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Dirty soccer, via al processo sulle combine nel calcio

CATANZARO Ha preso il via con la costituzione delle parti civili il processo su truffe e combine tra squadre di calcio di serie B, Lega Pro, Cnd ed Eccellenza calabrese nella stagione 2014/2015 . S…

Pubblicato il: 04/11/2016 – 15:55
Dirty soccer, via al processo sulle combine nel calcio

CATANZARO Ha preso il via con la costituzione delle parti civili il processo su truffe e combine tra squadre di calcio di serie B, Lega Pro, Cnd ed Eccellenza calabrese nella stagione 2014/2015 . Sono state ammesse come parti civili dal giudice per le udienze preliminari la Fgc, la Lega Pro, la Lega di serie D e la Lega nazionale dilettanti comitato calabro. Non è stata ammessa come parte civile, invece, l’associazione Tuteliamoci. Nel corso dell’udienza, le difese hanno sollevato numerose eccezioni di incompetenza per territorio, riguardanti il fatto che l’associazione dedita alle combine non avesse sede in Calabria e parecchi capi di imputazione contestati riguardassero partite svolte fuori regione. Netta su tutta la linea l’opposizione del sostituto procuratore Elio Romano. Il gup, Assunta Maiore, si è riservato di decidere in merito alle eccezioni e ha rinviato le parti all’udienza del prossimo 25 novembre.

CALCIO SPORCO Dell’operazione Dirty Soccer, messa a segno a maggio 2015, una grossa trance è rimasta a Catanzaro. Tutte le posizioni dei reati commessi nel napoletano sono state stralciate mentre sono rimaste di competenza del tribunale del capoluogo 62 posizioni.Secondo l’accusa, era stata creata una vera e propria organizzazione formata da giocatori, allenatori, dirigenti e direttori sportivi con lo scopo di truccare le partite per favorire le vincite con le scommesse. Altro scopo dell’associazione sarebbe stato quello di portare la squadra del Neapolis in serie D. E proprio le partite artefatte del Neapolis hanno messi gli uomini della Squadra Mobile di Catanzaro sulla pista del calcio sporco. Consulente di mercato del Neapolisi era, infatti, Pietro Iannazzo, elemento di spicco dell’omonima cosca di Lamezia Terme, coinvolto nell’operazione antimafia “Andromeda”. E proprio le intercettazioni su Pietro Iannazzo hanno aperto il filone di indagine “Dirty Soccer” che ha coinvolto società sportive di tutta Italia tra cui Catanzaro, Lamezia Terme, Cosenza, Reggio Calabria, Bari, Napoli, Milano, Salerno, Avellino, Benevento, L’Aquila, Ascoli Piceno, Monza, Vicenza, Rimini, Forlì, Ravenna, Cesena, Livorno, Pisa, Genova, Savona.

Alessia Truzzolillo
a.truzzolillo@corrierecal.it

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