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Magorno: il mio compito è allargare il centrosinistra

ROMA Per Ernesto Magorno, e questa non è certo una novità, il bicchiere è sempre mezzo pieno e spiega perché: «In un quadro globale molto complicato e teso, il Pd sta dimostrando di essere, come ha…

Pubblicato il: 25/01/2016 – 16:41
Magorno: il mio compito è allargare il centrosinistra

ROMA Per Ernesto Magorno, e questa non è certo una novità, il bicchiere è sempre mezzo pieno e spiega perché: «In un quadro globale molto complicato e teso, il Pd sta dimostrando di essere, come ha ribadito Matteo Renzi nell’ultima direzione nazionale del Pd, l’anima della rivoluzione italiana e contemporaneamente la colonna della sinistra europea». Giura che non gli fa velo essere un «renziano della prima ora» e che se parla così bene del governo è solo sulla scorta di fatti oggettivi: «Le principali riforme fatte dal governo, dal Jobs Act alla Pubblica amministrazione, dalla scuola alla Costituzione, dimostrano che “l’Italia sta tornando”».
Inutile insistere, meglio spostarsi sul fronte calabrese. 
Qui converrà che le cose vanno diversamente, i risultati non sono quelli che si auspicava fossero…
«E lei converrà che solo adesso cominciano a dare frutti gli strumenti messi in campo. Faccio un esempio, la nuova legge di Stabilità punta su crescita e sviluppo dando un ulteriore segno di sensibilità nei confronti del Sud e quindi della Calabria. Il governo nazionale, anche grazie al contributo della deputazione parlamentare calabrese del Pd, si è mosso in modo concreto, anzitutto con la legge di Stabilità che non guarda più al Mezzogiorno e alla Calabria come territori da assistere: mi riferisco agli lsu-lpu, ai forestali, ai fondi per l’agricoltura, per le piccole imprese con gli sgravi fiscali. Poi, c’è il Masterplan, che prevede alcuni punti per lo sviluppo, come il porto di Gioia Tauro, le dighe, la lotta al dissesto idrogeologico, la bonifica ambientale a partire dal sito di Crotone».
Quelle che lei elenca sono, appunto, opportunità, ma non è detto che il sistema politico calabrese, in testa la Regione Calabria, saprà coglierle e sfruttarle appieno… 
«Vanno rafforzati e rinsaldati i legami di questa comunità con le energie più vive, con l’innovazione, con la riconquista di diritti fondamentali, come quello alla salute, all’istruzione, alla mobilità. Non è possibile vedere stazioni ferroviarie soppresse, uffici postali chiusi, servizi essenziali drasticamente ridimensionati. Non è semplicemente una questione di risorse ma di lavorare per scrivere un nuovo codice legato alla parola “pubblico”».
Un momento, non mischi le cose, quando dice «energie più vive» pensa a nuove alleanze politiche?
«Il vero punto è la capacità del Pd di risollevare le sorti della Calabria. Le elezioni regionali sono state la base di partenza, ora ci aspettano le amministrative in città importanti come Cosenza, Crotone e Rossano. E se noi riusciamo a mettere in moto un meccanismo di liste e di grandi coalizioni potremmo ottenere un grande risultato per la nostra regione».
Prove sperimentali di “Partito della Nazione” in salsa calabra?
«Ho sempre parlato di un partito inclusivo formato da federazioni e circoli aperti e rivolti alla società circostante, non luoghi chiusi e impermeabili ai mutamenti…».
Non esageriamo, tutto si può dire del Pd calabrese ma non che sia un club esclusivo, ci sono momenti in cui avete imbarcato di tutto e di più…
«Accetto la provocazione ma chiariamo subito che in passato magari si è andati a una gestione diretta e personalistica dei rapporti politici, io qui parlo di un percorso diverso fatto di un confronto tra partiti e movimenti, compiuto con chiarezza e trasparenza, ancorato a un programma pieno di sfide che proprio per la loro complessità chiedono un quadro di riferimento politico allargato».
Da come ne parla pare abbia già degli esempi concreti ai quali fa riferimento…
«E perché no! Penso a quanti si riconoscono nel lungo percorso politico di Agazio Loiero oppure, per essere più contemporanei, a chi ha seguito Sebastiano Barbanti nel suo tentativo di attualizzare un’offerta politica che interessi le nuove generazioni».
Se invoca una sorta di governo regionale di salute pubblica e un allargamento degli orizzonti del Pd vuol dire che quello attuale da solo non la regge…
«Dico un’altra cosa: la difficile situazione calabrese che, nonostante gli sforzi messi in campo dal presidente della giunta regionale Mario Oliverio, deve ancora fare i conti con i disagi e le criticità ereditate dalla disastrosa gestione del centrodestra in tutti i settori, può essere affrontata con uno sforzo comune delle forze politiche sane e democratiche».
Non trova che sono le stesse considerazioni fatte dal senatore Tonino Gentile che con il Nuovo centrodestra si ritrova a governare con il Pd a Roma e all’opposizione in Calabria?
«Io non personalizzerei la cosa. Il Nuovo centrodestra in Calabria rappresenta una pluralità di esperienze ed è radicato e strutturato al punto da essere più forte che altrove. Eppoi il mio ragionamento non va solo in quella direzione ma è ben più vasto…».
In che senso?
«Nel senso che vanno recuperate forze storicamente alleate del centrosinistra e che ultimamente vedo meno coinvolte nella nostra azione di crescita sui territori».

Paolo Pollichieni
direttore@corrierecal.it

 

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