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Processo Naccari, la testimonianza di Nardi

REGGIO CALABRIA Torna in aula il processo sul concorso per due posti di dirigente medico presso il reparto di dermatologia degli Ospedali Riuniti, che vede tra gli imputati l’ex consigliere re…

Pubblicato il: 21/01/2016 – 21:15
Processo Naccari, la testimonianza di Nardi

REGGIO CALABRIA Torna in aula il processo sul concorso per due posti di dirigente medico presso il reparto di dermatologia degli Ospedali Riuniti, che vede tra gli imputati l’ex consigliere regionale Demetrio Naccari e la moglie, la dottoressa Valeria Falcomatà, come i dirigenti dell’Azienda sanitaria, Domenico Mannino e Paolo Vazzana, i commissari di gara Giuseppe Crisalli e Giuseppa Caserta.
Esaurita la rinnovazione degli atti – ancora parziale a causa del mancato deposito di alcune trascrizione – è toccato all’ex primario di Oncologia Mario Nardi salire sul banco dei testimoni. Per l’accusa, si tratta di uno dei principali testimoni a riscontro della denuncia della parte civile, la facente funzioni di Dermatologia Mariolina Arcidiaco, che per prima ha puntato il dito contro la collega Falcomatà e il marito Demetrio Naccari Carlizzi, accusandoli di aver tentato di drogare il concorso per l’assunzione di due dermatologi ai Riuniti. Ma il rischio – quantomeno considerato dal presidente del Tribunale – è che la sua credibilità sia inficiata dal rapporto personale con la Arcidiaco. Per sua stessa ammissione, Nardi è il compagno della dottoressa ed è tanto legato a lei da poter vivere in un’abitazione di sua proprietà a Lazzaro senza dover pagare un affitto. Se la legge per le unioni civili fosse già stata approvata, sarebbe in tutto e per tutto un rapporto da congiunti –  e Nardi probabilmente non potrebbe neanche deporre – ma allo stato la sua testimonianza può essere ammessa. L’ex primario di Oncologia è cristallino. Si è interessato alla complessa vicenda del doppio concorso in Dermatologia – uno per aiuto, uno per primario – per via del legame con la Arcidiaco, a suo dire vittima di una vera e propria combine che avrebbe dovuto regalare alla Falcomatà un posto da aiuto e a Vincenzo Schirripa, medico reggino da lungo tempo primario a Locri, quello di primario. «Quando la dottoressa Arcidiaco mi ha detto che, secondo alcune voci che circolavano in ospedale, il concorso da aiuto sarebbe stato fatto prima di quello per primario – dice Nardi – le ho detto “sei fregata”». E prima ancora che il concorso da aiuto di svolgesse, spiega l’ex primario, ricordando una conversazione con l’allora direttore sanitario Vincenzo Trapani Lombardo, «io ero pronto a scommettere di essere in grado di sapere chi sarebbero stati i vincitori: De Caridi e Falcomatà. Mi sembrava una deduzione logica, per la forza politica che aveva il marito, Naccari». Una manovra che  avrebbe coinvolto anche ex dirigenti aziendali, come Mannino che Nardi – stando a quanto riferisce al tribunale – avrebbe casualmente incontrato in treno. In quell’occasione i due avrebbero parlato del concorso, all’epoca in pieno svolgimento. «Fra le chiacchiere lui mi disse che De Caridi era andato da lui, chiedendogli di essere accompagnato da Naccari al quale ha chiesto di far risultare in graduatoria prima lui e poi Falcomatà. A quel punto io ho detto – riferisce all’aula – che io ero a conoscenza della denuncia della dottoressa Arcidiaco e che per me era sostenuta da prove solide. Lui ha avuto un moto di stizza e ha detto “Anche io posso aprire i miei cassetti”».
Una conversazione che l’interlocutore interessato, il dottore Vincenzo Mannino, non ha mai confermato, anzi ha sempre radicalmente smentito. Ma – infine – sarà il collegio a dover valutare il valore probatorio dell’episodio riferito, come a rilevanza della testimonianza di Nardi nel sostenere le accuse alla base del procedimento. 

a. c.

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