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Soldi, buche e cemento. La legge (azzoppata) sul golf

LAMEZIA TERME Un anno fa, quando Orlandino Greco presentava il “suo” progetto di legge sul turismo golfistico, nessuno si stupiva (o indignava) per le cifre. I 50 milioni di euro – è l’ammontare de…

Pubblicato il: 23/02/2017 – 10:02
Soldi, buche e cemento. La legge (azzoppata) sul golf

LAMEZIA TERME Un anno fa, quando Orlandino Greco presentava il “suo” progetto di legge sul turismo golfistico, nessuno si stupiva (o indignava) per le cifre. I 50 milioni di euro – è l’ammontare dell’investimento pubblico previsto nella prima formulazione del testo congelato dal consiglio regionale – che hanno fatto infuriare Mario Oliverio (qui il racconto dello sfogo del governatore in consiglio regionale) erano lì, indicati esplicitamente nella cartelletta. Il presidente della giunta regionale era seduto tra i relatori, negli incontri in cui l’auspicio del capogruppo di “Oliverio presidente” era che, «una volta superato l’iter legislativo si proceda spediti, attraverso una collaborazione pubblico-privato, alla realizzazione dei 5 campi previsti nella proposta di legge, così che la nostra regione si trovi preparata per la Ryder Cup del 2022 che vedrà turisti golfisti arrivare in Italia da tutto il mondo». Traduzione: 10 milioni di euro di finanziamenti regionali per ciascuna delle strutture. Chiaro come il sole, ma un anno è un anno e le cose cambiano. Così il sogno degli swing tra il Pollino e lo Stretto è rinviato e, se si farà, sarà a spese dei privati. Certo, basta trovare qualcuno disposto a scucire 50 milioni per cinque campi da 18 buche e altrettanto per le strutture ricettive. Un gioco da ragazzi.

oliverio golf


Che il golf non fosse una priorità l’anno scorso e non lo sia neppure adesso è chiaro a (quasi) tutti. Ma forse conviene leggerla, questa norma sulla quale è inciampata la maggioranza regionale, curiosamente nel primo giorno in cui l’opposizione a Palazzo Campanella aveva una “capa”, Wanda Ferro. L’idea di fondo è quella di «destagionalizzare il turismo, rendendo la Calabria una terra capace di attrarre turisti 12 mesi all’anno». I golfisti sono pronti a spendere molto (viaggiano dalla Costa azzurra a Dubai senza lesinare sul lusso). Secondo le ipotesi avanzate nella legge «si prevede di attirare un flusso di turisti del golf di circa 375 mila presenze all’anno, tutti fuori della stagione turistica classica». E l’occupazione? È presto detto: «La stima del piano prevede per ogni impianto, completo di strutture ricettive e servizi, circa 270 occupati diretti». Queste cifre arrivano dal progetto “Calabria Golf destination”. È il documento di riferimento, quello senza il quale la legge risulta monca, più un manifesto che un provvedimento vero e proprio.

golf 50 milioni
(L’impegno di spesa per la Regione nella prima formulazione del progetto di legge sul turismo golfistico)

IL VERO PROGETTO “Calabria Golf destination” è fonte di ispirazione per la norma e forse anche qualcosa in più. Più che completarla, la scavalca. Prendiamo le previsioni sugli impianti. L’articolo 2 spiega che i campi da golf saranno non meno di cinque «da almeno 18 buche», ma non dice nulla sulla loro localizzazione. Ci pensa il progetto firmato da Giuseppe Miliè, un architetto specializzato nel settore. L’elenco prevede due campi a Lamezia e poi uno ciascuno a Gizzeria, Simeri, Castrolibero-Mendicino, Le Castella, Strongoli, Foce del Neto, Sibari e Limbadi-Nicotera.

golf destination

Nove campi in tutto (ma i masterplan già elaborati sono sette). Un elenco che serve a spiegare meglio quel «non meno di cinque» previsto dall’articolo 2 della legge congelata. Qualcuno si è già portato avanti. A Castrolibero, una conferenza stampa ha già raccontato l’idea (condivisa con il Comune di Mendicino) di realizzare l’impianto: «Lo scopo è quello di avviare un percorso di sviluppo e valorizzazione del territorio attraverso un’apprezzabile iniziativa a sostegno dello sport e della promozione del settore turistico. Una proposta in linea con le scelte del consiglio regionale della Calabria e del consigliere Orlandino Greco il quale, proprio sul golf e sul rilancio del settore del turismo, ha inteso presentare un importante disegno di legge». Era l’8 settembre 2015: il progetto di legge sul golf (nella sua versione onerosa per la Regione) si dava per scontato, specialmente nel feudo politico del suo promotore, che a Castrolibero ha governato per un decennio. Raccoglie entusiasmi transoceanici l’importazione dello sport “per ricchi” nelle Serre cosentine: anche Renato Turano, senatore pd eletto nella circoscrizione dell’America settentrionale, è uno degli sponsor del progetto. Combinazione: è molto vicino a Orlandino Greco (chez Turano è una delle tappe fisse nei viaggi, istituzionali e no, del consigliere regionale negli Usa e in Canada) ed è pure lui originario di Castrolibero.

castrobilero

Per quell’area sarebbe una svolta turistica ed economica. Oltre ai denari dei golfisti, la legge spiega (sempre al solito articolo 2) che «la superficie dell’impianto può prevedere strutture specifiche per un’adeguata ricettività turistico alberghiera, residenziale, club house, volumi di servizi accessori e parcheggio, da approvare in variante agli strumenti urbanistici comunali, se non previste». Varianti ai Piani strutturali, insomma. Un passaggio che troppo spesso, in Calabria, si è tradotto in nuovo cemento.

BUCHE E CEMENTO Forse anche per questo, nel suo intervento in commissione Bilancio (il 15 febbraio) per discutere sulla norma, l’assessore all’Urbanistica Franco Rossi ha sollevato qualche perplessità. Rossi ha suggerito «di far rientrare nelle previsioni dell’articolo 3 (quello che disciplina la realizzazione delle strutture ricettive, ndr) il concetto di “consumo di suolo zero”, prevedendo il recupero di cubature e incentivi premianti in caso di riutilizzazione dell’esistente». Non a caso, infatti, l’assessore raccomandava «di far attenzione al riferimento alla variante agli strumenti urbanistici vigenti, declinando meglio l’articolo 3». Non sono gli unici suggerimenti del prof prestato alla giunta Oliverio (suggerisce anche «di eliminare la previsione della realizzazione limitata ai soli investitori privati»: il governatore si infurierebbe) ma sono quelli più accorati. Il binomio golf-speculazione edilizia è un must: ripeterlo anche tra le colline di Castrolibero o sul golfo di Sant’Eufemia sarebbe la riproposizione di un vecchio cliché cementizio. Tutto vecchio: altro che nuove prospettive per il turismo. Certo, dal consiglio del 20 febbraio scorso, che ha sancito la scomparsa dei fondi Por dal progetto, la realizzazione di questi “diciotto buche”, senza i 50 milioni della Regione, appare più lontana. Servirebbe un colpo alla Tiger Woods.

Pablo Petrasso
p.petrasso@corrierecal.it

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