’autorizzazione regionale.

 

Pietro Bellantoni

p.bellantoni@corrierecal.it

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