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Tonnetti contaminati, Presa diretta sul Tirreno

LAMEZIA TERME La vicenda dei tonnetti contaminati pescati nel Tirreno cosentino denunciata dal Corriere della Calabria, ma anche la storia della valle dell’Oliva con i suoi veleni interrati e i dep…

Pubblicato il: 14/03/2015 – 23:00
Tonnetti contaminati, Presa diretta sul Tirreno

LAMEZIA TERME La vicenda dei tonnetti contaminati pescati nel Tirreno cosentino denunciata dal Corriere della Calabria, ma anche la storia della valle dell’Oliva con i suoi veleni interrati e i depuratori che funzionano a singhiozzo lungo la costa tirrenica. Le telecamere di Presa diretta, la trasmissione condotta da Riccardo Iacona, torneranno nella nostra regione per comprendere lo stato di salute dell’ambiente, ma soprattutto dei corsi d’acqua e del mare in Calabria. Durante la trasmissione dal titolo “Salviamo il mare”, in onda stasera alle 21.45 su Raitre, l’inviata Elena Stramentinoli affronterà il caso dei tonnetti alletterati pescati al largo di Fiumefreddo e rinvenuti con un’elevata concentrazione di Idrocarburi policiclici aromatici (Ipa) e Policlorobifenili (Pcb) nelle lische. Un caso scoperto grazie a un’inchiesta pubblicata sul Corriere della Calabria. Ai microfoni della Rai il giornalista Roberto De Santo, che ha curato l’inchiesta per il Corriere, racconterà la vicenda che ha destato tanta preoccupazione nella popolazione della costa tirrenica cosentina.

Ma il programma di Iacona tratterà anche la questione della bonifica dei terreni della valle dell’Oliva – contaminati da metalli pesanti – sollecitata ancora una volta dagli attivisti del Comitato Natale De Grazia. Come anche l’inchiesta portata avanti dal procuratore capo di Paola, Bruno Giordano, sullo stato di salute dei depuratori dell’intera costa tirrenica cosentina. Un tema delicato visto che proprio in materia di scorretta depurazione dei reflui fognari pende la spada di Damocle delle sanzioni dell’Europa. «L’Unione europea – denunciano i curatori della trasmissione Presa diretta – ci ha già condannato due volte e ha aperto una terza procedura di infrazione che, con ogni probabilità, porterà a una terza condanna. Il ministero dell’Ambiente ha stimato in 9 milioni di euro, le multe che dovremo pagare se continuiamo a inquinare il Mediterraneo».