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Processo a Tallini, la dirigente: «Avevo proposto di revocare gli incarichi»

CATANZARO Secondo la dirigente regionale Rosalia Marasco, la delibera adottata dalla giunta regionale a novembre 2011 – con la quale si prorogava il contratto di due persone con incarichi esterni e…

Pubblicato il: 21/01/2016 – 18:15
Processo a Tallini, la dirigente: «Avevo proposto di revocare gli incarichi»

CATANZARO Secondo la dirigente regionale Rosalia Marasco, la delibera adottata dalla giunta regionale a novembre 2011 – con la quale si prorogava il contratto di due persone con incarichi esterni e dirigenziali presso la Regione Calabria – andava revocata. Per questo Marasco propose di disdire la decisione della giunta di prorogare gli incarichi di Valeria Fedele e Giorgio Margiotta, rispettivamente dirigente del settore Sviluppo risorse umane e dirigente del settore Sistema informativo territoriale. La vicenda – che ha portato al rinvio a giudizio per abuso d’ufficio dell’ex assessore al Personale, Domenico Tallini – è stata ripercorsa giovedì in aula dalla stessa Rosalia Marasco, convocata come teste dell’accusa. L’ex assessore al Personale, Domenico Tallini, è accusato di abuso d’ufficio in relazione alla mancata revoca in autotutela di una delibera per la prosecuzione degli incarichi dei due dirigenti. Non è chiaro, secondo i ricordi della teste, se la proposta di revoca sia mai arrivata in giunta. Quello che la teste ha sostenuto in udienza è che Tallini era certamente a conoscenza della proposta e, ha inoltre dichiarato Marasco: «Mi pare di avere mandato la proposta anche alla segreteria di giunta». 
Tra la dirigente e l’ex assessore al Personale vi fu, sull’argomento, anche uno scambio di comunicazioni scritte. Rosalia Marasco ha affermato di avere spiegato nella sua lettera il perché della proposta di revoca e di avere ricevuto riposta dall’ex assessore. Una risposta che la dirigente non ricorda nei particolari ma che rifletteva il fatto che i due non fossero sulla stessa lunghezza d’onda.
Nel corso del controesame condotto dagli avvocati della difesa, Enzo Ioppoli e Francesco Scalzi, è emerso come non sia obbligo della giunta seguire le proposte dei dirigenti. «La giunta si autodetermina – ha detto Marasco –. Il dirigente deve fare da tramite tra la struttura amministrativa e politica. Avevamo dei diversi punti di vista sul caso degli incarichi».
La vicenda nasce da una serie di incarichi esterni conferiti dalla Regione ad alcuni dirigenti. Per alcuni l’incarico durava un anno e per altri un massimo di tre anni. Per Margiotta e Fedele la durata era di un anno, al termine del quale i due minacciarono di rivolgersi all’autorità giudiziaria se il contratto non fosse stato prorogato. A questo punto la giunta regionale si rivolse al comitato di consulenza giuridica e il 2 novembre 2011, con delibera 467, prese atto del parere del comitato di consulenza e prorogò l’incarico. Una decisione che incontrò il parere negativo di alcuni dirigenti, tra i quali Rosalia Marasco. Un parere che, è stato ribadito in aula, non era vincolante per l’organo di governo regionale. Rosalia Marasco ha, inoltre, affermato di non avere ricevuto pressioni o richieste da parte di Domenico Tallini in merito alla posizione di Margiotta e Fedele. Il prossimo 14 giugno verranno sentiti nuovi testi dell’accusa. Tutti componenti dell’ex giunta Scopelliti, compreso l’ex governatore, oggi assente, e in più Stasi, Zoccali, Bianco e Stillitani.

Alessia Truzzolillo
a.truzzolillo@corrierecal.it

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