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Ambiente, il pastrocchio della gara da 67 milioni

CATANZARO C’è una gara da 67 milioni di euro bandita dalla Regione senza che avesse la competenza amministrativa per farlo. Un (altro) guaio che si snoda sulla strada tortuosissima che collega buro…

Pubblicato il: 30/06/2016 – 13:59
Ambiente, il pastrocchio della gara da 67 milioni

CATANZARO C’è una gara da 67 milioni di euro bandita dalla Regione senza che avesse la competenza amministrativa per farlo. Un (altro) guaio che si snoda sulla strada tortuosissima che collega burocrazia e politica. Si tratta del bando per il revamping (la ristrutturazione, ndr) dell’impianto di conferimento dei rifiuti che si trova a Catanzaro, in località Alli. Il problema milionario viene sollevato da Sebastiano Barbanti, deputato del Pd: il suo è un appello a Oliverio affinché «annulli la gara illegittima». Un appello documentato. Mostra le carte, Barbanti, ed è difficile non seguirlo nel ragionamento. La competenza, per la gara, spetta per legge agli enti gestori degli Ato (Ambiti territoriali ottimali nei quali si è divisa la gestione dell’ambiente) o ai sindaci. La Regione non c’entra. 



LA DELEGA MAI CONCESSA Ed è lo stesso governatore a riconoscerlo in una nota del 10 febbraio 2016. In quella lettera, Olivero chiedeva («correttamente», sostiene il deputato) ai sindaci la delega a poter bandire la gara, invitandoli a sottoscrivere un’apposita convenzione allegata alla sua lettera. Questo per evitare i problemi amministrativi che avrebbero potuto sorgere successivamente. Oliverio, oltre a bacchettare le amministrazioni locali che non si sono ancora attivate per aderire all’Ato, spiega che vuole «promuovere la sottoscrizione di un apposito accordo di programma, con il fine di delegare la Regione alla realizzazione dei riferiti interventi, prevedendo nel contempo il subentro nelle attività da parte delle comunità non appena saranno operative». Il fatto è – ricorda Barbanti – che i sindaci quella delega non l’hanno mai concessa ma il dipartimento, il 18 aprile 2016, ha pubblicato ugualmente la gara. E i termini per la presentazione delle offerte scadono il prossimo 18 luglio. Tempi ristretti, dunque, per rispondere alla sollecitazione del parlamentare democratico.

MAXI TARIFFE C’è, poi, un’altra questione apertissima. La base d’asta che dovrebbero pagare i comuni della provincia di Catanzaro è fissata a 161,24 euro a tonnellata per i rifiuti che conferiranno nei prossimi anni. Una cifra superiore a quella che sono costretti a spendere ora, «che già è una tariffa elevatissima», secondo Barbanti. Basta scorrere il bando per vedere che le tariffe sono «esagerate anche per quanto riguarda i conferimenti di rifiuti differenziati, che nelle intenzioni del dipartimento dovrebbero portare una spesa di 63,76 euro a tonnellata per la frazione secca (come risulta alle pagine 6 e 7 del capitolato di gara)». Dati tecnici dai quali ne discende uno politico: «La Regione non ha legittimazione a bandire la gara, che dovrebbe venir fuori da un processo democratico che coinvolga i sindaci, ma se aggiudicata e non impugnata la stessa porterà ad un aumento incredibile della spesa a carico dei Comuni e quindi dei cittadini». Più spese e poca attenzione per la correttezza amministrativa delle pratiche. È soprattutto per quest’ultimo aspetto della vicenda che Barbanti ha le parole più dure: «La burocrazia regionale è una delle vere zavorre del nostro sviluppo regionale. Fa bene il presidente Oliverio a scagliarsi periodicamente contro la struttura elefantiaca che abbiamo a Catanzaro. È giusto vigilare su quanto si fa nei diversi dipartimenti ed agire al fine di mettere ordine e far lavorare nel rispetto della legge». Peccato che quella burocrazia sia la stessa che Oliverio ha scelto per aiutarlo a governare. (ppp)

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