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Finanza etica, un nuovo modo di pensare la Calabria – VIDEO

LAMEZIA TERME «Non siamo in Lombardia, siamo in Calabria. E qui il terzo settore ha bisogno di prestiti per innovare, per inventare e anche per creare poesia». Don Giacomo Panizza, il prete brescia…

Pubblicato il: 12/07/2017 – 13:37
Finanza etica, un nuovo modo di pensare la Calabria – VIDEO

LAMEZIA TERME «Non siamo in Lombardia, siamo in Calabria. E qui il terzo settore ha bisogno di prestiti per innovare, per inventare e anche per creare poesia». Don Giacomo Panizza, il prete bresciano fondare della Comunità Progetto Sud, fa gli onori di casa al dibattito che questa mattina ha visto protagonista Banca Etica, di cui la comunità stessa è una delle prime sostenitrici qui in Calabria, nella presentazione del rapporto “Esclusione finanziaria. Lo scenario italiano 2017”. Infatti, è proprio in una delle strutture della Progetto Sud che si trova la sede di Banca Etica. «In una delle case confiscate al clan dei Torcasio, uno dei più potenti di Lamezia», come ha tenuto a precisare don Giacomo. Che però parla anche di fiducia in un territorio, quello calabrese, in cui «il terzo settore assume perché ci si occupa di cose di cui si hanno bisogno». 
L’idea e la voglia di un territorio in cui stare bene, un territorio diverso emerge anche dalle parole di Marina Galati, direttrice della comunità, che ha voluto ripercorre le tappe storiche di Banca Etica in Calabria. «Un percorso costruito man mano nonostante sia una realtà difficile – ha detto -. Quello che si propone con questo nuovo modo di pensare il sistema bancario, è anche una nuova educazione finanziaria con quell’analfabetismo che da anni blocca questa regione». E una visione di cambiamento non può prescindere, secondo Galati, «da una nuova coesione tra le organizzazioni sociali e quelle imprenditoriali». Affermazione, questa, che ha trovato d’accordo anche il vicepresidente della giunta regionale Antonio Viscomi. «Creare capitale sociale» è stato il filo conduttore dell’analisi di Viscomi. «È l’elemento mancante in questa nostra società, soprattutto in Calabria, dove è molto difficile trovare identità comuni – ha spiegato -. È necessario dunque puntare sulla coesione delle imprese profit con quelle no profit». E ancora, dall’alto della sua esperienza di docente universitario «la mancanza di una strategia tra la pubblica amministrazione e l’università per combattere l’analfabetismo finanziario. Bisogna – ha sottolineato Viscomi – partire dai più piccolo, dai bambini per far capire loro l’importanza del denaro. Ma prestare anche attenzione anche a quelle nuove povertà, al disagio diffuso di chi lavora ma non ha accesso ai beni». «Ecco – ha concluso il suo intervento il vicepresidente della Giunta – cerchiamo un po’ di più di trovare soluzioni e sostegno per questi nuovi problemi». 
Al centro dell’incontro, è stato appunto il rapporto presentato da Banca Etica con un focus particolare sulla Calabria, che con il 53% di esclusione finanziaria rappresenta una delle maggiori criticità italiane. «Qui abbiamo erogato credito per circa 10 milioni di euro, ma molto ancora si può fare», ha sottolineato il nuovo direttore di Banca Etica, Alessandro Messina. «Quello che possiamo fare noi come banca per questa regione è quello di continuare a lavorare e capire cosa si può fare perché quando parliamo di inclusione finanziaria, parliamo anche di inclusione sociale e di democrazia economica che oggi sembrano essere passate di moda». 
Nel pomeriggio di mercoledì, inoltre, Banca Etica insieme ai suoi soci e ai clienti si recheranno a Soveria Mannelli dove negli anni sono state finanziate piccole realtà che hanno saputo coniugare innovazione e tradizione, come la casa editrice Rubbettino, il lanificio Leo e l’azienda Sirianni specializzata nell’arredo per le scuole. 

Adelia Pantano
redazione@corrierecal.it