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'Ndrangheta a Genova, in manette il sindaco di Lavagna

GENOVA C’è anche il sindaco di Lavagna Giuseppe Sanguineti fra le otto persone arrestate a Genova nella maxioperazione contro il clan Rodà- Casile, famiglia di ‘ndrangheta della zona di Condof…

Pubblicato il: 20/06/2016 – 6:07
'Ndrangheta a Genova, in manette il sindaco di Lavagna

GENOVA C’è anche il sindaco di Lavagna Giuseppe Sanguineti fra le otto persone arrestate a Genova nella maxioperazione contro il clan Rodà- Casile, famiglia di ‘ndrangheta della zona di Condofuri, in provincia di Reggio Calabria, da anni trapiantata in Liguria. Insieme a lui, agli arresti domiciliari ci sono anche uno dei consiglieri comunali della sua maggioranza e l’ex parlamentare Pdl Gabriella Mondello. Eletta con il Pdl nella passata legislatura e poi passata all’Udc, è stata per 24 anni sindaco di Lavagna, sino a quando non le fu più permesso di ricandidarsi a causa del decreto legge che non consente più di due incarichi consecutivi alla guida di un comune. Per tutti, le accuse sono a vario titolo di abuso d’ufficio, voto di scambio e traffico illecito di influenze. Più pesanti le contestazioni a carico della famiglia Nucera, espressione ligure dei Rodà Casile e a capo delle ‘ndrine nella zona di Lavagna, coinvolta in un gigantesco traffico di rifiuti pericolosi.
Per la Dda, i Nucera sono attivi in una serie di business illeciti, dal traffico illecito di rifiuti e di stupefacenti all’usura, fino al riciclaggio di denaro di provenienza illecita con conseguente intestazione fittizia di beni e società, ma questo non ha impedito loro di partecipare attivamente alla politica in zona. A capo della famiglia e per questo oggi in manette, per gli il pm Alberto Lari c’è Paolo Nucera, nato Condofuri (Reggio Calabria) nel 44, ma da anni residente nel Tigullio, accusato di aver «diretto e organizzato il sodalizio (criminale ndr), assunto le decisioni più rilevanti, impartito le disposizioni o comminato sanzioni agli altri associati a lui subordinati, deciso e partecipato ai rituali di ’ndrangheta, curato rapporti con le altre articolazioni dell’associazione, dirimendo contrasti interni ed esterni al sodalizio criminale».
Vincitori per anni dell’appalto per lo stoccaggio dei rifiuti in zona, i Nucera oggi sono ritenuti responsabili di «gravi violazioni della normativa ambientale con lo sversamento in discarica di consistenti quantitativi di rifiuti solidi urbani e pericolosi falsificando la relativa documentazione». Per questo motivo, sotto sequestro sono finiti il sito di stoccaggio dei rifiuti di Lavagna (Genova), gestito dalla famiglia Nucera, e bar e chioschi gestiti da soggetti vicini agli arrestati, per irregolarità amministrative. Nel corso delle indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Genova e dal Servizio Centrale Operativo e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia, sono state sequestrate numerose armi da fuoco e munizioni anche ad alto potenziale e da guerra nella disponibilità degli indagati e pronte all’utilizzo.

Alessia Candito
a.candito@corrierecal.it

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