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Il Pd cosentino e quelle candidature a rischio

Allo scopo di «fare grande Cosenza» il Partito democratico pare proprio deciso a continuare nelle candidature pericolose. Così, proprio nel giorno in cui il suo leader nazionale, Matteo Renzi, con …

Pubblicato il: 09/05/2016 – 15:37
Il Pd cosentino e quelle candidature a rischio

Allo scopo di «fare grande Cosenza» il Partito democratico pare proprio deciso a continuare nelle candidature pericolose. Così, proprio nel giorno in cui il suo leader nazionale, Matteo Renzi, con grande coraggio e con la determinazione di agire conseguentemente, richiama tutti e ammette: «Nel Pd abbiamo una questione morale», a Cosenza proprio la lista ufficiale del Pd apre le porte a candidature destinate a far discutere per i prossimi anni.
Sarà per questo che nessuno oggi è disposto a prendersi la responsabilità della lista ufficiale del Pd alle comunali di Cosenza, il cerino passa velocemente dalle dita dei maggiorenti, vedremo chi se le brucerà nel gran finale.
E non si venga poi ad invocare il «diritto di non sapere», come accaduto in queste settimane. È una disperata ipocrisia destinata a franare. Ben due parlamentari del Pd calabrese (entrambi cosentini) siedono in commissione Antimafia. La presidente di tale commissione è eletta proprio in Calabria. Non paghi hanno anche insediato una commissione regionale Antimafia che è presieduta da altro esponente del Pd. Autorevole esponente del Pd calabrese è anche l’autorità deputata alla sicurezza nazionale, che, se e quando richiesta, non si è mai sottratta nel fornire indicazioni utili ad evitare passi falsi.
Possibile che davanti a questa batteria di potere, anche conoscitivo, i vertici del Pd calabrese e cosentino non sappiano quello che anche il più distratto cittadino di Cosenza sa? Sanno tutto e lo sanno benissimo ma stravolti dalla sindrome del Marchese del Grillo («Perchè io so io e voi non siete un …») .
E tutto si trasferisce, anche questa volta, sul piano giudiziario.
Su quello politico residua solo un dubbio: si tratta di forzature fatte per il disperato bisogno di rafforzare la candidatura a sindaco di Carletto Guccione? Oppure l’esatto contrario: farlo convivere già alla partenza con il peggiore dei peccati originali?
p.s. Per cortesia non rompete più le scatole a Bruno Vespa: lui il figlio di Toto Riina lo ha solo intervistato…

direttore@corrierecal.it

 

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