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Piano rifiuti tra inciampi e promesse

COSENZA C’è la raccolta differenziata da spingere. Ci sono gli impianti già esistenti da rimettere in sesto e tre nuove strutture da creare (nelle province di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria)….

Pubblicato il: 22/06/2015 – 10:55
Piano rifiuti tra inciampi e promesse

COSENZA C’è la raccolta differenziata da spingere. Ci sono gli impianti già esistenti da rimettere in sesto e tre nuove strutture da creare (nelle province di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria). E c’è anche la vecchia idea che si ripropone: quella di concordare una quota di rifiuti da trasportare fuori regione. Il Piano rifiuti ancora non c’è, ma si può tracciare una road map, che il dipartimento Ambiente spera di concludere entro la fine di luglio (e non a giugno, come ci si augurava all’inizio del percorso).

 

«IL PIANO ENTRO FINE LUGLIO»

I tempi, innanzitutto. Sono due i profili a confronto: il primo è quello dettato da un sistema che ha bisogno di interventi, il secondo è quello burocratico-amministrativo. Partiamo da qui. Il Piano rifiuti avrebbe dovuto essere oggetto di una seduta del consiglio regionale. Convocata e successivamente annullata. È un passo indietro, sul piano della tempistica. Dalla discussione in assemblea, si è passati a un’audizione del direttore generale del dipartimento Ambiente, Domenico Pallaria. Sarebbe dovuta avvenire domani, per discutere dello stato dei lavori sul Piano rifiuti, ma è stata sconvocata nel pomeriggio. Un altro slittamento che fa cambiare la prospettiva. In un primo tempo si sperava nell’approvazione del documento entro la fine di giugno. Ora il governatore, negli incontri con imprenditori e sindaci, propone un diverso orizzonte temporale: «Speriamo di approvare il nuovo Piano dei rifiuti entro la fine di luglio, per la chiusura delle attività del consiglio regionale». A partire dall’ok al documento, Oliverio spiega che serviranno «circa due anni» per costruire il nuovo sistema. E in questi due anni – chiede agli imprenditori – «è assolutamente indispensabile non far scattare l’emergenza, che – usa una metafora un po’ macabra ma efficace – è come la mano del morto che trascina con sé il vivo».

 

L’INEVITABILE TOLLERANZA ZERO
Una volta partita, la “new wave” del sistema dei rifiuti punterà tutto sulla raccolta differenziata. Con premialità spinte e penalità altrettanto spinte per i Comuni inadempienti. «La situazione del bilancio della Regione è disastrosa – ripete Oliverio negli incontri –, né saremo capaci di anticipare somme sine die ai Comuni. Farei volentieri una legge per lenire le difficoltà dei sindaci, ma il bilancio è quello che è e non ci sono spazi per clemenze». Traduzione: i servizi si pagano e per chi non lo farà scatteranno piani di rientro lacrime e sangue. Una tolleranza zero indotta dalle ristrettezze in cui si trova costretta la Regione.

 

OTTANTA MILIONI DI MULTE AMBIENTALI
Non aiuta il bilancio neppure il conto salatissimo che la Regione paga per le procedure d’infrazione europee. Siti non bonificati e depuratori inefficaci costano 80 milioni di euro all’anno. E sono soldi che l’Unione europea decurta dagli stanziamenti riservati alla Calabria. «Ed è soltanto quello che paghiamo per gli accertamenti fino al 31 dicembre 2013. Non c’è neanche il 2014 in questo calcolo. Dobbiamo disinnescare questa mina che sottrae risorse alla regione». Ogni discarica non bonificata costa circa 200mila euro. Un prezzo che nessuna Regione potrebbe permettersi, figuriamoci la Calabria.

 

Pablo Petrasso

p.petrasso@corrierecal.it

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