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Spari all'officina per ritorsione, arrestato boss Libri

REGGIO CALABRIA Finisce in manette anche Angelo Chirico, figlio di Filippo, reggente della cosca Libri fermato nei giorni scorsi per l’intimidazione subita dall’officina Giunta. Secondo quanto emer…

Pubblicato il: 01/08/2016 – 20:13
Spari all'officina per ritorsione, arrestato boss Libri

REGGIO CALABRIA Finisce in manette anche Angelo Chirico, figlio di Filippo, reggente della cosca Libri fermato nei giorni scorsi per l’intimidazione subita dall’officina Giunta. Secondo quanto emerso dalle indagini e confermato oggi dal gip, che ha convalidato il fermo del ragazzo, è stato Angelo -assistito dagli avvocati Carmelo Chirico e Lorenzo Gatto – ad accompagnare il padre nella spedizione punitiva contro il meccanico Antonio Saraceno, “reo” di aver chiamato la Municipale dopo essere stato tamponato dal figlio di Chirico, Pasquale.

LA MUNICIPALE NO A rivelare agli investigatori cosa fosse successo solo poche ore prima della pesante intimidazione subita è stato il capo-meccanico dell’officina e nipote del proprietario, Antonio Saraceno. È stato lui ad esser stato tamponato dal figlio piccolo di Filippo Chirico e fratello di Angelo, Pasquale. Il ragazzo, a bordo di uno scooter, non aveva rispettato uno stop, finendo addosso all’auto guidata da Saraceno. Nessun problema per il ragazzo, solo un po’ ammaccato dall’impatto. Quello che Chirico senior non ha gradito è che Saraceno avesse chiamato la Municipale per i rilievi. È stato lui stesso a chiarirlo a brutto muso al meccanico un paio di ore dopo l’incidente.

«TI AMMAZZO, TI SPACCO» Accompagnato dal figlio Angelo, il reggente della cosca Libri si è infatti presentato in officina, pretendendo di parlare con Saraceno. Dopo essersi presentato come “Filippo Chirico di Cannavò”, dunque con un voluto, esplicito richiamo al feudo storico dei Libri, avrebbe iniziato a minacciare pesantemente Saraceno. «Ti spacco tutto, ti ammazzo, non ti dovevi permettere di chiamare la Municipale» sono state le parole di Chirico, poco prima di voltare le spalle e avviarsi verso l’uscita dell’officina. A Saraceno è bastato alzare le braccia in segno di disappunto per far scatenare una nuova, pesantissima reazione di Chirico. Il figlio dell’uomo, rimasto a bordo dello scooter, ha infatti segnalato a Chirico il gesto di insofferenza del meccanico. E lui è esploso.

PROMESSE «Ora torno e vi sparo a tutti», ha promesso. E poco meno di mezz’ora dopo si è ripresentato per mantenere quanto promesso. Lo ha confermato agli investigatori, chiamati da Saraceno, anche lo zio e proprietario dell’officina, Giuseppe Giunta. Ma ad inchiodarlo sono state soprattutto le telecamere di videosorveglianza che hanno ripreso l’intera scena. Per gli investigatori, non è stato difficile, trovare lo scooter che i Chirico avevano utilizzato per raggiungere l’autofficina, tanto meno i caschi che i due hanno utilizzato.

INTIMIDAZIONE MAFIOSA Per i pm Giuseppe Lombardo, Stefano Musolino, Walter Ignazitto e Annamaria Frustaci, non c’è dubbio che sia stato Chirico a sparare contro l’autofficina. E non c’è dubbio che ad accompagnarlo sia stato il figlio Angelo. Un’intimidazione di chiara matrice mafiosa, sostengono i pm, perché le minacce che Chirico ha proferito «al di là delle sottostanti ragioni familiari (il sinistro stradale occorso a Pasquale Chirico), sono state pronunciate “firmandole” con l’indicazione della loro provenienza da un soggetto noto come esponente di spicco della cosca Libri, storicamente radicata nel quartiere Cananvò e nelle aree limitrofe, evocando la forza criminale del gruppo ‘ndranghetista».

Alessia Candito
a.candito@corrierecal.it

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