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Graziano: non sono un renziano

Chi mi conosce sa che non sono avvezzo a polemiche, né tantomeno mi piacciono i tackle in scivolata sulla stampa. Il cui ruolo è essenziale nella vita della democrazia. Certo, però, questa volta, mi…

Pubblicato il: 17/05/2016 – 14:32
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Graziano: non sono un renziano

Chi mi conosce sa che non sono avvezzo a polemiche, né tantomeno mi piacciono i tackle in scivolata sulla stampa. Il cui ruolo è essenziale nella vita della democrazia. Certo, però, questa volta, mi corre l’obbligo di fare alcune considerazioni in merito al gossip politico che nelle ultime ore si è fatto, attorno al mio nome, su uno dei più importanti organi di informazione regionali.
È vero, ieri a Cosenza ho visto e salutato alcuni amici, tra cui Ennio Morrone, ad un incontro conviviale, non certamente una cena politica organizzata da Giacomo Mancini, alla quale ha partecipato anche il leader di Ala, Denis Verdini. Dove sta lo scandalo? Non ero seduto a quella tavola. Eppure un gesto di sincera cortesia, animato da spirito amichevole, ha dato adito a quanto scritto da Bellantoni nell’articolo dal titolo “L’Uomo della Nazione” apparso stamani sulle pagine web del Corriere della Calabria.
I fatti, però, stanno in tutt’altra maniera. E li spiegherò, brevemente, di seguito. Premetto che la mia carica di coordinatore provinciale di Forza Italia e quella di componente della consulta nazionale sulla sicurezza di Fi sono integre. Primo mito sfatato.
Sulle azioni “forziste” in Calabria mi confronto quotidianamente con i vertici del partito, che sono a conoscenza di quello che avviene all’interno di Fi. E a proposito, vorrei capire poi quali siano le incongruenze ironicamente stigmatizzate da Bellantoni! Basterebbe questo per riportare il dibattito politico in una dialettica chiara e cristallina. Sono stato eletto consigliere regionale con la lista della Casa delle Libertà, ufficialmente riconosciuta dalla segreteria nazionale di Forza Italia, e ne sono tuttora, legittimamente e coerentemente esponente in seno all’assemblea. Secondo mito sfatato.
Sono stato eletto segretario questore del consiglio regionale, in quota minoranza (dove tuttora siedo convintamente), con undici voti dell’opposizione e sette della maggioranza. Neri è stato eletto con solo voti della maggioranza. Terzo mito sfatato.
Sorrido nel vedermi associato al renzismo. Basta leggere tutti i miei comunicati stampa per rendersi conto di come stanno i fatti e quali sono le posizioni. Peccato, però, che le note che a cadenza periodica vengono diramate dal mio ufficio stampa sono (quasi) puntualmente cestinate dalla redazione del Corriere della Calabria. Quarto mito sfatato.
Il 27 Dicembre scorso ho avviato un nuovo percorso politico-culturale nazionale con il movimento Il Coraggio di Cambiare l’Italia (acronimo CCI). È un movimento, innanzitutto di idee e concetti forti, e non vedo lo scandalo se a guardare con interesse a questo soggetto civico nazionale siano anche forze politiche con le quali non condivido il mio percorso istituzionale. Dove sta lo scandalo? Spesso e a più riprese, nel corso della mia esperienza da consigliere regionale, ho detto che in questo particolare momento storico, di crisi economica e sociale, che ha messo a dura prova le famiglie italiane e particolarmente quelle calabresi, chi si appresta a governare i territori deve avere il coraggio e la capacità di saper uscire dagli schemi del partitismo duro e puro, guardando al civismo. Credo, infatti, – e con me tanta gente – che oggi avere la pretesa di risolvere i problemi di una nazione piuttosto che di una regione come la Calabria, adottando i soli schemi ideologici, sia un’azione poco lungimirante. Del resto il fallimento di 40 anni di regionalismo, della Prima e della Seconda Repubblica arrivano proprio da questo modo di concepire la politica: inquadrata nel rosso, nel bianco o nel nero a seconda di come spira il vento. Al contrario, penso che per governare servano idee, programmi e concetti forti. E se questi trovano un’ampia convergenza politica, “trasversale” (per dirla come Bellantoni), vuol dire che è possibile coltivare una speranza concreta di cambiamento rispetto all’approssimazione perdurante e alla mancanza di prospettive all’interno della cosa pubblica. Quinto mito sfatato.  
Non ho mai fatto alleanze lobbyste e di palazzo. Né mai ne farò! A questi, preferisco più trasparenti, democratici e positivi patti programmatici fatti alla luce del sole. Come quelli che, in pieno accordo con la segreteria nazionale e regionale di Forza Italia, abbiamo sottoscritto con il Partito democratico e con le liste civiche in vista delle amministrative del 5 Giugno prossimo. In tutti i Comuni dove abbiamo riscontrato una convergenza di idee e proposte fattibili per risollevare e/o rilanciare le sorti delle comunità non ci siamo tirati indietro. Soprattutto a Rossano dove il candidato a sindaco Stefano Mascaro, socio fondatore del Cci, persona notoriamente di elevate qualità morali e capace, saprà fare il bene della Città.  Anche in questo, non trovo alcuno scandalo. Anzi, c’è un forte senso di responsabilità che – e con questo sfatiamo il sesto ed ultimo mito – non si tramuta affatto in quell’“accordone” politico regionale tra una parte dell’opposizione e la maggioranza di governo. È un’assurdità che non ha alcun fondamento. E’ sotto gli occhi di tutti, invece, la mia azione in consiglio regionale e di come mi sono opposto ai diversi provvedimenti che a mio avviso non si trovano assolutamente in linea con le esigenze della regione, primi tra tutti quelli riguardanti la gestione del comparto regionale rifiuti e il piano della mobilità calabrese. Unico forse in tutta la minoranza.

Ecco spiegata, in modo chiaro e trasparente, la mia posizione. La posizione di un uomo dello Stato che, quotidianamente, si confronta con i cittadini, sta tra la gente percependone esigenze e tracciando insieme ad essa le linee di principio del mandato elettorale. Non esiste azione compiuta che non sia stata preventivamente confrontata e discussa con quanti mi hanno dato il loro sostegno e con i vertici del mio partito di riferimento. Che, ribadisco, essere Forza Italia. Nel quale ritrovo quelli che sono i principi liberaldemocratici che da sempre spingono il mio impegno in politica.

Giuseppe Graziano
consigliere regionale e coordinatore provinciale Forza Italia Cosenza

***

Complimenti a Graziano: non era facile sfatare tutti questi miti in un colpo solo. Allo stesso tempo, però, il consigliere regionale e fondatore di “Cci” (quindi il suo movimento si chiama “Coraggio cambiare Italia”: di nuovo, complimenti) non smentisce alcuna circostanza o fatto riportati nell’articolo. Né si ritiene politicamente “ambiguo” per via di questo suo atteggiamento a dir poco basculante. Resta, perciò, ancora in piedi un solo mito: il suo ostentato trasversalismo. (p. bel.)

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