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"Vulpes", i nuovi equilibri del clan Lanzino

COSENZA I nuovi equilibri del clan Lanzino sono stati al centro dell’udienza di questa mattina del processo “Vulpes”, che si è svolto nel Tribunale di Cosenza. Il procedimento è scaturito da un’ope…

Pubblicato il: 09/06/2015 – 14:09
"Vulpes", i nuovi equilibri del clan Lanzino

COSENZA I nuovi equilibri del clan Lanzino sono stati al centro dell’udienza di questa mattina del processo “Vulpes”, che si è svolto nel Tribunale di Cosenza. Il procedimento è scaturito da un’operazione della Dda di Catanzaro che ha fatto luce su un una serie di estorsioni commesse ai danni di imprenditori e commercianti rendesi, in cui sarebbero coinvolti presunti esponenti della cosca del Cosentino. Sul banco degli imputati ci sono Francesco Patitucci e Simone Ferrise, gli unici che hanno scelto il rito ordinario. Le altre persone, finite nell’inchiesta, sono state già giudicate in abbreviato. Patitucci era collegato in videoconferenza dall’Aquila assieme al suo avvocato Luigi Gullo che lo difende con il collega Marcello Manna. Il collegio, presieduto dal giudice Enrico Di Dedda, ha ammesso alcune richieste di prova avanzate dalle difese. Poi è stato ascoltato come testimone il maresciallo Carmelo Evoli, della sezione Anticrimine di Catanzaro che all’epoca fece le indagini. In particolare – come ha precisato in udienza – si è occupato della trascrizione di alcune intercettazioni. Il teste ha precisato che le attività di indagine sono partite dall’estorsione subìta da un imprenditore del Cosentino, i cui riscontri sarebbero poi emersi dalle attività investigative e dalle intercettazioni. Rispondendo alle domande del pubblico ministero Pierpaolo Bruni, Evoli ha specificato il ruolo avuto da Umberto Di Puppo (imputato nel procedimento e giudicato con il rito abbreviato) all’interno del clan dopo l’arresto di presunti esponenti finiti nel blitz “Terminator IV”. Ha precisato anche il ruolo di Francesco Patitucci ritenuto – ha detto – storico sodale della cosca Lanzino, che poi diventa reggente dopo l’arresto di Ettore Lanzino. I particolari riferiti – ha detto il maresciallo Evoli rispondendo alle domande dell’avvocato Cesare Badolato (che difende Ferrise) – si riferiscono alle attività di intercettazione da lui compiute. Ma non ha mai fatto perquisizioni a casa di Ferrise. Il processo è stato aggiornato al prossimo 9 luglio.

 

Mirella Molinaro

m.molinaro@corrierecal.it

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