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LA SANTA | Sarra e Caridi si difendono davanti ai giudici

REGGIO CALABRIA Hanno iniziato a sfilare questa mattina, di fronte al Tribunale del Riesame, Paolo Romeo, gli uomini di quella che la Dda di Reggio ritiene la direzione strategica della ‘ndrangheta…

Pubblicato il: 11/08/2016 – 13:00
LA SANTA | Sarra e Caridi si difendono davanti ai giudici

REGGIO CALABRIA Hanno iniziato a sfilare questa mattina, di fronte al Tribunale del Riesame, Paolo Romeo, gli uomini di quella che la Dda di Reggio ritiene la direzione strategica della ‘ndrangheta e i presunti “riservati”, individuati dall’indagine Mammasantissima. Per il pm Giuseppe Lombardo, che ha coordinato e diretto l’inchiesta, fanno tutti a vario titolo parte di quella “cupola” che per decenni ha pianificato i destini politici ed economici della Calabria e non solo, anche grazie a strumenti forgiato allo scopo, come l’ex sottosegretario regionale Alberto Sarra, e il senatore Antonio Caridi.
Per i magistrati, con diversi ruoli e compiti sono tutti uomini di cui la Santa – questo il nome del nuovo livello svelato dall’inchiesta del pm Lombardo – si è servita per governare la Calabria e in parte anche il Paese. Accuse da cui gli indagati presumono di potersi difendere di fronte ai giudici del Tribunale della Libertà. Il primo a presentarsi questa mattina in aula di fronte al Tribunale, presieduto dal giudice Natina Pratticò, è stato l’ex sottosegretario Alberto Sarra, quindi è toccato all’avvocato Giorgio De Stefano, mentre nel pomeriggio si prevedono le altre udienze, inclusa quella chiamata a trattare il ricorso del senatore Caridi. Per tutti quanti invece, il verdetto non arriverà prima di martedì.
L’inchiesta ha iniziato a svelare il volto di una struttura ancora in parte inesplorata, in grado di decidere nomi e volti di chi è chiamato a governare, in Calabria come a Roma, ma anche capace di determinare e orientare i grandi flussi economici dei finanziamenti pubblici e acquisire informazioni riservate, provenienti da apparati informativi e istituzionali, in cui infiltravano i loro uomini. Un livello, sconosciuto ai più, che è solo parte – emerge dalle carte d’indagine – di un organico più grande che riunisce l’élite di tutte le mafie. Un centro di potere invisibile che ha sempre indirizzato la ‘ndrangheta militare, per decenni guidata da una componente di cui non ha mai neanche sospettato l’esistenza.

Alessia Candito
a.candito@corrierecal.it

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