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«Se non paghi ti tagliamo la testa»

COSENZA Hashish acquistato a dieci euro al grammo. Versati ogni 5 del mese quando l’assuntore riceve lo stipendio e paga il suo pusher. Il modus operandi dello spaccio di droga viene descritto dai …

Pubblicato il: 25/07/2017 – 13:33
«Se non paghi ti tagliamo la testa»

COSENZA Hashish acquistato a dieci euro al grammo. Versati ogni 5 del mese quando l’assuntore riceve lo stipendio e paga il suo pusher. Il modus operandi dello spaccio di droga viene descritto dai magistrati nell’operazione “Ovuli itineranti” con cui la Guardia di finanza ha eseguito quattro misure restrittive su indicazione della Procura di Cosenza. Il gip Luigi Francesco Branda – su richiesta della Procura – ha emesso una misura cautelare di arresti domiciliari per Gianluca Maestri. Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per gli altri tre, ovvero: Jonathan Bianchino; Roberto Laratta e Andrea Librandi. Le indagini, coordinate dal procuratore capo Mario Spagnuolo e dall’aggiunto Marisa Manzini e condotte dal sostituto Giuseppe Cozzolino, hanno sgominato un traffico di sostanze stupefacenti nella città dei Bruzi. Le “peculiarità” scoperte dai finanzieri hanno fatto emergere nuove modalità di trasporto della droga: ovuli occultati anche per via anale. 

IL RACCONTO DI UN CLIENTE Ecco che cosa racconta agli investigatori un assuntore di droga. «Acquistavo 20 o 30 grammi di hashish alla volta, con cadenza mensile. Preferisco comprare queste discrete quantità di droga, ma solo una volta al mese, piuttosto che acquistare spesso delle quantità più piccole. Jonathan Bianchino mi fa pagare l’hashish al prezzo di dieci euro al grammo. Ogni volta, mi accordo con Jonathan, sulla quantità di droga che voglio comprare, al supermercato dove lavoriamo entrambi, ma poi mi reco a casa sua per acquistare materialmente la droga, anche se è capitato che a volte me l’ha portata direttamente al supermercato. Quando vado a casa sua insieme ci dirigiamo in una piccola stanza (senza porta di ingresso) in fondo al corridoio dove, sopra una lavatrice, vi è una borsa termica di colore arancione con manici verdi, al cui interno c’è l’hashish che lui prende e mi consegna. Io non pago subito la sostanza, bensì consegno il denaro a Bianchino quando ricevo lo stipendio, cioè all’inizio di ogni mese (solitamente il giorno 5). Questa è la ragione per cui pago l’hashish a dieci euro al grammo, che è un prezzo molto elevato. Infatti, Jonathan mi ha detto che se pagassi subito la droga, lui mi farebbe un prezzo migliore, ma in quattro anni non mi è mai capitato di riuscire a pagare subito». Non sempre però c’è disponibilità dello stupefacente: «Molte volte è capitato anche che quando mi sono recato da Bianchino per acquistare la droga, lui non aveva la disponibilità dello stupefacente. Pertanto, alla mia presenza lui, con la sua utenza cellulare (che io non conosco anche perché lo cambia molto spesso) contatta un uomo e gli dice di raggiungerlo perché ci sono io. Pochissimi minuti dopo l’uomo arriva presso la casa di Bianchino portando l’hashish destinato a me. È capitato qualche volta che non mi facesse entrare in casa, bensì mi dicesse di andare sul retro e si affacciasse dalla finestra dello stanzino di cui sopra e mi consegnasse da lì la droga. Preciso che sul retro del palazzo Bianchino ha un piccolo orticello, ovviamente abusivo, che lo stesso ha anche recintato». 

COCAINA A CENTO EURO AL GRAMMO La droga smerciata era di diverso tipo. «A partire dal mese di agosto 2016 – spiega l’assuntore – Bianchino ha iniziato a vendermi, in maniera occasionale, anche cocaina, sempre per il mio uso personale. Infatti, dopo aver usato la prima volta cocaina in Germania, dove ho lavorato sei anni, ero riuscito a interrompere la dipendenza da quella sostanza, ma da agosto purtroppo ho avuto una “ricaduta” e ho iniziato ad assumerla con frequenza di un giorno sì e un giorno no». E continua: «Pago la cocaina a 100 euro al grammo, acquistando ogni volta un paio di grammi, ma consegno i soldi sempre ad inizio mese quando ricevo lo stipendio». Una volta l’uomo ha acquistato cocaina dagli indagati per mille euro al mese e hashish a 700 euro, così da contrarre un debito da 1700 euro «che non sono riuscito a onorare», ha detto. Ma per tale motivo avrebbe ricevuto diverse minacce. Una volta gli dissero che se non avesse onorato il debito gli avrebbero «tagliato la testa con una mannaia». Però a questo problema ne è sopraggiunto un altro. A dire del cliente Bianchino non era d’accordo che lui acquistasse la cocaina anche da un’altra persona. E per tale motivo avrebbe subito alcune ritorsioni. L’uomo racconta agli inquirenti di «avere paura per lui e per i suoi figli».

mi. mo. 

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