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Informazione e fake news, appunti sul futuro

REGGIO CALABRIA L’informazione come strumento per creare e consolidare valori ma anche per comunicare in modo oggettivo la realtà al tempo delle fake news e delle distorsioni dei social network. So…

Pubblicato il: 13/05/2017 – 14:15
Informazione e fake news, appunti sul futuro

REGGIO CALABRIA L’informazione come strumento per creare e consolidare valori ma anche per comunicare in modo oggettivo la realtà al tempo delle fake news e delle distorsioni dei social network. Sono stati questi alcuni dei temi sviluppati oggi durante la lezione della Scuola di cultura politica organizzata dall’Isesp, dal titolo “Informazione locale e politica”, a cui hanno partecipato il presidente della commissione Giustizia del Senato e direttore della Scuola, Nico D’Ascola, il coordinatore scientifico della Scuola, Daniele Cananzi, e il direttore del Corriere della Calabria, Paolo Pollichieni. Proprio Pollichieni ha ribadito l’importanza dell’informazione che, per essere esercitata nella maniera più semplice e lineare, «deve avvenire attraverso la vera e  oggettiva testimonianza di quello che accade. Comunicare e informazione sono due cose diverse a livello deontologico. Gli obblighi che ha chi sceglie di fare comunicazione non li ha chi deve fare informazione». 
Fare informazione oggi, secondo Pollichieni, «è diverso rispetto che in passato, perché sono cambiati i tempi. Una volta, superare il vaglio del direttore era una impresa. Oggi, al contrario il controllo è diminuito, soprattutto nella diffusione delle informazioni che vengono pubblicate sui siti online, ai quali non viene chiesto di essere  registrati al Tribunale o di avere una direttore responsabile, o sui social network, dove la notizia corre alla velocità della luce. Siamo nudi rispetto alla mole, alla quantità e quindi anche alla qualità delle informazioni che si riversano sul web. È necessario che ci siamo delle regole. Questa massa di informazioni che si riversa a livello locale provoca ancora di più danni in tessuto sociale debole come il nostro. I tagli che ci sono stati nell’editoria hanno abbassato la qualità. Molte categorie del settore, come gli inviati, sono sparite, determinando un impoverimento. Sull’editoria primaria  oggi è in atto un forte scontro politico. Una volta il controllo si esercitava attraverso le due, tre testate maggiori e la Rai, adesso si è incominciato a prendere atto che questo non basta, perché il combinato dei social network e dell’informazione primaria riesce a raggirare un blocco dell’informazione che prima veniva esercitava con il controllo delle maggiori testate». 
«Abbiamo voluto concludere il terzo modulo della Scuola di cultura politica, quello locale – ha detto Cananzi –, con la conferenza dal titolo  “Informazione locale e politica”, un tema delicato e complesso che abbiamo voluto trattare con uno dei più importanti ed esperti giornalisti».
D’Ascola ha approfondito il concetto di comunicazione: «L’argomentazione è persuasione, la comunicazione è unilaterale, non ha nemmeno un volto sociale, perché l’argomentazione per come avveniva sin dai tempi della polis si svolgeva nei contesti sociali, pubblici, si argomentava perché si doveva creare il sistema. Le società si formavano sull’adesione condivisa all’ipotesi plausibile. La struttura dell’argomentazione è volta a creare  il consenso, quindi una dimensione sociale nella misura in cui include il destinatario».  
«Oggi – ha aggiunto il direttore della Scuola –, abbiamo incrementato la comunicazione sul piano quantitativo ma non sul piano qualitativo. Si percepisce chiaramente che c’è una crisi che non riguarda solo il giornalismo, ma anche la società, la politica.  Il compito del giornalismo è di creare sistema. Dobbiamo costruire una società attorno a dei valori, ma se questi valori non li trasferiamo in un dibattito che debba servire a creare la consapevole adesione, parlando, confrontandosi,  o il consapevole rifiuto di determinate proposte, questa società non la costruiremo mai e si impoverirà sempre di più».

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