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Zadotti e la “nuova vita” dello Sporting Locri

LOCRI «Quando non c’era più nessuno a cui chiedere, il sindaco di Locri ha chiamato me. Io qui ho messo in piedi un call center che dà lavoro a centinaia di famiglie». A parlare è Vittorio Zadotti,…

Pubblicato il: 20/02/2016 – 10:20
Zadotti e la “nuova vita” dello Sporting Locri

LOCRI «Quando non c’era più nessuno a cui chiedere, il sindaco di Locri ha chiamato me. Io qui ho messo in piedi un call center che dà lavoro a centinaia di famiglie». A parlare è Vittorio Zadotti, imprenditore romano di nascita, ma calabrese d’origine, con interessi sparsi fra la Lombardia, la capitale e Locri che spaziano dalla consulenza alle costruzioni. Zadotti spiega come mai si è trovato a capo della cordata che da un mese porta avanti lo Sporting Locri, squadra di calcio a 5 femminile balzata agli onori delle cronache dopo una serie di misteriose minacce che hanno convinto l’ex presidente Ferdinando Armeni – e con lui il resto della dirigenza – a lasciare.
A oltre un mese dai fatti, non è dato sapere chi abbia minacciato Armeni e le ragazze dello Sporting. Di certo c’è che lo spauracchio ‘ndrangheta agitato nelle prime ore e che ha portato la piccola società al centro di attenzioni e trasferte nazionali, si è sciolto come neve al sole. Il fascicolo sulla questione è rimasto alla procura di Locri, che non si occupa di inchieste di mafia, e sulla squadra è calato il silenzio. Nel frattempo però il club ha cambiato dirigenza e chi oggi ha promesso di portarla a fine campionato ha operato una piccola rivoluzione interna. Il vecchio ct Willy Lapuente è stato congedato. «Avevamo necessità di rifondare la squadra, bonificandola dai conflitti di interesse, l’allenatore era anche procuratore di alcune giocatrici», spiega Zadotti. «Sono un imprenditore, devo seguire il mio metodo. La vecchia dirigenza ha fatto un miracolo, ma probabilmente l’aria d’alta quota in classifica ha fatto perdere loro l’orientamento». Passi più lunghi della gamba per una società a gestione familiare espressione di una realtà di provincia? Il nuovo presidente non scende in dettagli, anche se è probabile che non abbia poi tanto gradito gli oneri dei contratti firmati dall’ex presidente, protagonista di una campagna acquisti degna di un Moratti della Locride. Per il futuro Zadotti promette una squadra «da rifondare per portarla a misura della realtà calabrese a cui appartiene». Dunque niente ingaggi esosi. «Le ragazze che non sono di qui non hanno ingaggi favolosi, ma devono mangiare, devono dormire».
Il nuovo metodo della gestione passa per la valorizzazione del vivaio, le giovanili del Locri da trasformare «in una vera under 23». Una rivoluzione per Zadotti che afferma: «Di calcio non mi sono mai occupato. Con la mia azienda, la Lombarda costruzioni, facciamo una sponsorizzazione tecnica del Pavia calcio. Per il resto, ho sempre preferito gli sport individuali».
In realtà Zadotti con il calcio ha già avuto a che fare, quanto meno dal punto di vista amministrativo. Quando il fratello Francesco è diventato presidente della Ternana calcio, a Vittorio è toccato controllarne l’operato da componente del collegio sindacale. «Lo Zadotti della Ternana è mio fratello», conferma. «Ha preso in mano la dirigenza del club umbro per dirimere una questione fra clienti e anche così è riuscito a portare a casa una promozione e due salvezze». In realtà, il fratello Francesco, divenuto presidente quando il proprietario Edoardo Longarini e il suo commercialista Angelo Deodati, al tempo presidente della Ternana, sono finiti ai ferri corti.
La carica ha procurato a Francesco Zadotti un coinvolgimento nell’inchiesta “Fuorigioco”. I pm napoletani gli contestano l’operazione di trasferimento che ha portato in rossoverde l’attaccante Domenico Danti, passato dal Vicenza alla Ternana il 3 gennaio 2012, l’anno della vittoria del campionato di Prima divisione. Ma anche le vicende giudiziarie personali dell’ormai ex presidente Zadotti, finito ai domiciliari per una truffa legata alla gestione dei rifiuti a Viterbo, hanno influito sulla squadra. L’arresto è stato poi annullato, ma il patron Longarini, finito nelle maglie di Tangentopoli ma assegnatario di commesse pubbliche milionarie, ha preferito sostituire Zadotti senior.
A queste vicende Zadotti junior ha assistito da spettatore e non ne fa cenno, concentrato sull’avvenire aziendale dello Sporting. Nella gestione del club Zadotti punta a coinvolgere la Call&Call, la Formamentis, la Ristorart e la Stocco&Stocco del vicepresidente del consiglio regionale calabrese Francesco D’Agostino. «I nomi ci sono, anche perché le eccellenze calabresi sono note. La mia idea è chiedere un finanziamento. L’argent de poche che utilizzano nel weekend ci permetterebbe di fare il campionato sereni».

Alessia Candito
a.candito@corrierecal.it

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