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Una calabrese ai vertici di Avviso Pubblico

CATANZARO Trasferta lombarda per il vicepresidente della giunta regionale Antonio Viscomi. Nella mattinata di ieri, a Milano, l’assemblea nazionale di Avviso Pubblico, associazione di Regioni ed en…

Pubblicato il: 08/04/2017 – 9:14
Una calabrese ai vertici di Avviso Pubblico

CATANZARO Trasferta lombarda per il vicepresidente della giunta regionale Antonio Viscomi. Nella mattinata di ieri, a Milano, l’assemblea nazionale di Avviso Pubblico, associazione di Regioni ed enti locali per la formazione civile contro le mafie cui aderisce anche la Regione Calabria. Nel corso dell’assemblea è stata eletta vicepresidente dell’associazione Maria Antonietta Sacco, amministratrice del Comune di Carlopoli e già eletta, a febbraio, coordinatrice regionale. «La designazione di Maria Antonietta Sacco – ha dichiarato il vicepresidente della giunta regionale Antonio Viscomi – avvenuta, è bene sottolinearlo, per acclamazione, riempie di orgoglio; la nomina di una brava ed impegnata amministratrice calabrese ai vertici dell’associazione acquista un valore  simbolico enorme: dimostra cioè che non tutto, sempre e dovunque è politica malata, ed anzi conferma che esiste non solo una esigenza ma anche una possibilità reale di riscatto e di cambiamento che chiede solo di essere riconosciuta, sostenuta e valorizzata».
Nel pomeriggio di venerdì, a Piacenza, Viscomi ha partecipato al Festival del Diritto. L’edizione primaverile del Festival è stata articolata in tre eventi con la presenza della ministra Anna Finocchiaro, della professoressa Nicoletta Parisi, componente dell’Anac, e, appunto, del vicepresidente della Giunta regionale calabrese. A Viscomi è stato chiesto di analizzare le questioni dei rapporti tra etica e politica. Tre i temi principali trattati durante il dibattito. «Il primo relativo al senso stesso della politica, che è buona – ha detto Viscomi – quando in grado di attivare processi di trasformazione della vita collettiva e non quando si riduce alla mera occupazione di spazi di potere. Il che significa che l’agire politico deve avere sguardo e pensiero lungo, e non può limitarsi ad assumere a parametro temporale la dimensione breve del ciclo elettorale. Il secondo relativo alla necessità di non ridurre l’etica a mero rispetto delle leggi ma di rileggerla in chiave di responsabilità individuale e collettiva dal momento che ogni gesto, anche il più piccolo produce effetti su tutto il resto della convivenza umana. Gli essere umani, come è noto, non sono isole e non vivono isolati. Il terzo tema ha riguardato la politica come composizione possibile di interessi divergenti, frutto di ascolto reciproco e di riconoscimento delle specifiche differenze, soprattutto in un mondo plurale e complesso come quello attuale».
«In ogni momento della sua giornata – ha concluso Viscomi – al politico ed all’amministratore pubblico viene rivolta una domanda fondamentale: tu da che parte stai? Per questo, ogni buona politica non può che fondarsi su di una scelta etica: la politica, per dirla con don Sturzo, richiede spiriti liberi e forti che nel servizio alla comunità trovano il senso e le ragioni del loro impegno quotidiano». 

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