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“Solare”, pene ridotte per i narcos delle cosche

REGGIO CALABRIA A quasi un anno esatto di distanza dalla decisione con cui il gup ha distribuito oltre 250 anni di carcere fra gli imputati del procedimento “Solare, è con una sentenza decisamente …

Pubblicato il: 11/02/2015 – 20:33
“Solare”, pene ridotte per i narcos delle cosche

REGGIO CALABRIA A quasi un anno esatto di distanza dalla decisione con cui il gup ha distribuito oltre 250 anni di carcere fra gli imputati del procedimento “Solare, è con una sentenza decisamente riformata che i giudici della Corte d’appello di Reggio Calabria, pur confermando le condanne, hanno fortemente ridimensionato le pene a carico dei diciannove alla sbarra a vario titolo considerati parte della rete di narcotraffico che un cartello di cosche aveva nel tempo steso con i narcos sudamericani. Nella rete degli investigatori prima e alla sbarra poi, sono finiti gli uomini del cartello di clan costituito dagli Jerinò di Gioiosa Jonica, dai Bruzzese di Grotteria, dai Pesce di Rosarno e insieme ai tradizionali colossi del narcotraffico calabrese, gli Aquino di Marina di Gioiosa Jonica e i Commisso di Siderno. Sono queste le ‘ndrine che avevano tessuto la fitta rete attraverso cui fiumi di droga – cocaina, metamfetamine e cannabis – passavano dal Sud America agli Stati Uniti, quindi ai porti europei di Spagna e Olanda. Ed erano i medesimi clan per la Procura a gestire il traffico in Europa e Italia.
Un’ipotesi accusatoria, nonostante la riduzione delle pene, confermata dalla Corte d’appello che ha condannato a diciotto anni di carcere Luis Leander Lara Alvarez, detto Liche, sgravato solo dalla pesantissima sanzione pecuniaria, mentre è di 17 anni la pena inflitta a Pasquale Giovanni Varca, in precedenza condannato a 18 anni e ad una multa da 80mila euro. Passa da sedici a 10 anni e 4 mesi Luis Ernesto Lara Alvarez, detto Miguel, mentre è di 12 anni la pena inflitta a Pasquale Loccisano, in precedenza condannato a sedici anni. Era stato condannato a quindici anni e 90mila euro di multa, mentre dovrà passarne dietro le sbarre “solo” 13 Antonio Oppedisano, mentre passa da quattordici anni e ottantamila euro di multa a 12 anni e 4 mesi la condanna inflitta a Rocco Agostino. Più generosa la riduzione di pena decisa per Giuseppe Loccisano, anche lui in primo grado punito dal gup Barillà con quattordici anni di reclusione, ma che per la Corte d’appello dovrà scontare invece 10 anni e 4 mesi. Per Rocco Commisso, Ilario Manno e Rocco Ursino in precedenza condannati a tredici anni, i giudici hanno deciso una condanna a 11 anni e 4 mesi, mentre per Antonio Loccisano, che in primo grado aveva ricevuto la medesima sanzione, la Corte ha deciso una condanna a 12 anni in continuazione con altre già incassate. Va meglio a Luis Mario Lara Alvarez (Jose), condannato dal gup a tredici anni e punito con 10 anni e 4 mesi dalla Corte d’appello. Passa da dodici a 8 anni di reclusione Aurelio Petrocca, mentre per l’olandese Gopal Wierdjanandsing, cui il gup ha inflitto una condanna a 10 anni, la Corte ha stabilito una pena di 9 anni e 32mila euro di multa.
Assolti infine da tutte le accuse a loro carico Rosario Lentini e Luigi Manfredi, in precedenza condannati dal gup a sei anni e otto mesi di reclusione e 28mila euro di multa, come Luigi Albanese, in precedenza condannato a un anno e quattro mesi. Confermate invece le condanne a carico di Vincenzo Mazzone, condannato a 4 anni e otto mesi e 28 mila euro di multa, e Pasquale Pugliese e Annamaria Schirripa, entrambi condannati a un anno e quattro mesi di reclusione.
Tornano invece al pm gli atti relativi alle posizioni di Giuseppe Calogero Gallina. Solo relativamente a un capo di imputazione, quest’ultimo si vede comminare una condanna a 1 anno e 4 mesi.
Nonostante la riforma delle pene, la sentenza non fa che confermare l’impianto accusatorio della maxi-indagine della Dda reggina che ha permesso di chiarire con sempre maggiore dettaglio il ruolo globale giocato dalla ‘ndrangheta nel traffico internazionale di droga. Un campo in cui le ndrine giocano ormai da protagoniste indiscusse grazie ai contatti consolidati con i narcotrafficanti colombiani e messicani, fra i quali il Cartel del Golfo e la sua scissione di paramilitari rinnegati, los Zetas, sono per i clan di ndrangheta referenti privilegiati. E per i narcos le ‘ndrine sono ormai interlocutori affidabili, con cui trattare da pari a pari sulla piazza di New York, oggi nuova Borsa mondiale del narcotraffico.

Alessia Candito
a.candito@corrierecal.it

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