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Il parroco non è omofobo. E Facebook lo espelle

COSENZA Essere segnalato (e poi bloccato) sui social network per aver commentato la legge Cirinnà e, poi, gli striscioni omofobi esposti da una parte degli ultrà del Catanzaro nel corso del derby c…

Pubblicato il: 18/02/2016 – 21:53
Il parroco non è omofobo. E Facebook lo espelle

COSENZA Essere segnalato (e poi bloccato) sui social network per aver commentato la legge Cirinnà e, poi, gli striscioni omofobi esposti da una parte degli ultrà del Catanzaro nel corso del derby con il Cosenza. Ne capitano di cose strane, su Facebook. Questa è successa a don Tommaso Scicchitano, il parroco di Donnici che ha scoperto, suo malgrado, di essere stato “esiliato” da una delle piazze virtuali che frequenta (sull’altra, twitter, è ancora presente) perché forse a qualcuno, denuncia in un video che circola dalla sera di giovedì su YouTube, «sembra strano che un prete non sia omofobo». Don Tommaso, non appena si è sparsa la voce della “sanzione”, è stato travolto da un’ondata di solidarietà virtuale e reale. Molti amici si sono offerti di ospitarlo sulle proprie bacheche e per lui sono arrivate parole di sostegno da Libera e dall’Anpi, che con il parroco hanno percorso una strada fatta d’impegno sociale accanto alle vittime della ‘ndrangheta e a chi chiede diritti. Tutto è nato da un post scherzoso, nel quale don Tommaso spiegava che avrebbe reso più veloce la messa domenicale del 14 febbraio per consentire a tutti la partecipazione all’attesa partita. Un sito animato dai supporter del Catanzaro se l’era presa e il religioso aveva risposto chiedendo loro di prendere altrettanto sul serio gli striscioni offensivi. Poi l’escalation, fino al cartellino rosso. Don Tommaso, in passato, era finito nel mirino anche per aver sostenuto le battaglie ambientaliste del Comitato che, a Donnici, si batte contro la realizzazione di un impianto di smaltimento dei rifiuti. Adesso l’aggravante: non è omofobo. Davvero imperdonabile.

Pablo Petrasso
p.petrasso@corrierecal.it

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