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Il governo "risarcisce" il "re dei videopoker"

REGGIO CALABRIA Il governo italiano lo ammette: con Renata Danila Gatto, moglie di Gioacchino Campolo, ha sbagliato provocando danni morali e materiali, che si dice pronto a risarcire con quattromi…

Pubblicato il: 19/06/2015 – 19:07
Il governo "risarcisce" il "re dei videopoker"

REGGIO CALABRIA Il governo italiano lo ammette: con Renata Danila Gatto, moglie di Gioacchino Campolo, ha sbagliato provocando danni morali e materiali, che si dice pronto a risarcire con quattromila euro. È una capitolazione su tutta la linea quella delle istituzioni italiane di fronte alla Corte europea dei diritti dell’uomo, cui si è rivolta il “re dei videopoker” lamentando non solo l’impossibilità di fare colloqui con il marito, ma anche la mancanza di un organo giurisdizionale cui ricorrere.

Questioni che la Corte europea ha valutato molto seriamente, tanto da invitare il governo italiano non solo a controreplicare, ma anche a colmare – e in fretta – un vuoto giuridico, pena l’apertura di una procedura di infrazione. Allo stato, la legge italiana, non prevede che il detenuto o i suoi familiari, che si vedano negato il diritto al colloquio con i congiunti dal pubblico ministero, possano ricorrere a una autorità che verifichi la correttezza della decisione assunta dall’organo inquirente.

Un buco legislativo riconosciuto – dopo ripetuti richiami per il ritardo con cui ha fatto pervenire le proprie osservazioni – dal governo italiano, che tramite la Corte europea ha fatto pervenire al legale dei Campolo, l’avvocato Giovanni De Stefano, una proposta di indennizzo di quattromila euro per danni morali e materiali al fine di evitare la condanna, che si prevede scontata, al risarcimento dei danni.

«Al fine di un componimento amichevole della questione» – si legge nella proposta fatta ai Campolo – si propone un pagamento di quattromila euro da pagare nel giro di tre mesi a partire dalla notifica dell’eliminazione della causa dal ruolo di quelle pendenti presso la Corte europea. Un’offerta che superava di gran lunga quella meramente simbolica di un euro reclamata nel presentare ricorso – fa sapere l’avvocato De Stefano – e che i Campolo hanno intenzione di rispedire al mittente. Alla base dell’iniziativa, fa sapere il legale, non ci sarebbe infatti alcun desiderio di compensazione economica dei danni subiti, quanto la volontà di denunciare una prassi assolutamente iniqua e obbligare lo Stato Italiano a predisporre una legge che contempli un rimedio giurisdizionale a una decisione, al momento indiscutibile e inappellabile.

 

Alessia Candito

a.candito@corrierecal.it

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