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«A San Giovanni in Fiore la raccolta differenziata è un pasticcio»

SAN GIOVANNI IN FIORE «La raccolta differenziata nel Comune di San Giovanni in Fiore è un pasticcio senza precedenti, per cui la responsabilità politica ricade sui referenti locali del governatore …

Pubblicato il: 27/02/2017 – 16:36
«A San Giovanni in Fiore la raccolta differenziata è un pasticcio»

SAN GIOVANNI IN FIORE «La raccolta differenziata nel Comune di San Giovanni in Fiore è un pasticcio senza precedenti, per cui la responsabilità politica ricade sui referenti locali del governatore Mario Oliverio, a partire dal sindaco, Giuseppe Belcastro». Lo affermano in un comunicato stampa i deputati M5s Dalila Nesci e Paolo Parentela, il quale stamani ha partecipato a un’apposita assemblea, tenutasi coi lavoratori della cooperativa locale “Citta pulita” nella sala consiliare del Comune di San Giovanni in Fiore. Assente Belcastro e la sua maggioranza. «Al ministro dell’Interno, Marco Minniti, chiediamo ancora – proseguono i due parlamentari 5 stelle – l’invio di una commissione d’accesso agli atti del municipio. Al Prefetto di Cosenza, Gianfranco Tomao, come di recente fatto per iscritto, chiediamo di convocare subito il sindaco di San Giovanni in Fiore e i lavoratori di “Città pulita”, ai quali spettava per certo l’inserimento in salvaguardia e che, per i diversi abbagli amministrativi, rischiano di pagare di tasca propria i costi per l’aumento di personale che il Comune ha avallato». «Ci auguriamo – affermano i parlamentari – che a questi lavoratori non venga imposto di firmare un contratto penalizzante, che non è quello nazionale di categoria. Non ci siano guerre tra poveri, si trovi una soluzione che non apra un conflitto tra i diversi operai». «Al procuratore di Cosenza, Mario Spagnuolo, come già fatto con un esposto, chiediamo – continuano i 5 stelle – di verificare i fatti e le eventuali responsabilità penali. Al presidente dell’Anticorruzione, Raffaele Cantone, chiediamo di accelerare l’approfondimento sul caso, che già segnalammo nel maggio scorso, avendo nella procedura di gara rilevato, tra l’altro, violazioni di precise delibere della stessa Autorità». «Infine – concludono Nesci e Parentela – chiediamo alla Corte dei conti di verificare eventuali danni all’erario e al Ministro del Lavoro di attivarsi per quanto di competenza».

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