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Perseo, Aiello ottiene il rito abbreviato

CATANZARO Rito abbreviato per il senatore di Ncd Pietro Aiello. Lo ha concesso questa mattina il gup di Catanzaro nel corso dell’udienza preliminare che vede indagati Aiello e l’avvocato di La…

Pubblicato il: 25/05/2015 – 11:37
Perseo, Aiello ottiene il rito abbreviato

CATANZARO Rito abbreviato per il senatore di Ncd Pietro Aiello. Lo ha concesso questa mattina il gup di Catanzaro nel corso dell’udienza preliminare che vede indagati Aiello e l’avvocato di Lamezia Terme Giovanni Scaramuzzino. L’accusa che la Dda di Catanzaro contesta al senatore è quella di corruzione elettorale perché durante le indagini dell’operazione Perseo, condotta dalla Dda di Catanzaro a luglio 2013 e diretta contro il clan Giampà, il parlamentare, tramite l’avvocato Scaramuzzino, avrebbe chiesto e ottenuto l’aiuto della cosca lametina per “inquinare” le elezioni regionali del 2010. La posizione dell’avvocato Scaramuzzino, che segue il rito ordinario, verrà discussa il prossimo 16 giugno.
In quella data si deciderà anche dell’abbreviato del senatore di Ncd.
Durante le regionali del 2010, Aiello, che all’epoca militava nel Pdl, risultò il sesto degli eletti totalizzando oltre 10mila voti.
Ad accusare il senatore sono le dichiarazioni di due collaboratori di giustizia, Giuseppe Giampà, reggente dell’omonima cosca, e Saverio Cappello. Stando alle testimonianze rese dai pentiti al sostituto procuratore della Dda Elio Romano, l’incontro tra Aiello e Giuseppe Giampà sarebbe avvenuto nello studio dell’avvocato Scaramuzzino. In cambio del sostegno elettorale dei Giampà l’ex consigliere regionale si sarebbe dovuto mettere «a disposizione» della cosca favorendola nell’affidamento degli appalti e la fornitura di materiale.
Nell’ambito dell’operazione Perseo il pm Elio Romano aveva chiesto l’arresto del parlamentare per voto di scambio. Richiesta respinta dal gip e motivata dal fatto che «non c’è prova che Aiello sia stato effettivamente consapevole di partecipare ad una riunione con importanti esponenti di vertice di una delle più pericolose organizzazioni di ‘ndrangheta calabrese». Contro l’arresto del senatore si pronunciò anche il Tribunale della Libertà. In seguito il pm Romano ricorse in Cassazione e la Suprema Corte annullò la decisione del Riesame disponendo una nuova pronuncia. Ma anche nel secondo caso il Tdl si dichiarò contrario all’arresto di Aiello. Sarà ora compito del gup giudicare la condotta del senatore, che in questo procedimento è difeso dall’avvocato Nunzio Raimondi.

Alessia Truzzolillo

redazione@corrierecal.it

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