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Arrestato il boss Fazzalari, era latitante da 20 anni

REGGIO CALABRIA Lo hanno sorpreso nella notte in un casolare di Molochio, a pochi passi dal feudo di Taurianova che il suo clan ha sempre controllato, e si è fatto ammanettare senza opporre re…

Pubblicato il: 26/06/2016 – 7:55
Arrestato il boss Fazzalari, era latitante da 20 anni

REGGIO CALABRIA Lo hanno sorpreso nella notte in un casolare di Molochio, a pochi passi dal feudo di Taurianova che il suo clan ha sempre controllato, e si è fatto ammanettare senza opporre resistenza alcuna Ernesto Fazzalari, boss 46enne dell’omonimo clan, latitante da oltre vent’anni. A stringergli le manette ai polsi sono stati i carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, insieme ai militari del Gruppo Intervento Speciale e dello Squadrone Cacciatori Calabria.
Sorpreso dall’irruzione, il boss ha dichiarato le proprie generalità e si è fatto ammanettare. Insieme a lui è stata arrestata una donna di 41 anni, accusata di procurata inosservanza di pena, concorso in detenzione di arma comune da sparo e ricettazione. Nel casolare, i carabinieri hanno infatti trovato una pistola con matricola abrasa, ma anche – fanno sapere i militari – «altro materiale ritenuto di interesse e suscettibile di ulteriori approfondimenti investigativi». Accusato di associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio, porto e detenzione illegale di armi ed altri reati, il giovane boss si è dato alla latitanza nel 1996, quando i pm di Reggio Calabria ne hanno chiesto l’arresto nell’ambito dell’operazione Taurus, che ha fatto luce sulla faida di Taurianova fra gli Asciutto-Neri-Grimaldi e Fazzalari-Crea-Viola. Lo scontro fra i due storici clan della zona, che ha insanguinato il piccolo paese della piana di Gioia Tauro per più di tre anni agli inizi degli anni ’90, è balzato agli onori della cronaca per l’efferatezza delle esecuzioni. Al capo dei Grimaldi, ucciso insieme al fratello, fu infatti mozzata la testa, quindi lanciata per aria e presa a fucilate.
Secondo ricercato per importanza e pericolosità in Europa dopo Matteo Messina Denaro, Fazzalari è considerato uno dei più feroci boss della Piana. Alla sua cattura ha dedicato un post anche il premier Matteo Renzi, che su facebook scrive «continuiamo a combattere la criminalità ovunque, palmo a palmo, casolare per casolare». Per Renzi, questa è «una bellissima domenica» proprio per la difficile operazione di cattura del boss, « resa possibile dalla professionalità e della dedizione delle forze dell’ordine e dei magistrati». «Sono orgoglioso – afferma Renzi – delle donne e degli uomini che servono lo Stato e a nome di tutti gli italiani ho chiamato il Comandante Del Sette e il Procuratore Capo di Reggio Calabria Cafiero de Raho per esprimere loro la nostra gratitudine più affettuosa. Grazie davvero dal profondo del cuore! Viva l’Italia!».
«Oggi la Squadra Stato ha messo a segno uno dei suoi gol più belli. La fuga dei criminali – afferma il ministro dell’Interno Angelino Alfano – ha sempre un termine. Alla giustizia non si sfugge. Sono queste le vittorie che ci confortano e ci sostengono nel cammino difficile, ma possibile, contro il crimine organizzato e sono il premio per un lavoro incessante delle Forze dell’Ordine e dei magistrati, portato avanti con pazienza, determinazione e alta professionalità».
Un ringraziamento «agli uomini e alle donne che hanno reso possibile l’arresto di Ernesto Fazzalari» arriva anche dal presidente della Regione Mario Oliverio e dal presidente del consiglio regionale Nicola Irto, mentre il segretario regionale del Pd Ernesto Magorno commenta:«È un gran giorno per l’Italia. Vince lo Stato». Per Rosanna Scopelliti, deputata reggina di Area popolare e componente della commissione antimafia, quella di oggi è «una giornata da ricordare». Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha telefonato al procuratore capo della Dda di Reggio, Federico Cafiero De Raho, per ringraziarlo e porgere le sue congratulazioni alle forze dell’ordine. Rosy Bindi, presidente della Commissione Antimafia ha ringraziato il procuratore Cafiero de Raho «per l’ottimo lavoro che la Dda di Reggio Calabria sta facendo nel contrasto dell’organizzazione criminale più aggressiva e ormai infiltrata in tutto il territorio nazionale e il colonnello Falferi, comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri di Reggio Calabria che ha condotto le operazioni». Il sottosegretario al ministero dei Beni e delle attività culturali e del Turismo, Dorina Bianchi, ha commentato così la notizia: «Questo importantissimo risultato – ha detto – fa bene allo Stato, alla Calabria ed a quanti si impegnano per la legalità». E anche il prefetto di Reggio, Claudio Sammartino, ha rivolto un messaggio di vivo apprezzamento alle forze dell’ordine e alla magistratura.

Alessia Candito
a.candito@corrierecal.it