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È ancora scontro Occhiuto-Sorical

COSENZA «Avevamo ragione su tutti i fronti, da anni denunciamo la cattiva gestione regionale da parte della Sorical in merito alla distribuzione idrica sul territorio e adesso persino il tribunale …

Pubblicato il: 28/07/2017 – 15:28
È ancora scontro Occhiuto-Sorical

COSENZA «Avevamo ragione su tutti i fronti, da anni denunciamo la cattiva gestione regionale da parte della Sorical in merito alla distribuzione idrica sul territorio e adesso persino il tribunale delle acque segna l’ennesimo punto a nostro favore».
Così il sindaco Mario Occhiuto commentando la sentenza odierna. Il Tribunale superiore delle acque pubbliche, con sede a Roma presso la Corte suprema di Cassazione, con provvedimento del 27 luglio 2017 ha respinto la domanda di sospensione avanzata dalla Sorical spa contro l’ordinanza contingibile ed urgente dello scorso 16 gennaio con cui il sindaco Mario Occhiuto aveva imposto l’erogazione della portata istantanea costante minima idrica di 311 litri al secondo di acqua potabile nonché la consegna delle chiavi dei punti di controllo al partitore di via de Rada, al partitore di Cozzo Muoio e sull’adduttrice al serbatoio di Serra Spiga. Adesso, non soltanto la Sorical dovrà adempiere a quell’ordinanza, ma la Regione dovrà restituire al Comune di Cosenza il prezzo della dispersione idrica degli ultimi 10 anni.    
Il provvedimento del primo cittadino, come si ricorderà, era stato adottato a seguito della riduzione della fornitura idrica operata dalla Sorical spa per presunte morosità e al fine di scongiurare problemi igienico sanitari alla cittadinanza soprattutto in considerazione delle numerose segnalazioni pervenute al Comune in cui si denunciava la mancata erogazione dell’acqua.
L’ordine di consegna delle chiavi dei punti di controllo – si legge in una nota del portavoce del sindaco – si era reso necessario: 1) per scongiurare situazioni di rischio e pericolo per la salute pubblica conseguenti dalla grave penuria di acqua potabile riscontrata in città; 2) al fine di consentire i controlli e le necessarie verifiche, mediante l’installazione di propri misuratori (contatori e strumenti di misura accessibili al Comune), debitamente tarati ed omologati, dei volumi idrici erogati nel pozzetto di arrivo ed alla diramazione della fornitura di acqua potabile proveniente dall’acquedotto Abatemarco; 3) al fine di provvedere (a danno) agli interventi urgenti di manutenzione delle strutture  pubbliche “gestite” dalla Sorical spa.
Il Tribunale superiore delle acque pubbliche ha accolto così le ragioni del Comune di Cosenza rappresentato e difeso dall’avvocato Agostino Rosselli il quale, nel merito dei rapporti di gestione dell’acqua potabile (bene primario della vita) ha chiesto l’integrazione del contraddittorio nei confronti della Regione Calabria che ha ritenuto lecito affidare alla Sorical la gestione dell’acqua e che ha disatteso – ha evidenziato l’avvocato Rosselli – le norme e i principi fondamentali dettati dalla Comunità Europea, recepiti dal governo italiano con direttiva del presidente del Consiglio dei ministri 27.1.1994 e cristallizzati nello schema generale di riferimento per la predisposizione della Carta del servizio idrico integrato (uso umano e usi diversi) approvato con decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 29.4.1994.
La dispersione idrica – è il concetto ribadito nella sentenza – non può gravare sui Comuni. A Cosenza, grazie agli interventi messi in atto dall’amministrazione, dal 2011 al 2016 la dispersione ha registrato una riduzione dal 78% al 37% per come diffuso anche dall’Istat.
L’ordine di requisizione dei punti di consegna dell’acqua, ritenuto legittimo dal Tribunale superiore delle acque pubbliche che ha respinto la domanda di sospensione dell’ordinanza contingibile e urgente è stato adottato dal sindaco di Cosenza al fine di garantire il rispetto dei diritti fondamentali delle persone.

SORICAL: NON È SENTENZA MA PROVVEDIMENTO «In merito al comunicato del Comune di Cosenza, l’ufficio legale della Sorical – è detto in un comunicato – fa presente che il Tribunale Superiore dell’Acque Pubbliche di Roma non ha emesso una sentenza ma un provvedimento (quindi ribadiamo non una sentenza) che non ha sancito la legittimità dell’ordinanza del Comune». «Il Tribunale – precisa ancora la Sorical – ha solo respinto l’istanza cautelare di sospensione dell’efficacia. L’ordinanza impugnata, quindi, è ancora sub iudice, tant’è che il merito si discuterà nel 2018». E ancora: «Non è vero che il Tribunale Superiore dell’Acque Pubbliche ha accertato una mala gestio di Sorical nella distribuzione idrica; non è vero (e questa è la bufala più inquietante) che il Tribunale dice che “la Regione dovrà restituire al Comune di Cosenza il prezzo della dispersione idrica degli ultimi 10 anni”. Ecco cosa è scritto nella sentenza: il giudice sciogliendo la riserva che precede, passa all’esame della domanda cautelare esponendo le considerazioni che seguono: ritenuto che il danno lamentato da parte ricorrente appare, in questa fase di valutazione sommaria, connesso ad accadimenti di tipo eventuale e probabilistico forieri di responsabilità che ricadrebbero sul Comune resistente; ritenuto altresì che nella valutazione comparativa degli interessi in gioco quello del Comune resistente, volto ad assicurare l’alimentazione idrica della popolazione, appare prevalente; respinge la domanda cautelare e al contempo il prosieguo della trattazione della causa per l’udienza del 3.10.2018». 

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