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Il sapore passato della "villeggiatura"

Tanti, ma tanti anni fa non si andava in vacanza, ma in villeggiatura. Chi abitava in un paese di mare, secondo la prescrizione del medico doveva “andare a cambiamento d’aria” e da San Ferdinando n…

Pubblicato il: 30/07/2016 – 15:48

Tanti, ma tanti anni fa non si andava in vacanza, ma in villeggiatura. Chi abitava in un paese di mare, secondo la prescrizione del medico doveva “andare a cambiamento d’aria” e da San Ferdinando noi ci trasferivamo a San Giorgio Morgeto, perché noi bambini dovevamo respirare l’aria della collina e non del mare. Armi e bagagli ci fittavamo un casa e con quattro suppellettili ci trasferivamo, senza o con scarse comodità, ma comunque a fare passeggiare nei boschi.
Chi viveva in un paese di montagna veniva a mare. E a San Ferdinando arrivavano poche auto, ma molti autobus carichi di bagnanti sia per il mare sia soprattutto per le sabbiature. La gente faceva una fossa e si sdraiava, facendosi coprire di sabbia calda. Contro i reumatismi dell’inverno. Le terme? Costavano molto. E poi le più vicine da Reggio erano a Guardia Piemontese e, per di più costavano. Naturalmente i bagnanti arrivavano alle dieci e rientravano nei loro paesi non prima delle 18, al tramontar del sole, più o meno. Naturalmente mangiavano a mare e dove finivano i resti? Sulla spiaggia. E noi, che potevamo fare il bagno, dopo il 29 giugno, per una triste leggenda, stavamo sulla spiaggia. Che era piena di ogni ben di Dio, da piatti di plastica, ai resti del cibo, alle fette di cocomero, alle bottiglie di plastica, e di… odori di peperoni arrostiti, frittate, lasagne, parmigiane.
Gli ombrelloni erano pochi. Allora si usavano le lenzuola bianche fissate con dei paletti a mo’ di tenda che riuscivano a coprire finanche dieci quindi persone perché il sole, almeno ci sembrava, bruciava di più. Dimenticavo: ed i pannolini sporchi dei bambini? Sempre sulla spiaggia, al punto che per raggiungere la battigia dovevi fare uno slalom, per non, diciamo così, sporcarti i piedi! E chi non aveva il bagno in casa? Lo taccio, per carità di patria.
C’era sempre un barcone che riusciva a coprire. E per mettersi il costume uomini e donne cosa facevano? Le asciugamani erano il paravento. Il marito lo teneva alla moglie e la moglie al marito, sia per togliere che per mettere il costume e noi ragazzini ci divertivamo a sbirciare! Perché tacerlo? Anche perché si trattava di un’operazione non facilissima. E spesso le asciugamani erano piccole, quando cadevano per qualche brusco movimento. Di corteggiamenti e amori manco parlarne, di bikini, che pure Brigitte Bardot aveva pubblicizzato, neanche l’ombra. Le donne avevano costumi che… sgambati? Ma vogliamo scherzare? Non potevi neanche godere della spiaggia, perché i “forestieri” dovevano giocare a tamburello, ai birilli, ai cerchietti (per le donne) al pallone. La palla in mare arriverà più tardi. E chi non poteva fare il bagno, per un qualsiasi motivo, veniva schizzato. Chi voleva leggere il giornale dove abbandonare la riva e salire. Anche per evitare una pallonata in testa.
Oggi è tutta un’altra cosa! Chi va al mare di casa propria non fa che parlare di “ti ricordi” se e quando trova un amico di infanzia, com’era bello fare il bagno quando il mare era super agitato per “ammurrarsi” cioè per farsi trasportare dalle onde a riva. Era pericoloso assai. Ma i più temerari dovevano dimostrare a sé stessi e ai compagni di non aver paura. E quando alle undici rientrava una barca col mare agitato? Era una rincorsa ad aiutare i pescatori a non perdere il pescato e la barca! Tutti pronti a dare un mano. Se invece il mare era calmo, tutti a correre a comprare il pesce che più fresco non si poteva. Se il rientro avveniva di notte, suonavano le campane per far correre tutta la gente a mare e salvare i pescatori! Quanta solidarietà, da questo punto di vista.
Oggi è tutta un’altra storia. È difficile trovare qualcuno con cui scambiare due chiacchiere, è difficile trovare una barca con cui fare una gitarella. Di motoscafi neanche l’ombra. C’è, qui e là, qualcuno che ti presta un surf, ma non ha il sapore di quei tempi. Ed il tempo passa a riflettere sul tempo passato.
E quando i sacerdoti si facevano il bagno, distanti almeno un chilometro dai posti frequentati? Potevamo andare a trovarli solo noi dell’Azione cattolica. L’unico corteggiamento possibile erano le ragazze che accompagnavano i bambini poveri che erano ospitati dall’Oda, l’Opera diocesana di assistenza, allora guidata da mons. Vito Truglia, originario di Polia, ma un’autorità nella Diocesi di Mileto.
Quei tempi li rimpiango, anche e perché ti adattavi a tutto e le comodità erano un sogno. Saper rivivere con piacere il passato è vivere due volte, diceva un poeta.

*giornalista

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